Utensile ampiamente utilizzato in buona parte del mondo, la forchetta ha una storia ricca di curiosità. I primi esemplari risalgono al 2.400/1.900 avanti Cristo, ritrovati in Cina e attribuiti all’antichissimo popolo Qijia. Altri oggetti simili, di epoche diverse, furono ritrovati sparsi tra l’Europa dell’est e dell’ovest, nuclei di diffusione degli antenati della moderna forchetta. Fu l’epoca Greca e Romana che vide la diffusione, a 360° degli antenati della moderna forchetta, utilizzati insieme a un ditale adatto a non scottarsi quando si mangiava con le mani.

Sotto, Cucchiaio d’argento con forchetta, epoca Romana, III sec. d.C., Metropolitan Museum, New York:

Come evidenziato dalle scoperte archeologiche, la prima tipologia di questo utensile era formato da un’impugnatura, realizzata spesso in osso o legno, e da due spuntoni di bronzo o argento, ideali per infilzare il cibo e portarlo alla bocca senza doversi sporcare le mani.

Sotto, una forchetta di bronzo risalente all’antica Roma, I – III secolo avanti Cristo – Fonte immagine: Metropolitan Museum of Art.

Questi antichi esemplari di forchetta erano già in uso al tempo dell’Impero Romano, ma quando fu diviso fra Oriente e Occidente l’utilizzo si mantenne solo nella zona d’influenza di Costantinopoli. Le migrazioni dei barbari dal Nord Europa fecero perdere l’uso di utensili di eleganza a tavola, e in Italia l’uso della forchetta diminuì drasticamente. Alcune eccezioni sono da rilevare in particolare per i Longobardi: in una miniatura del Codice delle Leggi Langobarde del monastero della Cava, appare una immagine del re Rotari intento a pulire del pesce con un coltello e un utensile assimilabile a una forchetta. L’uso degli utensili era però solitamente riservato alla preparazione delle pietanze, e quindi alla zona della cucina, e la forchetta non compariva a tavola.

Sotto, esempi di cucchiai e forchette in bronzo conservati al Museo di Torcello risalenti all’epoca Tardoantica o all’Alto Medioevo – Fotografia di Serviziocultura condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

La maggior parte dei reperti è stata quindi rinvenuta nell’Europa dell’est, dove si suppone la forchetta si sia diffusa maggiormente. È attestato che attorno al IX secolo dopo Cristo, nel territorio dell’antica Persia, un utensile chiamato “barjyn” fosse in uso presso le élite altolocate, come oggetto di lusso.

Sotto, forchette di bronzo realizzate in Persia risalenti all’ XIII – IX secolo dopo Cristo – Fotografia di pubblico dominio:

Sebbene la forchetta sia notevolmente comoda e decisamente più igienica delle mani (allora metodo favorito per portare il cibo alla bocca), quando nel 1003 si svolsero le nozze tra la raffinata Maria Argyropoulaina, principessa bizantina, e Giovanni Orseolo, figlio del Doge di Venezia, si dice che la presenza della posata fece scandalo tra gli invitati.

Banchetto Medievale, fotografia di pubblico dominio:

La principessa bizantina, a differenza di qualsiasi altra sposa italiana dell’epoca, fornì a ogni commensale una forchetta vicino al piatto. Tale gesto venne giudicato negativamente, poiché considerato un’offesa rispetto alle tradizioni cristiane, dunque un’offesa a Dio.

San Pier Damiani la definì un “demoniaco oggetto” perché nell’immaginario cristiano era usata dal Diavolo

Quando Teodora Anna Doukaina, dogaressa di Venezia e sorella dell’Imperatore Bizantino Michele VII Ducas, introdusse a tavola delle forchettine d’oro, Damiani lanciò le proprie invettive contro la donna. Quando Teodora, anni dopo, scomparve prematuramente per una terribile malattia, Pier Damiani stesso, vescovo e riformatore della Chiesa, definì la sua morte una punizione divina.

Così come la Dogaressa amava essere profumata, lavarsi con acqua piovana o rugiada, profumava le proprie stanze e non mangiava con le mani, così ebbe quale contrappasso una tremenda malattia che ne fece puzzare le membra

Sopra, parafrasi di Daniele Dora dalla fonte:  Liber Gomorrhianus, capitolo XI, di Pier Damiani.

Sotto, San Pier Damiani, dipinto di Andrea Barbiani conservato alla Biblioteca Classense di Ravenna:

Nonostante le diffide della Chiesa, preoccupata anche di mettere in cattiva luce gli usi Bizantini, perdipiù divisi dallo scisma fra Chiesa Cattolica e Ortodossa del 1054, qualche secolo dopo, alla corte fiorentina, la forchetta era certamente utilizzata dalla prestigiosa famiglia Pucci, come testimoniato dal dipinto di Sandro Botticelli “Nastagio degli Onesti, quarto episodio”, del 1483.

L’uso della forchetta da parte dei fiorentini contagiò un’altra corte: quella di Francia, nel XVI secolo, dove un’altra nobildonna cercò di insediare la forchetta sulle tavole d’Oltralpe. Caterina De Medici, sposa di Enrico II, futuro re di Francia, fece portare la sua collezione di argenteria da tavola al banchetto di nozze del 28 Ottobre 1533, sorprendendo corte e nobili di tutta Europa.

Sotto, forchettone in argento del 1640, conservata al Castello Skokloster in Svezia. Fotografia di pubblico dominio:

L’influsso di Caterina però non fu decisivo, e la corte di Francia non adoperò la forchetta universalmente almeno sino al 1684, oltre un secolo dopo, quando il Re Sole la accettò e ne promosse l’uso alla nuova corte di Versailles.

Il limite alla sua diffusione era dovuto alla Chiesa, che continuava a vedere la forchetta come “strumento del demonio”

Fu solo all’inizio del ‘700 che ci fu un parziale sdoganamento dello strumento, che rimaneva però bandito dai conventi cattolici. L’utilizzo della forchetta si diffuse in seguito grazie all’ingegno di Gennaro Spadaccini, ciambellano alla corte di Ferdinando IV di Borbone, a Napoli. Le forchette diffuse a quell’epoca erano infatti dotate di 3 rebbi (gli aculei della forchetta) piuttosto larghi e appuntiti, inadatti a moltissimi usi come ad esempio arrotolare gli spaghetti. Fu Gennaro che, introducendo il quarto rebbo e accorciando la lunghezza delle punte, consentì alla forchetta di diffondersi come utensile adatto a tutti gli usi, perfetta per arrotolare gli spaghetti ma anche per infilzare la carne.

Sotto, forchette antiche destinate a diversi utilizzi

Infine, durante la rivoluzione Americana, la forchetta venne adottata anche dai coloni del Nuovo Mondo, diventando così una vera e propria posata internazionale.

Cecilia Fiorentini
Cecilia Fiorentini

Ho studiato lingue e sono una studentessa di Conservazione dei Beni Culturali, ho 24 anni e una grande passione per l'editoria e la scrittura. Mi diletto nella lettura di saggi sull'archeologia misterica, sulla spiritualità e sulle credenze di antichi popoli come Egizi, Vichinghi o Nativi Americani.