Thomas Alva Edison fu un imprenditore statunitense che registrò a suo nome ben 1.093 brevetti (quasi tutti progetti di altri acquistati e registrati come propri), e l’invenzione che più lo rese famoso è senz’altro la lampadina. Nonostante non sia stato il primo a inventarla (lo aveva preceduto di 25 anni Heinrich Göbel), e nemmeno direttamente inventore della lampadina egli stesso, sviluppata nei suoi laboratori a Menlo Park, ebbe la capacità di riuscire a commercializzarla su larghissima scala.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

Edison con il suo Fonografo:

Molto prima di avviare i laboratori di Menlo Park, nel 1877 Edison era stato un inventore in prima persona, realizzando il fonografo, uno strumento che riusciva a tradurre nella pratica teorie di altri scienziati in un congegno funzionante. Il fonografo registrava i suoni su cilindri in stagno, che erano riproducibili, anche se in bassissima qualità, e che si sovrascrivevano durante la riproduzione.

Alcuni anni dopo, nel 1890, Edison commercializzò una bambola parlante, la:

Edison Talking Doll

Per commercializzare le bambole fondò una società, la Edison Phonograph Toy Manufacturing Company, che produceva le bambole con un piccolo fonografo, da azionare a manovella, all’interno del petto della bambola.

La Edison Talking Doll. Fotografia di Kai Schreiber condivisa con licenza Creative Commons 2.0 via Flickr:

Vendute durante le feste natalizie del 1890, le bambole ebbero un certo successo, che durò però soltanto poche settimane. I giocattoli erano eccessivamente fragili, ma il problema era nella voce che parlava:

Era letteralmente terrificante

Una bambola in un museo. Fotografia di Mabalu condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Il retro della bambola. Fotografia di Mabalu condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

La bambola doveva recitare delle filastrocche fanciullesche come “Mary Had a Little Lamb”, “Jack and Jill”, “Hickory Dickory Dock”, “Twinkle, Twinkle Little Star ” e “Now I Lay Me Down to Sleep”. I suoni che venivano prodotti erano in realtà più vicini alla voce di un film Horror, come mostrato nel filmato sotto:

Possiamo sentire dalle registrazioni

Oltre alla voce terrificante, la bambola era eccessivamente fragile, con arti in legno, la testa in porcellana e un inquietante sguardo vitreo. La stampa inizialmente accolse il giocattolo con entusiasmo, ma pochi giorni dopo i primi articoli iniziò a deridere l’invenzione di Edison, e il Washington Post titolò:

Bambole che parlano: sarebbero più divertenti se potessi capire cosa dicono

L’esperimento fu in conclusione un totale fallimento. Edison vendette circa 500 bambole (di cui oggi ne sono rimaste integre pochissime) a 20 dollari vestita e a 10 dollari svestita, paragonabili a circa 560 e 280 dollari odierni. Dopo sei settimane le bambole furono ritirate dagli scaffali dei negozi, e qualche mese dopo la Edison Phonograph Toy Manufacturing Company dichiarò fallimento.

La fabbrica di bambole, che venne chiusa:

L’imprenditore statunitense, protagonista anche di episodi controversi come l’uccisione dell’elefante Topsy durante la “Guerra delle correnti”, si riferì in seguito alle sue bambole come a “piccoli mostri”.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...