La casa di Steve Jobs diventerà un sito storico protetto

Ed infine, fu “beato”. Parafrasando ironicamente un’espressione tipicamente religiosa, si può descrivere l’ultima iniziativa della Los Altos Historical Commission che sta valutando l’iscrizione della casa dove Steve Jobs e Steve Wozniak costruirono i primi 50 esemplari di Apple I, realizzando quello che, ad oggi, può essere sicuramente considerato il computer più costoso del mondo essendo arrivato a costare la bellezza di 400 mila dollari sul mercato delle aste. La commissione di valutazione della memoria storica giudica infatti l’imprenditore californiano un “genio che ha rivoluzionato (o inventato) ben sei settori dell’industria tecnologica: personal computers, film d’animazione, musica, telefoni, tablet ed editoria digitale”.

La notizia era nell’aria da tempo, ed ora è giunta la conferma ufficiale. Gli appassionati di computer, tecnologia ma anche appassionati di cartoni animati o lettori di e-book di tutto il mondo non potranno che esultare alla notizia di poter visitare dall’interno il “garage più famoso del mondo“. Steve Jobs non fu soltanto un eccellente imprenditore, capace, se non di inventare o rivoluzionare da solo, settori industriali completamente nuovi, fu anche capace di cambiare radicalmente il pensiero e le abitudini di intere generazioni e convincere tantissimi delle proprie capacità di cambiare il corso della storia.

Prima di Zuckerberg, di Twitter, di LinkedIn o di Google, era la Apple, fatta da due ragazzi dentro un garage. E’ stato rendere “rock” l’essere appassionati di computer e tecnologia. Rendere “cool” un aspetto della vita, sino a quel momento decisamente “nerd“, come l’assemblare un computer da capo a piedi. Le innovazioni non si fecero più nelle aule universitarie o nei laboratori di ricerca, ma negli scantinati, nelle soffitte o nella camera da letto di casa. Essere Geek non è mai stato così divertente e, forse, questa è la vera rivoluzione attuata da Steve Jobs.

Aggiormento:

Il 30 Ottobre 2013 le autorità cittadine hanno confermato la nomina della casa di Los Altos come un sito di importanza storica.

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...