“La Leggenda Nera”: la Propaganda Politica che Demonizzava la Spagna e gli Spagnoli in tutto il Mondo

Molte nazioni europee, a seguito delle importanti scoperte geografiche cominciate a partire dal XVI secolo, si lanciarono alla conquista di nuovi territori, per sfruttarne le ricchezze e anche la forza-lavoro delle molte popolazioni locali ridotte in schiavitù.

Francia, Gran Bretagna e Spagna furono le nazioni che maggiormente sfruttarono le opportunità offerte dal colonialismo, senza dimenticare Olanda e Belgio.
Tra queste nazioni, che si macchiarono tutte di orrendi crimini verso i nativi, la Spagna è spesso stata considerata la più spietata nei confronti dei popoli colonizzati. Questa convinzione nasce da un tipo di storiografia propagandistica, non sempre veritiera, conosciuta come La Leyenda Negra (La leggenda nera), che presentava la Spagna, la sua gente e la sua cultura sotto una luce quasi diabolica: gli spagnoli venivano descritti come spietati, pigri, ignoranti e pieni di pregiudizi.

Il motivo di questa parziale mistificazione va ricercato nell’odio provato da alcuni dei popoli europei conquistati dalla Spagna: quando morì, nel 1558, Carlo V era a capo di un impero “su cui non tramontava mai il sole”, che in Europa comprendeva, oltre alla Spagna, il meridione d’Italia, l’Austria, i Paesi Bassi, il Belgio, e territori più piccoli come il Milanese e la Franca Contea.

Anche Papa Paolo IV (1476-1559) contribuì ad alimentare i pregiudizi nei confronti degli spagnoli, definendoli “eretici, scismatici, maledetti da Dio, discendenti di ebrei e marrani, la stessa feccia della terra.”

La Leggenda Nera fu generalmente diffusa dagli olandesi che combattevano contro l’egemonia politica e religiosa del primo imperatore spagnolo, Filippo II, che controllava gran parte dei Paesi Bassi e del Sacro Romano Impero. Solo alcune regioni del nord dell’Olanda continuavano a resistere, usando qualsiasi arma, anche una propaganda negativa. Grazie alla Leggenda Nera, la Spagna e tutto ciò che era spagnolo veniva associato alla barbarie e alla sete di sangue, anche se questi stereotipi erano radicati principalmente in Gran Bretagna, Olanda e Germania.

L’odio contro la cultura spagnola ha resistito attraverso i secoli: anche il filosofo Immanuel Kant, che non andò mai in Spagna, scrisse: ”Il lato cattivo dello spagnolo è che non impara dagli stranieri; che non viaggia al fine di conoscere le altre nazioni; che è indietro di secoli nelle scienze. Resiste a qualsiasi riforma; è orgoglioso di non dover lavorare; ha una qualità di spirito romantica, come dimostra la corrida; è crudele, come gli (ex) spettacoli autodafé; e il suo gusto mostra un’origine che in parte non è europea.”

Eppure, quando iniziò la colonizzazione delle Americhe da parte dell’Europa, la Spagna fu l’unica potenza coloniale ad approvare delle leggi per la protezione dei nativi. Il termine “La Leggenda Nera” apparve per la prima volta nel 1914, nel libro di Julian Juderias “La leyenda negra y la verdad Historica”, dove lo scrittore sostenne che la Spagna e la sua cultura erano state sistematicamente diffamate da autori stranieri ispirati dal protestantesimo e dall’illuminismo. La teoria fu esposta anche dallo storiografo KW Swart nel 1975, nel libro “La Leggenda Nera Durante la Guerra degli ottant’anni”.

Secondo alcuni storici spagnoli contemporanei, la leggenda nera sarebbe uno specchio dei tratti negativi che gli spagnoli riconoscono in se stessi. Secondo altri non si tratta di una leggenda, ma di pareri negativi basati su fatti storici reali, opinioni che formavano un’area grigia, dove non c’era coerenza né uniformità.


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