Thomas Alva Edison fu un imprenditore statunitense che registrò a suo nome ben 1.093 brevetti (quasi tutti progetti di altri acquistati e registrati come propri), e l’invenzione che più lo rese famoso è senz’altro la lampadina. Nonostante non sia stato il primo a inventarla (lo aveva preceduto di 25 anni Heinrich Göbel), e nemmeno direttamente inventore della lampadina egli stesso, sviluppata nei suoi laboratori a Menlo Park, ebbe il merito di riuscire a commercializzarla su larghissima scala.

Edison con il suo Fonografo:

Molto prima di avviare i laboratori di Menlo Park, nel 1877 Edison era stato un inventore in prima persona, realizzando il fonografo, uno strumento che metteva in pratica teorie di altri scienziati in un congegno funzionante. Il fonografo registrava i suoni su cilindri in stagno, che erano riproducibili, anche se in bassissima qualità, e che si sovrascrivevano durante la riproduzione.

Alcuni anni dopo, nel 1890, Edison commercializzò una bambola parlante, la:

Edison Talking Doll

Edison immaginò che il giocattolo fosse un modo eccellente per diffondere il nuovo prodotto che commercializzava la sua azienda, il fonografo a cilindro di cera inventato da Alexander Graham Bell. Per commercializzare le bambole fondò una società, la Edison Phonograph Toy Manufacturing Company, che produceva le bambole con un piccolo fonografo, da azionare a manovella, all’interno del petto della bambola.

La Edison Talking Doll:

Vendute durante le feste natalizie del 1890, le bambole ebbero un certo successo, che durò però soltanto poche settimane. I giocattoli erano eccessivamente fragili, ma il problema era nella voce che parlava:

Era letteralmente terrificante

Una bambola in un museo:

La bambola doveva recitare delle filastrocche fanciullesche come “Mary Had a Little Lamb”, “Jack and Jill”, “Hickory Dickory Dock”, “Twinkle” , Twinkle, Little Star ” e “Now I Lay Me Down to Sleep”. I suoni che produceva erano in realtà più vicini alla voce di un film Horror, come mostrato nel filmato sotto:

Oltre alla voce terrificante, la bambola era eccessivamente fragile, con arti in legno, la testa in porcellana e un inquietante sguardo vitreo.

 
Vanilla Magazine Club
Gruppo Chiuso · 4986 membri
Iscriviti al gruppo
Il gruppo ufficiale di Vanilla Magazine. Hai un suggerimento, un'idea o una semplice opinione per nuovi post, correzioni per quelli già pubblicati o ...
 

La stampa inizialmente accolse la bambola con entusiasmo, ma pochi giorni dopo i primi articoli iniziò a deridere l’invenzione di Edison, e il Washington Post titolò: “Bambole che parlano: sarebbero più divertenti se potessi capire cosa dicono”.

La conclusione della storia fu un totale fallimento. Edison vendette circa 500 bambole, di cui oggi ne sono rimaste integre pochissime, a 20 dollari vestita e a 10 dollari svestita (circa 560 e 280 dollari odierni). Dopo sei settimane le bambole furono ritirate dagli scaffali dei negozi, e qualche mese dopo la Edison Phonograph Toy Manufacturing Company dichiarò fallimento.

La fabbrica di bambole, che venne chiusa:

L’imprenditore statunitense, protagonista anche di episodi controversi come l’uccisione dell’elefante Topsy durante la “Guerra delle correnti”, si riferì in seguito alle sue bambole come a “piccoli mostri”.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...