Le punizioni corporali sono sempre state considerate un deterrente per chiunque avesse in mente di commettere qualcosa di sbagliato. Dall’antichità fino ai giorni nostri la tortura non ha mai smesso di essere usata come forma di punizione o come “incentivo” alla confessione, sia nel caso in cui si fosse imputati sia di semplici testimoni.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

Donna punita con la Briglia della Comare – litografia del 1885

In Scozia, durante l’età moderna, a molte donne non occorreva commettere chissà quale grave crimine per subire un’orribile punizione, bastava essere pettegole o comunque dalla lingua lunga… Per questo “crimine” così diffuso fu inventato uno strumento di tortura ad hoc: la mordacchia, o briglia della comare (Scold’s bridle).

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Si trattava di una sorta di maschera di ferro, da chiudersi intorno alla testa, munita di una piastra che andava a premere sulla lingua. Lo scopo di questo dispositivo era quello di impedire di parlare, e ovviamente di mangiare, alla malcapitata pettegola. Talvolta, sulla piastrina era posizionata una punta di ferro, che provocava gravi ferite ad ogni minimo movimento della lingua:

Anche la più chiacchierona delle donne avrebbe desistito

Non ritenendo sufficiente questa punizione corporale, per espiare il reato la donna doveva anche essere umiliata pubblicamente: veniva condotta al guinzaglio in giro per la città, molto spesso dal proprio marito. Tutti coloro che la incrociavano lungo la strada avevano il diritto di insultarla, sputarle addosso e perfino picchiarla e la violenza non era scoraggiata.

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La briglia della comare era una forma di punizione che in qualche modo si rifaceva all’antica prassi dell’occhio per occhio, dente per dente: chi amava parlare troppo e a vanvera, calunniando altre persone, doveva essere colpito proprio sulla lingua. Il dolore era una forma di catarsi che cancellava il peccato.

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La mordacchia veniva quindi imposta a donne, e in rarissimi casi a uomini, che si rendevano colpevoli di calunnie.

Il vero problema, ovviamente, era stabilire il confine tra mero pettegolezzo e reale calunnia

La briglia, in ogni caso, divenne una punizione per quelle donne che in qualche modo mettevano in discussione l’autorità del marito, o che, se maltrattate, ne parlavano con altre persone. Non solo, venivano punite le adultere e in genere le “ribelli”, con un arbitrio ovviamente deciso in toto dagli uomini interessati.

Una delle prime donne ad essere sottoposta a questa tortura fu Bessie Tailiefeir, che nel 1567, in Scozia, aveva diffamato un certo Baillie Hunter: la “pettegola” andava dicendo in giro che l’uomo aveva imbrogliato sulla misurazione di alcuni terreni. La mordacchia fu usata principalmente in Scozia, ma anche in Inghilterra e in Galles, dove però non fu inserita tra gli strumenti di punizione ufficiale. Dalla Gran Bretagna arrivò anche in Germania, dove aggiunsero una campanella, che doveva attrarre l’attenzione sulla vittima durante le umilianti passeggiate.

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Come forse è intuibile, la briglia della comare era una punizione riservata quasi esclusivamente alle donne, ma solo a quelle delle fasce più povere: le nobili e aristocratiche dame britanniche potevano sparlare senza il rischio di essere “imbrigliate”.

Le donne del popolo invece, rischiavano di essere sottoposte a questa tortura anche per motivi non legati alla calunnia:

Bastava essere sospettate di stregoneria, o semplicemente mostrarsi ribelli e “moleste”

Se la mordacchia fu usata comunemente nel Regno Unito fino al 17° secolo (anche se risulta presente nella lista delle punizioni ancora nel 1856, in un paesino del Lancashire), nel Nuovo Mondo, dove arrivò grazie alle colonie britanniche, la briglia venne usata come punizione corporale per gli schiavi durante tutto il 18° secolo (un classico esempio di civiltà europea esportato nella terra dei selvaggi pellerossa).

La maschera era fisionomicamente a forma di un volto umano, ma diversi dettagli la rendevano ridicola, come le orecchie da asino, i baffi (ricordiamo che la indossava una donna), il grande naso e altri dettagli che potevano essere oggetto di derisione dei passanti. In tutti i villaggi ne veniva mantenuta una sempre in ordine d’utilizzo e il suo impiego sembra esser diventato più frequente, ma il condizionale è d’obbligo, sotto il regno di Giacomo VI di Scozia, o Giacomo I d’Inghilterra, il figlio di Maria Stuarda.

Anche se sembra uno di quei celebri falsi storici riguardanti la tortura, come la Vergine di Norimberga o la “Pera”, le fonti storiche che ne parlano sono di tutto rispetto, fra cui si annovera la Wellcome Collection, la British Library e, in Italia, l’enciclopedia Treccani, che però menziona uno scopo diverso, ovvero come punizione per i bestemmiatori e i condannati.

Le donne che vissero dove questa tortura poteva essere applicata dovevano stare attentissime a ogni singola parola che usciva dalla loro bocca. Un pettegolezzo, anche innocente, oppure una divergenza d’opinioni con un vicino che trovava in disaccordo molti altri paesani poteva essere motivo di condanna a un giro con la mordacchia. Forse la vera tortura era questa:

Sapere di essere sempre ricattabili in funzione delle opinioni soggettive degli uomini del paese

Fortunatamente oggi nessuna mordicchia imbriglia più le parole delle donne di molte parti del mondo, ma in altrettante ancora molte di loro sono limitate da leggi ormai anacronistiche. La speranza è che, anche in quei luoghi, strumenti di tortura fisici e psicologici, come questo, diventino al più presto un ricordo del passato.

Sotto, un video della Wellcome Library che spiega la Mordacchia:

 

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.