Siamo a 531 metri sopra il livello del mare, per l’esattezza a Volterra, una caratteristica cittadella dove il medioevo e l’arte etrusca risplendono fra le mura del centro, ma che a pochi metri dal suo cuore pulsante nasconde un ricordo tutt’altro che tipico di un borgo pittoresco. Viaggiando per un chilometro, accompagnati da un viale costeggiato di alberi silenziosi, si giunge all’ex ospedale psichiatrico di Volterra, meglio noto come “Luogo del non ritorno” o “bocca dell’Inferno”.

Il manicomio nacque nel lontano 1887, in seguito all’istituzione di un ospizio di mendicità per i poveri del comune. Il nosocomio ospitava migliaia di persone, e venne considerato un fiore all’occhiello della sanità italiana durante gli anni ’50 e ’60, nonostante terapie invasive o tremendamente invalidanti come elettroshock e lobotomia fossero tutt’altro che inusuali. Sicuramente il manicomio era una delle strutture più grandi del nostro paese, con oltre 100.000 metri quadrati di volume complessivo.

I pazienti trattati con le più diverse terapie vagavano per le stanze e i corridoi, quando non raggiungevano lo stato vegetativo, privati della vita stessa. Dal 1978, dopo la legge Basaglia (che impose la chiusura definitiva dei manicomi), i tanti padiglioni manicomiali giacquero nel più totale abbandono, ormai meta di turisti, fotografi e curiosi alla ricerca di qualche brivido.

Un particolare ricordo della sofferenza di questo luogo sono i graffiti di N.O.F.4, al secolo Oreste Fernando Nannetti, paziente che con la fibbia della divisa incise lungo il muro esterno del padiglione Ferri 180 metri di opere enciclopediche, sentimenti o biografia di crimini subiti, diventando uno degli artisti più famosi del proprio periodo.

Ancor oggi il complesso del manicomio, nonostante gli anni che continuano a passare, fa percepire a chi lo visita un senso di solitudine, rabbia e tristezza.

Interno nei corridoi:

Una sala con manichino:

L’accesso a più stanze:

 
Vanilla Magazine Club
Gruppo Chiuso · 4986 membri
Iscriviti al gruppo
Il gruppo ufficiale di Vanilla Magazine. Hai un suggerimento, un'idea o una semplice opinione per nuovi post, correzioni per quelli già pubblicati o ...
 

Una targa:

Le porte di un corridoio:

Un corridoio con manichino:

Una vecchia sala bagni:

Stanze con graffiti:

Letto con manichino:

Uno dei due graffiti di N.O.F.4:

Esterno dell’ospedale:

Una delle sale superiori con il tetto divelto:

Un corridoio con il murales “Pazzia”:

 
Vanilla Magazine Club
Gruppo Chiuso · 4986 membri
Iscriviti al gruppo
Il gruppo ufficiale di Vanilla Magazine. Hai un suggerimento, un'idea o una semplice opinione per nuovi post, correzioni per quelli già pubblicati o ...
 

Una sala con il simbolo del partito comunista:

Corridoio con diversi murales:

Stanza con murales:

L’edificio dall’esterno:

Sala con murales:

 
Vanilla Magazine Club
Gruppo Chiuso · 4986 membri
Iscriviti al gruppo
Il gruppo ufficiale di Vanilla Magazine. Hai un suggerimento, un'idea o una semplice opinione per nuovi post, correzioni per quelli già pubblicati o ...
 

Un corridoio con manichino:

Stanza con scena fra due manichini:

Daniel Santucci
Daniel Santucci

Da quando ho 14 anni mi occupo di esplorazioni urbane, meglio note come "Urbex". Mi avventuro in costruzioni abbandonate o in disuso per segnalare, ma anche per ammirare, luoghi che col passare degli anni stanno finendo nel degrado e nel dimenticatoio. Con questa passione ho creato un blog, "I Tre Obsoleti" dove raccolgo diverse gallerie, testimonianze di degrado e abbandono.