Il macabro appellativo “Città dei morti”, evoca spettrali immagini di luoghi abbandonati, magari infestati da fantasmi, privi di vita e di una qualsiasi presenza umana. Invece, quella che è conosciuta come “la città dei morti” del Cairo, è in realtà un agglomerato urbano densamente popolato, suddiviso in diversi quartieri, sviluppatosi all’interno del cimitero islamico di Al-Qarāfa, la necropoli musulmana più antica della città e dell’intera nazione.

Al-Qarāfa nel 1904

Non si sa esattamente quante siano le persone che vivono in questa baraccopoli, si parla di mezzo milione di persone, ma alcune fonti fanno salire il numero ad un milione, tutti accalcati in un fitto reticolo di tombe, mausolei e monumenti funebri di straordinaria bellezza, ai piedi delle colline di Mokattam.

Immagine condivisa via Wikipedia

L’origine del cimitero risale all’epoca della conquista musulmana (642 d.C.), quando sorse la prima capitale islamica dell’Egitto, Al Fustat. Il Comandante Amr ibn al-‘As costruì la tomba di famiglia ai piedi della collina, diversamente da altri che seppellivano i morti all’interno delle abitazioni.

Nacquero quindi diversi cimiteri, dove abitavano le persone preposte alla cura delle tombe e dei monumenti funebri delle famiglie nobili, gli addetti al servizio di sepoltura, e i mistici Sufi che vivevano dentro i loro collegi.

Anche se storicamente lo spazio destinato ai cimiteri era incluso nell’area urbana della città, risale agli anni ’60 il vertiginoso aumento della popolazione della “città dei morti”, dovuto all’ondata migratoria che portò molti abitanti delle campagne a trasferirsi al Cairo, a seguito dell’industrializzazione promossa dal presidente Nasser.

La città non era preparata ad accogliere tutte quelle persone, molte delle quali finirono a vivere ad Al-Qarafa, trasformando quello che era di fatto un quartiere urbano in una baraccopoli.

Fotografia di rgooing via Wikipedia:

Oggi molte cose sono cambiate, e nella “città dei morti” ci sono zone con acqua corrente ed elettricità, appartamenti veri e propri, e servizi, come scuole, un centro medico e un ufficio postale.

Fotografia di Bertranz via Wikipedia:

Si può erroneamente pensare che tutti coloro che vivono ad Al-Qarafa siano dei disperati senza un’alternativa possibile. In realtà, fin dai tempi della dominazione araba, poi dell’impero ottomano, ed anche oggi, per molte persone vivere accanto ai propri defunti è la scelta migliore, un probabile retaggio del tradizionale culto egiziano dei morti, che tanto ha affascinato, ed anche influenzato, i popoli mediterranei.

La “città dei morti” è oggi molto frequentata, non solo da fotografi e giornalisti che cercano materiale per il proprio lavoro, ma anche da ‘normali’ turisti, forse in cerca di emozioni un po’ macabre.

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Fonte: Wikipedia

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.