Lo scrittore Washington Irving è conosciuto soprattutto per il suo romanzo “La leggenda di Sleepy Hollow”, e ben pochi sanno che all’origine della figura di Babbo Natale c’è proprio lui: nel 1809 pubblicò un libro intitolato “History of New York”, come fosse il manoscritto di un fantomatico storico olandese, Diedrich Knickerbocker, misteriosamente scomparso da un albergo di New York.

L’immaginario Diedrich Knickerbocker, nel frontespizio del libro “History of New York”


Knickerbocker è la voce narrante di questo satirico racconto sulle origini di New York (ma anche sulla politica dell’epoca) dall’inizio del mondo alla fine della “dinastia” olandese.

Washington Irving


Irving si diverte molto a prendere in giro i primi coloni olandesi, che avevano fondato New Amsterdam nel 1625, per farsela portare via dagli inglesi nel 1665. Da allora, la città sorta sull’isola di Manhattan prese il nome di New York.

Mappa di New Amsterdam nel 1660


Tra le altre cose, Irving faceva ironia sul santo protettore di New Amsterdam, San Nicola, che gli olandesi chiamavano Sinterklaas e festeggiavano il 6 dicembre.

San Nicola


Irving diede inizio a una tradizione natalizia che ancora non esisteva: racconta di un certo Oloffe, che una notte sogna “il buon san Nicola, venuto a cavalcare sulle cime degli alberi, su quel carro nel quale porta i regali annuali ai bambini”, e li mette nelle calze che i bimbi hanno appeso al camino.

Nel 1809, quando uscì il libro, quello di capodanno era l’unico giorno festivo invernale a New York. Irving contribuì a far diventare giorno di vacanza anche la ricorrenza di San Nicola, aiutato in questo dalla Historical Society di New York che voleva trasformare il vecchio vescovo turco in un simbolo della città.

Santa Claus veniva festeggiato nel giorno di San Nicola, finchè, nel 1823, non fu pubblicata una poesia (poi trasformata in canzone) sul giornale “New Yorker”, intitolata “Una visita da San Nicola”. I primi versi recitano:

Era la notte prima di Natale e tutta la casa era in silenzio,
nulla si muoveva, neppure un topino.
Le calze, appese in bell’ordine al camino,
aspettavano che Babbo Natale arrivasse.

Nel testo inglese Babbo Natale è citato come San Nicola: ecco che il santo venerato dagli olandesi venne associato alla festa del Natale, e per la prima volta comparvero le renne, otto, con i loro nomi Donner e Blitzen, Comet e Cupid, Dasher e Dancer, Prancer e Vixen. La nona renna, Rudolph dal naso rosso, venne aggiunta nel 1949 sempre grazie a una canzone.

Babbo Natale secondo Thomas Nast -1863

Ancora però Santa Claus, o Babbo Natale, non aveva un aspetto ben definito. Irving, ad esempio, lo descriveva come uno spilungone vestito di verde che fumava la pipa. Fino a che un disegnatore di origini tedesche, Thomas Nast, nel 1863 non gli diede l’aspetto con il quale ancora oggi lo raffiguriamo: un pingue signore vestito di rosso, con una lunga barba bianca e lo sguardo bonario.

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Annalisa Lo Monaco

Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.