La storia di Sally Hemings inizia quando una schiava africana di proprietà di John Francis Eppes, probabilmente di nome Susanna, ebbe una figlia, Elizabeth, dal capitano di vascello inglese John Hemings, che poi cercò inutilmente di acquistare madre e figlia da Eppes.

Alla morte di John Francis Eppes gli schiavi divennero proprietà di sua figlia Martha Eppes che sposò John Wayles. Wayles ebbe da Martha una figlia, Martha anch’ella, e, restato vedovo, prese come concubina Elizabeth Hemings. Da lei ebbe 5 figli. La più piccola era Sally, che era quindi sorellastra di Martha Wayles.

Alla morte di Wayles gli schiavi andarono alla figlia Martha (già vedova Skelton), che aveva sposato Thomas Jefferson.

Martha Jefferson morì nel 1782, aveva avuto 6 figli ma solo 2 femmine sopravvissero fino all’età adulta, di nuovo una Martha (detta Patsy) e Maria (detta Polly).

Ok, non ci avete capito nulla, ed è normale, perché è una storia davvero intricata. Tentando di chiarire la situazione allego l’albero genealogico degli Hemings e Jefferson tratto dal libro “La Virginiana” di Barbara Chase-Riboud, un romanzo, ma abbastanza preciso per quanto riguarda la storia che ci interessa.

Allego anche, sempre dallo stesso libro, la definizione razziale di un ‘negro’ e di come si purifichi con gli incroci con bianchi. Scritta da Thomas Jefferson a Francis Gray nel 1815.)

I figli di Elizabeth Hemings pare fossero tutti chiari di pelle e molto belli. Non esistono ritratti di Sally, ma le descrizioni la dipingono come color avorio, con lunghissimi capelli neri.

Sally e i suoi fratelli e sorelle erano schiavi, ma comunque privilegiati, servivano in casa e non lavoravano nei campi.

Nel 1784 Jefferson divenne Ambasciatore statunitense in Francia e si stabilì a Parigi con la figlia maggiore Martha (Patsy) e con il suo seguito di schiavi compreso il fratello di Sally, James Hemings. Nel 1789 lo raggiunsero la figlia minore Maria (Polly) con Sally Hemings, che sostituiva l’abituale cameriera di Polly che si era ammalata.

Ritratto ufficiale di Thomas Jefferson:

Le due ragazze furono ospitate a Londra da Abigail e John Adams (futuro secondo presidente degli Stati Uniti) prima di proseguire per Parigi. Le lettere di Abigail a Jefferson descrivono Sally come di buona natura, amante dei bambini ma assolutamente incapace di prendersi cura di Polly senza essere guidata.

Sally a Parigi viveva all’Hotel de Langeac sugli Champs-Elysèes e all’Abbazia di Panthemont dove le ragazze Jefferson studiavano.

Sally e James Hemings erano schiavi, ma in Francia la schiavitù era stata abolita dopo la rivoluzione, e durante il periodo a Parigi ricevettero quindi un salario.

Se avessero deciso di restare in Francia, appellandosi al tribunale, sarebbero divenuti liberi

Sally rimase forse incinta di Thomas Jefferson a Parigi, quando aveva 16 anni. Poteva scegliere, restare libera in Francia, ma probabilmente una miserabile con un bimbo neonato, o tornare schiava a Monticello, la residenza di Jefferson in Virginia, con una vita che conosceva e sua mamma vicina. Scelse di tornare, ma con la promessa che i suoi figli sarebbero stati liberi al compimento dei 21 anni.

9ìAlcune fonti danno James rimasto in Francia, aveva studiato da cuoco, imparato a leggere e scrivere, e rientrato soltanto dopo un po’ di tempo a Monticello, le più invece lo danno rientrato con Jefferson e Sally. Come cuoco veniva pagato, pur essendo schiavo. In seguito venne liberato, divenne alcolizzato e si suicidò a 36 anni.

Sally non venne mai pagata, non si sa se anche lei avesse imparato a leggere e scrivere, non è restato alcuno scritto, anche se sicuramente aveva imparato il francese.

L’incerto primo figlio di Sally, eventualmente concepito in Francia, probabilmente non nacque o non sopravvisse, non è comunque inserito nella lista delle nascite degli schiavi tenuta da Jefferson.

Negli anni seguenti fino al 1808 Sally ne ebbe sicuramente altri 6, dei quali non viene indicato il nome del padre

Sally viveva nella casa padronale, aveva compiti di cameriera, gestiva Monticello e dirigeva gli altri schiavi di casa. I figli raccontavano vivesse in una camera attigua a quella di Jefferson, ma i detrattori di questo rapporto vergognoso, soprattutto le figlie di Jefferson, sostenevano non fosse vero. Durante lavori di ristrutturazione a Monticello, nel 2017, sotto un bagno costruito negli anni ’40, venne ritrovata una stanza pavimentata e con il camino risalente alla fine del ‘700 inizio ‘800, la stanza non aveva finestre (forse per non essere individuata dall’esterno) e tutto fa pensare fosse proprio la stanza di Sally.

Sotto, Monticello, fotografia di Christopher Hollis condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Nonostante la sua condizione di schiava, probabilmente Sally era felice, aveva i suoi figli con sé, era tenuta in considerazione, viveva in una bella casa, in una famiglia prestigiosa e ricca e faceva in fondo una vita migliore di tante donne libere dell’epoca.

