Bevanda spesso presente sulle tavole medievali più ricche, la birra è stata un vero simbolo di convivialità sin dai tempi antichi. Ma, oltre che di pranzi e cene, la bevanda è stata protagonista anche di eventi ben meno piacevoli.

Ciò avvenne nel 1380 a Breslavia, nell’odierna Polonia, quando il consiglio cittadino volle istituire il monopolio sulla produzione della birra, scontrandosi coi monaci della vicina isola di Ostróv Tumski (Isola della Cattedrale), i quali non vollero piegarsi alle pesanti tassazioni sull’amata bevanda. Gli avvenimenti ebbero luogo in un periodo di alta tensione nel territorio. Breslavia era a quei tempi parte della regione della Slesia (oggi parti di territorio austriaco, ceco, tedesco e polacco), di cui divenne un importante centro di scambi commerciali. Nel 1335 Breslavia venne accorpata al regno di Boemia, parte del Sacro Romano Impero, portando il caos nel sistema di gestione delle città.

Fu in questo contesto che il consiglio cittadino, conosciuto col nome di “Rata” o “Rat”, cominciò a metter mano alla gestione delle attività commerciali, birrifici compresi. Nella città di Breslavia, essi erano presenti in gran numero; tra questi si trova (secondo alcune fonti) il più antico birrificio sotterraneo d’Europa, chiamato “Piwnica Świdnicka”, oggi caratteristico ristorante.

Sotto, l’entrata del ristorante-cantina “Piwnica Świdnicka”, a Breslavia, Polonia. Immagine di Genealogist di Pubblico Dominio, via Wikipedia

Era proprio da qui che il consiglio gestiva un redditizio racket della produzione della birra. Il birrificio portava il nome di una città vicina a Breslavia, Swidnicka, odierna Schweidnitz. Il privilegio di produrre e di tassare la bevanda alcolica assunse addirittura un nome, “Piwo Swidnicka”, simile a quello affisso sopra la porta della birreria ancora oggi. Nel frattempo, nel 1380, i monaci della Cattedrale di San Giovanni Battista, sede dell’arcidiocesi Romana Cattolica, cominciarono a produrre birra, in modo indipendente dal monopolio del consiglio cittadino.

Sotto, La Cattedrale di San Giovanni Battista di Breslavia, in Polonia. Immagine con Licenza Free Art License di Taxiarchos228 via Wikipedia

L’isola di Ostrów Tumski, situata sul fiume Oder, era casa di tanti piccoli monasteri, sedi delle famiglie nobili della città, affiliate alla chiesa, e di numerosi lavoratori immigrati. All’epoca, i monasteri godevano di ampi possedimenti terrieri, i quali divenivano veri centri economici, dando lavoro a molti cittadini e ospitando le loro famiglie. Ghiotti di birra, tanto da berne dai due ai tre litri al giorno, i monaci presero ben presto le distanze dal commercio della birra di Breslavia, di qualità ben più scadente della propria. Infatti, nella Polonia rurale del XIV secolo, il grano era comunemente conservato dai contadini per farne il pane, così che la birra doveva esser prodotta da cereali meno pregiati, o di scarto. Contrariamente, i monaci godevano di ampi terreni coltivati, dai quali potevano disporre di grano in quantità, e produrre una birra dal sapore e dall’aspetto migliore.

Sotto, La Cattedrale di Breslavia come appariva nel XVIII secolo, in una topografia di Friedrich Bernhard Werner (1690-1776), Immagine di PetrusSilesius di Pubblico Dominio via Wikipedia

La produzione autonoma della bevanda era inoltre possibile per via della giurisdizione dell’isola, non soggetta alle leggi municipali, bensì a quelle del vescovo, all’epoca Venceslao II di Legnica, il quale ebbe un mandato di amministrazione provvisorio dopo la morte di Johann von Neumarkt, vescovo eletto.

Conflitti fra Rata e Vescovo non erano certo nuovi, poiché la conformazione della città era tale che i beni dovevano prima attraversarla per giungere al fiume, e quindi all’isola, il passaggio sul fiume Oder era spesso argomento di disputa. Le tasse sulla produzione della birra costituivano una grossa percentuale sul totale delle entrate economiche della città, e la minaccia proveniente dall’autonomia del monastero rappresentava una vera e propria disgrazia.

Sotto, un addetto alla mensa in mezzo ai barili di un monastero, porge da bere ai monaci sopra di lui. Illustrazione del tardo XIV Secolo tratta da “Treatise on the Vices” presso la British Library. Immagine con licenza Creative Commons CC-0 1.0 di Jheald, via Wikipedia

Prima di istituire blocchi commerciali, il Rata di Breslavia tentò la via della diplomazia; all’inizio del 1380 alcuni rappresentanti del consiglio si recarono sull’isola, spiegando le proprie ragioni, ma minacciando confische e ripercussioni se il Vescovo non avesse accettato le condizioni del municipio.

Ben meno incline alla diplomazia, la risposta del Vescovo fu quella di interdire la città dalla benedizione divina, per quella che sembrava essere una vera e propria maledizione divina

Lo stallo senza precedenti, che divenne noto come la “Guerra della birra di Breslavia”, continuò sino all’estate del 1381, quando il Re Vaclav IV arrivò in città. Dopo aver richiesto che l’interdizione fosse revocata per poter ospitare i necessari servizi ecclesiastici in suo onore, il re venne indignato dall’audace rifiuto del vescovo, e trasferì i suoi soldati sull’isola di Ostrów Tumski, all’interno di cattedrale, residenza del vescovo e altre strutture monastiche. Per tutta la durata della sua permanenza, i soldati del re vagarono ubriachi nella città vestiti di abiti clandestini saccheggiati ai chierici, saccheggiando tutte le chiese e provocando scompiglio e distruzione. Nonostante i danni, il vescovo rimase indifferente e venne chiesta una bolla papale per risolvere la disputa.

Breslavia nel 1493, immagine di pubblico dominio:

Papa Gregorio XII annullò il veto religioso che aveva afflitto la città. Egli inoltre diede il permesso all’isola di continuare a produrre birra, la quale però sarebbe stata somministrata e venduta solo ai suoi abitanti e diretti dipendenti.

Di fatto, restaurò il monopolio del Rata, riportando la città alla pace e al normale andamento commerciale

Sotto, un uomo addetto alla preparazione della birra in un’illustrazione del 1506 di “Hausbuch der Mendelschen Zwölfbrüderstiftung, Biblioteca cittadina di Norimberga. Immagine di Torana di Pubblico Dominio, via Wikipedia

Tuttavia, qualche anno dopo, il popolo versava in costante condizione di insoddisfazione e così, nel 1418, marciò in protesta verso il municipio, lamentandosi delle eccessive tasse, del nepotismo e della corruzione ormai dilaganti a Breslavia.

La folla invase il municipio, uccidendo il sindaco e cinque altri consiglieri durante gli scontri

Teatro senza dubbio di banchetti e di discussioni, più o meno animate, il birrificio “Piwnica Świdnicka” rimane un simbolo per la città di Breslavia, la quale, probabilmente, non si sarebbe mai aspettata di veder trasformato, un giorno, il suo simbolo di eccellenza in un reale gabinetto di guerra.

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Cecilia Fiorentini

Cecilia Fiorentini

Sono una studentessa di lingue e letterature straniere, ho 24 anni e una grande passione per l'editoria e la scrittura. Mi diletto nella lettura di saggi sull'archeologia misterica, sulla spiritualità e sulle credenze di antichi popoli come Egizi, Vichinghi o Nativi Americani.