Nel seminterrato di un’università privata, la Oglethorpe University, nei sobborghi di Atlanta, in Georgia, c’è una stanza, neanche troppo grande (57 metri cubi), che contiene tutto ciò che c’è da sapere sulla nostra civiltà, dagli albori della vita umana fino al 1930.

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La Cripta della civiltà fu sigillata con una porta di acciaio inox ottant’anni fa, e una targa posta sulla porta stessa vieta a chiunque di entrare, almeno per i prossimi seimila anni.

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Lasciare ai posteri una testimonianza delle civiltà che li hanno preceduti è un compito che tanti studiosi hanno cercatori di assolvere; le capsule del tempo sono una delle possibili soluzioni alla paura di non lasciare un’eredità comprensibile a chi verrà molto dopo di noi, o addirittura a possibili (quanto improbabili) visitatori alieni.

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La Cripta della civiltà della Oglethorpe University rappresenta il primo tentativo riuscito di lasciare, attraverso disparate testimonianze, un’istantanea della civiltà umana, a beneficio dei futuri abitanti del pianeta Terra.

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L’idea della capsula del tempo fu concepita da Thornwell Jacobs nel 1936, quando rivestiva la carica di presidente della Oglethorpe University. L’idea gli balenò in testa nel 1920, in occasione dell’apertura di un’antica tomba egizia. La scarsità di informazioni storiche sulle antiche civiltà lo convinse della necessità di creare una “storia in movimento”, sui costumi umani dall’alba della vita fino al 1930.

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Per assisterlo in questo gravoso compito, Jacobs chiese l’aiuto di Tomas K. Peters, produttore cinematografico, inventore e fotografo, che divenne l’archivista del progetto. I lavori della Cripta iniziarono nell’agosto del 1937, e nei tre anni seguenti Peters, aiutato da un gruppo di studenti dell’università, raccolse un numero incredibile di oggetti, tra cui una bottiglia di birra Budweiser, dentiere, manichini maschili e femminili, un foglio di alluminio, giochi da tavolo, giocattoli di plastica, piatti, collant, rasoi elettrici, macchine per cucire, calcolatrici, semi…

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Inoltre, più di seicentomila pagine di libri (la Bibbia, il Corano, l’Iliade, l’Inferno di Dante) furono raccolte su microfilm, a testimonianza del grado di cultura raggiunto nel corso di seimila anni. La cripta contiene registrazioni vocali di personaggi storici come Hitler, Benito Mussolini, Stalin, e Franklin D. Roosevelt, ma anche clip audio insoliti come la voce di Braccio di Ferro, o versi di animali.

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Tutti gli elementi furono posti all’interno di recipienti in acciaio con rivestimenti in vetro, riempiti di gas inerte per prevenire l’invecchiamento. Jacobs non fece collocare nella cripta nessun oggetto prezioso, per impedire che diventasse un luogo preso di mira da ladri e vandali.

La data di apertura della cripta è stata fissata nell’anno 8113, per un preciso motivo: il 4241 a.C. fu l’anno in cui si cominciò ad usare una datazione precisa, grazie al calendario egizio (anche se questa convinzione fu poi screditata); 6177 anni erano quindi trascorsi da quella data al 1936, anno di inizio del progetto. La cripta doveva quindi essere aperta a 6177 anni di distanza, e cioè nell’8133.

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La cripta fu sigillata il 25 maggio 1940, e una targa apposta all’esterno recita:

Questa cripta contiene monumenti della civiltà che esisteva negli Stati Uniti e nel resto del mondo durante la prima metà del ventesimo secolo. In recipienti di acciaio inossidabile, in cui l’aria è stata sostituita da gas inerti, ci sono enciclopedie, storie, pubblicazioni scientifiche, edizioni speciali di giornali, diari di viaggio, colloqui di viaggio, bobine cinematografiche, modelli, dischi fonografici, e materiali simili, da cui trarre un’idea dello stato e della natura della civiltà che esisteva tra il 1900 e il 1950. Nessun gioiello o metalli preziosi sono inclusi.
Noi confidiamo sulle leggi della contea di DeKalb, dello Stato della Georgia, e del governo degli Stati Uniti, ed i loro eredi e successori, e sul senso di sportività dei posteri, per il continuo mantenimento di questa cripta fino all’anno 8113, momento in cui abbiamo deciso debba essere aperta da parte delle autorità che rappresentano le agenzie governative di cui sopra e l’amministrazione della Oglethorpe University. Fino a quel momento preghiamo tutte le persone perché questa porta e il contenuto della cripta all’interno possano rimanere inviolati.

La possibilità che le generazioni future possano non parlare inglese è stata considerata, quindi, una macchina chiamata “Integratore Linguistico” è stata posta di fronte alla camera sigillata, per insegnare agli eventuali posteri come comprendere l’inglese.

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L’idea di Jacob generò un enorme interesse a quel tempo, ispirando molti progetti identici altrove, che sono oggi monitorati dall‘International Time Capsule Society, che ha sede, ovviamente, presso la Oglethorpe University.

Se tutto andrà come previsto, nessuno di noi sarà presente all’apertura della Cripta della civiltà. Resta da capire quanto accuratamente sia possibile rappresentare la nostra civiltà. Lasciare una documentazione completa ed imparziale della nostra vita e decidere cosa includere in una capsula del tempo, comporta scelte difficili ed anche discutibili perché, come ha scritto il giornalista Lester Reingold:

“Se la nostalgia è un processo per ricordare il passato in modo selettivo, sottolineando alcuni ricordi con l’esclusione di altri, allora le capsule del tempo sono una sorta di nostalgia al contrario”.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.