Re Edoardo VII attese moltissimo tempo per salire al trono. Figlio della Regina Vittoria, divenne sovrano a 60 anni e il suo regno durò soltanto 10, durante il quale però si assisté  a una serie di innovazioni rilevanti nel mondo e in genere a una spinta al cambiamento come non si vedeva da molti decenni. Ma il futuro Edoardo VII era celebre per le sue avventure d’amore a Parigi.

Durante le sue escursioni oltremanica Edoardo era solito recarsi in alcune case di piacere. Qui fu costruita una sedia “dell’amore”, specificamente pensata per le esigenze del futuro sovrano. Realizzata su misura dall’eminente ebanista Louis Soubrier nel 1890, fu consegnata alla casa di piacere parigina “Le Chabanais” per esclusivo uso personale del sovrano britannico. La forma dell’oggetto permetteva al famigerato principe playboy di divertirsi in molti modi, anche con due donne allo stesso tempo.

Le case di tolleranza furono legalizzate in Francia nel 1802, ma fu soltanto nel 1878 che ne fu aperto uno di altissimo livello, Le Chabanais, nel centro di Parigi. La struttura era rinomata per la sua stravaganza eclettica, e nel corso degli anni della sua attività ha visto ospiti illustri come Humphrey Bogart, Mae West, Cary Grant e, appunto, il futuro re Edoardo VII. Le camere da letto erano decorate con stili esotico in modo sontuoso, e fra queste si ricordano la Camera turca, la Sala di Pompei, la sala giapponese e quella indù, quest’ultima la preferita da Bertie.

Fotografia di MOs810 condivisa con licenza Creative Commons 4.0 via Wikipedia:

La sedia originale utilizzata dal principe è ora di proprietà del pronipote del costruttore originale del 19° secolo, mentre quella in fotografia è una delle tre riproduzioni basate sul design originale della sedia. Questa si trova al museo del Sesso di Praga.

Sotto, in un filmato alcune immagini d’epoca con Le Chabanais di Parigi ed Edoardo VII:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...