C’erano una volta (nemmeno troppo tempo fa) le colonie estive, strutture che si riempivano di bambini e costituivano quasi un rito quasi obbligato per i piccoli degli anni ’60 e ’70. I bambini potevano passare una, due o tre settimane lontani dalle famiglie, in località di mare o in montagna. Gli ospiti di molte di quelle vecchie colonie oggi hanno tra i 50 e i 60 anni, e nei loro ricordi le colonie sono ancor oggi luoghi di divertimento e avventura. Nei pressi di Parma, più precisamente a Salsomaggiore, avvolta dai rovi possiamo trovare la struttura di una colonia assai speciale:

La Casa del bambino

La Casa del Bambino era una colonia diversa dalle altre, le quali erano solitamente gestite da aziende private per ospitare i figli dei lavoratori nei mesi estivi oppure dalla chiesa, di rado dai comuni o altri organi statali. La Casa del Bambino era un simbolo, quello dell’attenzione che si aveva ai tempi per la salute dei bambini. Infatti assomigliava più a un albergo, in cui i piccoli ospiti potevano contare su un’assistenza medica continua. Ai semplici alloggi si aggiungevano quindi le cure salsoiodiche.

La costruzione della casa termale venne affidata all’architetto milanese Mario Baciocchi, grazie al quale una vecchia pensione si trasformò in un anno in questa nuova struttura funzionale. La Casa del Bambino venne inaugurata in epoca fascista, il 23 maggio del 1942, con una cerimonia semplice vista l’epoca di guerra.  La colonia venne chiusa nel 1944, e poi riaprì nel 1948.

Nel 1947 vennero eseguiti alcuni lavori di restauro in seguito ai danni degli eserciti che la utilizzarono, terminati poi nel 1948. L’attività riprese a pieno ritmo dopo la sua riapertura e, dato il successo che la struttura stava ottenendo, si sentì l’esigenza di aggiungere un nuovo fabbricato a quello esistente. A lavori ultimati, l’ala vecchia della Casa del Bambino venne trasformata in un vero e proprio albergo, la parte nuova invece rimaneva una colonia (la quale acquistava sempre maggiore autonomia).

Nel 1966 venne aggiunta una grande piscina, la quale si rivelò uno strumento di cura e divertimento ben accolto dai bambini. In quel periodo il numero di ospiti stava calando vertiginosamente, ma grazie alla piscina e ad altre nuove iniziative, i clienti tornarono numerosi. Purtroppo ormai la vita e i rapporti delle famiglie erano del tutto cambiati, insieme allo stile di vita delle persone in generale, così la Casa del Bambino finì comunque per chiudere, nel 1973.

Oggi la colonia è considerata uno dei simboli della rovina di Salsomaggiore, una delle città termali più belle d’Italia. Meta di urbex ma purtroppo anche di vandali, ormai è solo lo scheletro di ciò che era una volta. La colonia attira ogni anno anche una moltitudine di ghostbuster poiché si vocifera che di notte si manifesti il fantasma di un bambino.

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Tutte le fotografie sono di esclusiva proprietà dell’autrice dell’articolo, Sonia Ricchetti.

Sonia Ricchetti
Sonia Ricchetti

Amante dell'esplorazione urbana e dell'arte in generale, si ritrova spesso in giro per l'Europa in cerca di nuovi posti da esplorare e musei da visitare.