La Seconda Guerra mondiale fu probabilmente l’ultimo conflitto in cui la spettacolarità e teatralità delle operazioni furono assolutamente rilevanti nell’esito complessivo della guerra. Lo sapevano bene le forze alleate americane, che realizzarono un’intera divisione dell’esercito fatta (quasi) interamente di mezzi fantoccio e figure teatrali. La 23ª divisione era, a tutti gli effetti, soltanto fumo negli occhi per i tedeschi, ma riuscì a compiere oltre 20 operazioni belliche che confusero e fecero sprecare ingenti forze (soprattutto tempo) all’esercito nemico.

Sotto, il logo dell’esercito fantasma:

Esercito fantasma alleati 8

Fino al 1996 quest’unità è rimasta completamente segreta, e ancor oggi non si conoscono tutti i dettagli delle operazioni da essa svolte. Quello di cui siamo certi è che si trattò di un plotone di circa 1.000 soldati reclutati fra artisti, architetti, designer e ingegneri e in genere persone con un passato non militare alle proprie spalle. Erano in grado di creare finti porti, accampamenti con aeroplani e carri armati, circondare città e depistare i tedeschi dai reali attacchi che l’esercito statunitense avanzava su altre linee molto più “reali”. Queste truppe specializzate arrivarono in Francia soltanto dopo lo sbarco in Normandia, e poco prima avevano partecipato, in Inghilterra, all’Operazione Fortitude.

Da terra probabilmente non sembravano granché come illusione, ma da lontano e dall’alto l’effetto era impressionante, e i tedeschi che non si accorsero mai dell’inganno. I suoni erano riprodotti da enormi altoparlanti, mentre alcuni pezzi di artiglieria erano reali per non destare sospetti fra le truppe tedesche. Il baccano che producevano era tale che l’avanzata poteva essere sentita da una distanza di ben 20 chilometri, e gli “errori” voluti erano continui, come avanzate baldanzose e il mancato camuffamento dei mezzi meccanici.

Inoltre i soldati della divisione (1000-1100 effettivi) frequentavano i locali di Francia parlando ad alta voce riguardo le operazioni da loro compiute, facendo attenzione ad essere ben ascoltati dalle spie nemiche. Le conversazioni ad alta voce erano ovviamente atte a creare falsi report di guerra, rendendo ancor più caotica l’impressione che avevano i tedeschi delle forze statunitensi, inglesi e francesi.

Fra le reclute dell’esercito fantasma si annoverano anche tre nomi illustri del mondo dell’arte e del design: lo stilista Bill Blass, il fumettista Bill Mauldin e il pittore Ellsworth Kelly, che contribuirono a rendere ancora più credibili i mezzi dell’esercito gonfiabile.

Sotto, un carro armato gonfiabile viene trasportato sul campo di “battaglia”:

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Un aeroplano fantoccio:

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Il carro armato:

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Lo schema di funzionamento con i tempi di messa in opera di un carro armato M4:

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Un megafono e un cannone sul campo di battaglia:

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Riunione operativa:

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Gli ufficiali della 23ª divisione in un locale:

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Dall’alto l’effetto era impressionante:

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Fonte: Encyclopedia Britannica.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...