Nelle colline sopra Nizza, dove si osservano scorci di Francia che hanno incantato le star in ritiro dalla movida della Costa Azzurra, si trova un luogo particolare, sicuramente unico al mondo: la Colombe d’Or, un hotel all’interno di un borgo medioevale con una storia dal fascino senza tempo. La Colombe d’Or è di proprietà della stessa famiglia che lo aprì nel 1920 come “Chez Robinson”, una caffetteria con terrazza all’aperto dove si ritrovavano gli abitanti di Saint-Paul-de-Vence per bere e ballare il fine settimana.

Paul Roux era un contadino del posto, e aveva inaugurato il semplice caffè di ritorno dalla Prima Guerra Mondiale. La moglie, Titti, insistette a lungo per far espandere il bar e includere anche l’attività di affittacamere abbinata al locale. Nel giro di breve tempo l’hotel iniziò a ricevere i primi ospiti illustri come i coniugi FitzgeraldErnest Hemingway e altre personalità della vicina Antibes.

Durante la Seconda Guerra Mondiale e la Repubblica di Vichy, il piccolo albergo divenne un sicuro rifugio per artisti come Braque e Léger, Picasso, Chagall e Renoir, che presero casa alla Colombe d’Or e iniziarono ad abbellirlo con i loro dipinti. Paul Roux e sua moglie fecero amicizia con gli artisti e, anche se non erano certamente esperti d’arte, iniziarono ad accettare come pagamento per pranzi e pernottamenti dipinti e bozzetti, oggi visibili in tutti gli angoli di questo piccolo hotel/museo.

Sotto, in senso orario da sinistra: I proprietari de La Colombe, François e Danièle Roux; il regista François Truffaut con gli amici nel 1959, l’attore e cantante Yves Montand salta nella piscina di fronte ad un mosaico di Braque e Marc Chagall durante i primi anni ’80.

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L’insegna che era appesa sulla porta della Colombe d’Or recita:

“Ici on loge à cheval, à pied ou en peinture” – Qui verrete a piedi, a cavallo o con i dipinti

In questo modo la Colombe d’Or divenne nel corso dei decenni un vero e proprio museo, con pitture e opere di artisti fra i più famosi e quotati al mondo. Quegli artisti continuarono a frequentare l’albergo anche dopo la Seconda Guerra Mondiale, seguitando a lasciare il proprio segno accanto a quello dei colleghi che li avevano preceduti.

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L’atmosfera dell’hotel è densa di nostalgia e si percepisce l’importanza di un luogo dove si trovava Picasso ad un angolo del bar, Matisse seduto al tavolo, Truffaut in camera o Jean Paul Belmondo in piscina.

Sotto, in senso orario da sinistra: il salotto rustico, il romanziere americano James Baldwin, Picasso nel 1951 e l’attore francese Jean-Paul Belmondo in piscina.

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Alcune di queste opere comprendono dipinti di Henri Matisse, un Mirò che si specchia nel bordo della piscina, un murales di Léger che scalda un terrazzo e una scultura di César Baldaccini che saluta gli ospiti all’ingresso.

Sotto: la sala da pranzo con un Picasso alla parete e un dipinto di Pierre Bompard in una delle 25 camere da letto:

Poche persone in realtà conoscono la dimensione della collezione della famiglia Roux, che non è stata mai stimata per il suo valore complessivo. Le opere che sono all’hotel sono una piccola parte di tutti i disegni e dipinti che sono in loro possesso, e molte opere vengono prestate a musei e organizzazioni per mostre ed esposizioni.

L’hotel di per sé è molto semplice, il sito web non aggiornato e non è possibile ottenere informazioni dettagliate riguardanti prezzi e disponibilità nei maggiori siti di prenotazione mondiali. Le recensioni di Google e Tripadvisor certificano la bellezza e il romanticismo di un pernottamento presso la struttura, e le immagini dell’albergo invitano chiunque non lo abbia mai visitato a programmare una vacanza di qualche giorno in una delle strutture più “artistiche” al mondo.

Sotto: Picasso e Jaques Prevert

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Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...