La biblioteca del Palazzo Nazionale di Mafra, in Portogallo, è famosa per la sua bellezza e per la collezione di ben 36.000 antichi volumi, alcuni risalenti a prima del XIV secolo. Per conservare alla perfezione i preziosi libri, il personale della biblioteca ricorre a un metodo, fra gli altri, fuori dall’ordinario.

Una schiera di cinquecento piccoli pipistrelli è incaricata di eliminare la presenza di fastidiosi parassiti, ghiotti di carta

Tra i più gravi fattori che possono compromettere la buona conservazione di un volume antico, oltre a luce solare, umidità e temperatura, vi sono proprio i parassiti.

Sotto, il palazzo nel 1853:

Sebbene vengano prese molte precauzioni, tra cui un’esposizione alla luce misurata, una temperatura mantenuta costante e stabile e la regolazione dell’umidità tramite macchinari appositi, i piccoli organismi possono diffondersi tra le pagine cartacee in maniera quasi imprevedibile, e cibarsene fino a farle scomparire quasi del tutto.

Nonostante il personale delle biblioteche, tra cui quella di Mafra, compia grandi sforzi per scongiurare ogni danno alle proprie collezioni, spesso l’intervento umano non basta

È stato così che, grazie a una colonia di pipistrelli di minute dimensions (lunghi solo due centimetri), la presenza dell’infida “lepisma saccharina”, insetto lucifugo ghiotto di rilegature e pagine dei libri, è stata tenuta sotto controllo, poiché cibo favorito dei piccoli mammiferi.

La Biblioteca del Palazzo Nazionale di Mafra. Autore: Bosc D’Anjou. CC-BY 2.0

Nessuno conosce con certezza quando ebbe inizio l’impiego dell’animale, ma si dice che fu utilizzato già ai tempi della costruzione del Palazzo Nazionale di Mafra, 1717 circa.

La biblioteca, situata nella parte posteriore del secondo piano del palazzo, è un trionfo dell’architettura Rococò. Lunga quasi 88 metri e larga circa 10, lascia stupefatti per i suoi pavimenti di marmo, le sue librerie di legno pregiato e decorato e per i suoi due piani, delimitati da preziose balconate lignee.

Essa fu fra i centri culturali illuministici più importanti d’Europa, ed è la stanza più imponente di tutto l’edificio

Il Palazzo Nazionale di Mafra, fu concepito e progettato per un caso fortuito. Fu promesso in voto da re Giovanni V di Portogallo alla moglie Maria Anna d’Austria, la quale avrebbe dovuto donargli un erede entro l’anno, era il 1711.

Proprio il 4 Dicembre dello stesso anno nacque la loro primogenita, Barbara Infanta di Portogallo: lieto dell’evento, e mantenendo la promessa fatta alla regina, Giovanni V diede il via libera alla progettazione e realizzazione del palazzo, che sarebbe divenuto un monumentale monastero.

La Biblioteca del Palazzo Nazionale di Mafra. Autore: AHLN. CC-BY 2.0

La prima pietra venne posata il 17 Novembre 1717, mentre i lavori terminarono nel 1755.

Frutto della fatica di quasi 45.000 uomini (di cui un migliaio morì per incidenti di cantiere), il complesso architettonico copre una superficie di circa 40.000 metri quadrati, e comprende 1.200 stanze, 4.700 porte e 156 scalinate.

Ma la reale meraviglia è custodita tra le mensole delle librerie della sua biblioteca, culla di buona parte della memoria e della cultura europea e divenuta un vero simbolo per la sua particolare “equipe” di aiutanti.

Cecilia Fiorentini
Cecilia Fiorentini

Ho studiato lingue e sono una studentessa di Conservazione dei Beni Culturali, ho 24 anni e una grande passione per l'editoria e la scrittura. Mi diletto nella lettura di saggi sull'archeologia misterica, sulla spiritualità e sulle credenze di antichi popoli come Egizi, Vichinghi o Nativi Americani.