Mi sono recato nel mese di Marzo nella Penisola dello Snaefellsnes precisamente a Grundarfjòrdur, con l’intento di fotografare uno dei fenomeni naturali più affascinanti e particolari della natura: l’Aurora Boreale. Chiunque ne abbia sentito parlare almeno una volta si sarà chiesto come nasce, a che ora avviene e cosa si provi nel vederla. Le stesse domande che mi sono posto anche io prima di intraprendere questo viaggio.

L’Islanda è una miniera fotografica dove ogni angolo è un quadro se l’occhio riesce a percepire una giusta composizione per eseguire un’ottima fotografia. Ovunque posi lo sguardo, provi un’emozione. Infatti, ad esempio, lungo la strada puoi vedere i tipici cavalli Islandesi, di piccole dimensioni, con il pelo folto che ti stupiscono per come affrontano le quotidiane tempeste di vento e neve vivendo in ampie radure prive di ogni riparo artificiale o naturale.

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Cos’è l’Aurora Boreale?

La scienza spiega che il fenomeno si verifica grazie all’interazione di particelle cariche di protoni ed elettori di origine solare (il vento solare) con la ionosfera terrestre. Le particelle eccitano gli atomi dell’atmosfera che diseccitandosi in seguito emettono luce di varie lunghezze d’onda. (Fonte: Wikipedia)

Ma lasciamo la scienza agli studiosi di tale materia e cerchiamo di capire meglio attraverso un linguaggio più comprensibile ed accessibile a tutti. L’Aurora Boreale è un fenomeno naturale composto da scie luminose che si materializzano sopra la tua testa di notte quando meno te lo aspetti. Essa nasce dal profondo del cielo in una semplice notte fredda.

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Mentre ti trovi con gli occhi puntati verso le stelle, fuori dalla tua automobile, intravedi prima una scia bianca, che spesso viene scambiata per una semplice nuvola in movimento (o almeno così appare ai primi che osservano il fenomeno) poi però ti accorgi che non c’è vento nell’aria e tanto meno altre nuvole. Quindi sforzi il tuo sguardo nell’oscurità e vedi questa scia leggermente luminosa che si muove sopra la tua testa.

Allora preso dalla voglia di immortalare con una fotografia il fenomeno, prepari tutta l’attrezzatura necessaria per poterla fotografare, anche se ancora non sai cosa realmente ti aspetta.

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Durante le procedure di allestimento inizi a sentire il freddo gelido Islandese, ricordo che l’Islanda è un paese dove le temperature cambiano nell’arco di 15/20 minuti scendendo anche di molti gradi sotto lo zero con un vento gelido a rendere l’esperienza ancora più puntente. Già perché come se non bastasse il ghiaccio e la neve, il vento è un’altro fattore che caratterizza quest’Isola. Infatti può raggiungere velocità tali da poter strappare lo sportello della tua automobile quando lo apri per scendere, può con una semplice soffio sollevare il tuo zaino fotografico di 10kg, che inconsciamente hai lasciato a terra per qualche secondo, e fartelo trovare a 5 metri di distanza (Evento successo realmente a Lòndrangar dove ero intento a fotografare le onde dell’Oceano che si infrangevano contro le scogliere di basalto).

L’Aurora Boreale

In passato la chiamavano “La Danza Degli Dei”, il motivo? Dopo averla avvistata e sistemato l’attrezzatura fotografica, nell’arco di pochi minuti vedi nel cielo la scia iniziale aumentare di dimensioni. Da un verde scuro, inizia a diventare un verde più chiaro, nel frattempo la dimensione aumenta e nell’aria il suono del silenzio, interrotto da qualche raffica di vento, viene sovrastato dalle urla di gioia degli spettatori (comprese le tue).

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L’unica sensazione che rimane è quella di stupore, felicità e di un’emozione per cui non esiste una parola adatta per rappresentarla. Quando inizia la danza allora i tuoi occhi si illuminano, il freddo non conta e cresce dentro di te un caldo inaspettato. Danza al tempo di una musica che non esiste, ti invita a continuare a guardarla e con gli occhi cerchi di andare oltre il cielo, oltre quella barriera per poterla raggiungere, almeno con lo sguardo.

Si, danza per davvero, non è una leggenda

Più passa il tempo e più cambia colore, da verde diventa viola fino ad esplodere in un bianco rosa che illumina tutto il paesaggio di fronte a te. Ti ritrovi a combattere con te stesso, se fotografarla oppure goderti quello spettacolo naturale che non rivedrai molto presto.

Non ci sono parole per descrivere il momento in cui respiri l’aria fredda ma il tuo corpo è caldo, e con lo sguardo rivolto verso il cielo, scopri un mondo tutto nuovo. Capisci che c’è qualcosa di più oltre te stesso e quello che ti circonda nel quotidiano. Realizzi che ti trovi in prima fila davanti a un fenomeno naturale, a uno spettacolo dove la natura, in silenzio, si mostra in tutta la sua bellezza. A Lei non importa cosa succede durante il giorno e chi sei, perché sei li in quel posto freddo di notte con il rischio di subire un principio di congelamento, non importa cosa hai lasciato a casa o cosa fai nella vita.

Lei Danza anche per te

La natura non fa distinzioni ti rende partecipe del suoi spettacoli senza chiederti qualcosa. Prima ti lascia prendere confidenza con quello che sta per succedere, poi ti cattura con i suoi movimenti e quando capisce che sei pronto, allora esplode trasformando il cielo in un immenso dipinto formato da disegni astratti in continuo mutamento.

Un ritmato, lento, continuo movimento

Ad un tratto smetti anche di fotografare durante questa visione e ti godi il momento. Perché solo così puoi ricordartela e rivivere quelle sensazioni, gli occhi catturano meglio di ogni fotografia o video, e puoi respirare l’aria dell’Aurora Boreale. Ogni giorno ti ricorderai di quei momenti in cui ti sei fermato e hai abbandonato ogni pensiero lasciandoti trasportare dalla Danza dell’Aurora.

Questa è l’Aurora Boreale, una visione che ti renderà diverso e ti farà sentire privilegiato e fortunato. Che per quanto un giorno vorrai descriverla ai tuoi amici, conoscenti o familiari, non riuscirai mai a trasmettere le vere emozioni che hai vissuto nell’osservarla. La sua Magia è anche questa, perché la sua Danza è riservata a pochi privilegiati spettatori.

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Fotografie e testo di Francesco De Marco, già su Vanilla Magazine con:

Viaggio in Israele, tra commercio e religioni


Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...