Dall’inizio del XIX secolo, grazie anche a numerosi inventori italiani, la macchina da scrivere ha conosciuto una capillare diffusione in tutto il mondo. Sul finire del secolo il dattilografo era una professione riconosciuta, e nel 1901 venne inventata la prima macchina da scrivere elettrica. I diversi tipi di macchina da scrivere dell’inizio dell’800 confluirono infine in modelli simili fra loro di diverse marche, fra cui è importante ricordare le Remington e le Olivetti.

Nel 1936 Robert H. Keaton, di San Francisco, in California, brevettò una macchina da scrivere che al posto delle lettere stampava le note musicali. Keaton descrisse il prodotto come:

Una macchina per la scrittura della musica destinata a compositori, arrangiatori, insegnanti e studenti

Oltre a uno scopo singolare, la macchina aveva anche una forma stranissima. L’invenzione iniziale aveva 14 caratteri a disposizione circolare. Il foglio era collocato sotto la tastiera anziché dietro, come invece accade nelle macchine da scrivere tradizionali. Il meccanismo si muove tutto sopra al foglio dello spartito, e il compositore può scrivere mediante alcuni movimenti programmati.

Nel 1953 Keaton aggiunse al suo brevetto una versione da 33 caratteri, più completa e di facile utilizzo. Nonostante non sia mai diventata uno standard per la scrittura sugli spartiti, la “Music Typewriter” di Keaton venne commercializzata ad un prezzo di 255 dollari dell’epoca, ma oggi è la macchina da scrivere più ambita da tutti i collezionisti di oggettistica musicale che si contendono i pochi pezzi realizzati a oltre 6.000 dollari.

La valigetta con la macchina da scrivere:

Sotto, un video mostra la Keaton Music Typewriter in azione:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...