Ai figli di Sally, 3 maschi e 1 femmina, gli unici sopravvissuti, venne insegnato un mestiere. Erano a tutti gli effetti quasi bianchi, visto che erano stati ‘purificati’ dal 3° incrocio, ma fino alla maggiore età rimanevano comunque schiavi. La condizione veniva loro dalla madre:

I figli di una schiava erano automaticamente schiavi, indipendentemente dal colore della pelle

In previsione però della liberazione, probabilmente, c’era il tentativo di permettergli, un domani, di inserirsi nel mondo dei  lavoratori bianchi. I figli di uno schiavo, se concepiti con un bianco, sarebbero stati bianchi a tutti gli effetti. Jefferson non pare aver mai dimostrato particolare affetto per i figli di Sally, ma del resto in quell’epoca i padri non erano particolarmente amorevoli, e il trattamento privilegiato fa presupporre un legame, se non affettivo, almeno di responsabilità.

Nel 1801 Jefferson divenne il terzo presidente degli Stati Uniti e lo rimase per due mandati fino al 1809. Era di pensiero illuminato, laico e liberale, per l’uguaglianza di tutti gli esseri umani, ma evidentemente non si interessava agli schiavi perché non prese mai una posizione a riguardo condannando ufficialmente la schiavitù.

Nel 1822 Beverly Hemings se ne andò da Monticello e qualche mese dopo se ne andò pure Harriet. Nei registri sono segnati come fuggiti, ma in verità non vennero mai cercati e furono semplicemente lasciati liberi. Ad Harriet venne anche data una somma di denaro per poter raggiungere Philadelphia.

Jefferson morì nel 1826, nel testamento liberò i suoi due figli restanti impiegati in condizione di schiavitù, Madison ed Eston, ma non liberò mai Sally. Gli unici schiavi liberati da Jefferson furono, in totale, solo 5, tutti collegati alla famiglia Hemings.

Jefferson aveva dilapidato la sua ricchezza e morì in condizioni economiche disastrose. Tutte le sue proprietà e i suoi schiavi vennero messi in vendita dalla figlia Martha per pagare i debiti lasciati dal padre.

Sally risulta inclusa nella lista degli schiavi al prezzo di vendita di 50 dollari

La donna però non fu mai venduta. Martha le concesse la libertà, non ufficiale, e Sally visse a Charlottesville in Virginia fino alla sua morte, nel 1835, con i figli Madison ed Eston.

Nel censimento del 1833 della contea di Albemarle sono tutti e 3 indicati come “liberi di colore”

E’ difficile capire quale sia stato il rapporto fra Jefferson e Sally. I romanzi ne fanno una storia d’amore, con i due legati da un fortissimo sentimento. Trovo difficile che un uomo di quel tempo, proprietario di schiavi, possa essere stato davvero ‘innamorato’ di una schiava di colore. Non penso neppure ci possa, però, essere stato il rapporto che era abituale fra il padrone bianco e la schiava ovvero di puro sfruttamento sessuale. Forse avevano bisogno l’uno dell’altra, un rapporto do ut des che faceva comodo ad entrambi. Comunque Jefferson non si risposò mai, né mai si sposò Sally.

Thomas Jefferson, in un’occasione pubblica, affermò che mantenere in vigore la schiavitù era come tenere un lupo per le orecchie: si vorrebbe lasciare la presa, ma non lo si può fare per paura di essere divorati

Il rapporto fra i due aveva creato scandalo all’epoca ed era stato sfruttato dagli avversari di Jefferson. Gli stessi appartenenti alla famiglia negavano la paternità di Jefferson dei figli di Sally, attribuendola alla maldicenza degli invidiosi.

Un nipote di Jefferson, Thomas Jefferson Randolph, figlio di Martha, sosteneva fossero figli di Peter Carr, altro nipote, e questa teoria venne accettata per 150 anni, e la paternità di Jefferson venne sempre negata.

Quando nel 1998 i discendenti di Eston Hemings chiesero i test del DNA, vennero confermate le affinità con Jefferson. Peter Carr era quindi escluso.

I discendenti di Jefferson sostennero allora che Randolph Jefferson, fratello minore di Thomas, potesse essere l’uomo legato a Sally, la quale poteva aver avuto rapporti con molti uomini.

Il Il Jefferson Memorial eretto in suo onore. Fotografia condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Controllando però i diari di Jefferson e le cronache di Monticello, Thomas J., che abitualmente era via per impegni politici più della metà di ogni anno, risultò l’unico uomo della famiglia presente a Monticello all’epoca dei concepimenti. La certezza esiste comunque solo per Eston, l’unico dei figli di Sally ad avere discendenti maschi viventi. Non c’erano discendenti maschi viventi di Madison e la famiglia Hemings non volle mai far prelevare campioni dai defunti, Madison e suo figlio. I discendenti di Beverly erano irreperibili, ammesso ce ne fossero. Beverly aveva cambiato cognome, dopo la partenza da Monticello.

Nel 2012 venne pubblicamente ammesso dalla Thomas Jefferson Foundation che “ci sono prove che supportano fortemente la conclusione che Thomas Jefferson sia stato il padre dei figli di Sally Hemings”.

Giovanna Francesconi
Giovanna Francesconi

Amo la storia, e le storie dietro ad ogni persona o oggetto. Amo le cose antiche e non solo perché ormai ne faccio parte pure io, ma perché la verità è la figlia del tempo.