Il lago Kaindy, in Kazakhistan, è luogo di un fenomeno naturale unico e spettacolare. La formazione dello specchio d’acqua è naturale, ma dovuta ad un fortissimo terremoto che, nel 1911, cambiò definitivamente la morfologia dei monti Tian Shan, una catena montuosa asiatica. Durante il sisma si creò una frana calcarea che divenne una vera e propria diga, che chiuse completamente la valle, con la seguente formazione del lago.

Questo è lungo quasi mezzo chilometro e profondo sino a 30 metri, ad un’altitudine di circa 2.000 metri sul livello del mare. Nelle profonde acque del lago, a temperature semi-glaciali, si trova una foresta di Abeto Rosso Asiatico perfettamente conservata, congelata a quel giorno di inizio ‘900 nel quale un terremoto cambiò per sempre il destino della foresta della valle.

Lago Kaindy 06

Gli alberi sono visibili sia da sopra l’acqua, con i tronchi ormai spogli che si ergono dalla superficie piatta del lago, sia sott’acqua, dove lo spettacolo è decisamente più spettrale. I rami e le foglie degli alberi sono infatti rimasti interamente ibernati, congelati dall’eccezionale freddo dell’acqua e quindi preservati dal normale decadimento organico.

La temperatura dell’acqua del lago fatica, in estate, a raggiungere i 6°C, mentre in inverno scende sovente sotto lo zero, condizioni ideali per rendere la vegetazione rimasta intrappolata nel lago uno spettacolo ghiacciato unico al mondo.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...