Negli anni ’70 un operaio di nome Raycho Marinov scoprì per caso la Necropoli di Varna, in Bulgaria. L’uomo stava lavorando con l’escavatore quando vennero alla luce alcuni resti di oggetti che erano sepolti nel sottosuolo da millenni. Marinov non poteva nemmeno immaginarlo, ma lui e il suo mezzo avevano scoperto uno dei siti più importanti per la comprensione della preistoria dell’uomo. Dopo di lui si occupò del sito l’archeologo Ivan Ivanov, che procedette all’organizzazione dello scavo, che durò dal 1972 al 1991, e alla successiva musealizzazione dei reperti.

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Se all’apparenza poteva sembrare una scoperta come potrebbero essercene molte altre in Europa, fu nel momento in cui venne trovata la sepoltura 43 che si capì appieno l’importanza della necropoli. Al suo interno si trovava un maschio adulto con ricchezze al di là di ogni immaginazione:

L’uomo era riccamente accompagnato dai primi gioielli in oro mai ritrovati nella storia

Nonostante si affermi sovente che la culla della civiltà sia la mezzaluna fertile, quindi la zona che va dalla Mesopotamia all’Egitto, la civiltà di Varna aveva, all’epoca, tecnologie di oreficeria sconosciute ai più celebri popoli asiatici e africani.

La cultura di Varna

La cultura Varna, come è poi diventata nota, era una civiltà avanzata, più antica degli imperi della Mesopotamia e dell’Egitto e la prima cultura in assoluto che riuscì a creare manufatti in oro.

Varna era anche il luogo dove venne realizzata la più grande necropoli preistorica conosciuta nell’Europa sud-orientale, che riflette ricchezza di pratiche culturali, complessi riti funebri, un antico sistema di credenze e la capacità di produrre beni sapientemente lavorati. Essa è diventata nota anche come la culla della civiltà Europea, vicinissima a Solnitsata, la più antica e ricca città del nostro continente.

L’ascesa dell’oreficeria e della ricchezza

I reperti archeologici mostrano che tra il 4.600 e il 4.200 a.C. iniziò una grossa produzione di oreficeria nella zona di Varna. Man mano che si apprendeva la competenza della lavorazione aurea i commerci della zona diventarono fiorenti perché i suoi abitanti avevano beni preziosi da scambiare con le altre civiltà. Gli uomini di Varna aprirono quindi relazioni commerciali con alcune regioni del Mar Mediterraneo e nello stesso Mar Nero, che consentirono loro di svilupparsi rapidamente.

Necropoli di Varna, Offerte di tombe in esposizione nel Museo di Varna. Fotografia di Yelkrokoyade condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

La profonda baia lungo la quale si trovava l’insediamento di Varna forniva un comodo porto per le navi che viaggiavano attraverso il Mar Nero, e la zona divenne un prospero centro per i commerci.

L’intensificazione dell’attività commerciale consentì agli orafi di accumulare ricchezza, e molto rapidamente si sviluppò un grande divario sociale fra chi produceva oggetti in oro e chi invece era semplicemente commerciante o agricoltore.

Alla scoperta dell’antica civiltà di Varna

Nell’antica necropoli di Varna sono state scoperte circa 300 tombe e recuperati 22.000 manufatti, tra cui oltre 3.000 oggetti in oro, e il peso del metallo prezioso è di 6 chilogrammi complessivi, superiore a tutti gli altri reperti aurei scoperti in necropoli coeve in tutto il mondo.

Altre reliquie includevano oggetti in rame, strumenti di selce, gioielli, conchiglie di molluschi mediterranei, ceramiche, lame di ossidiana e perline.

L’analisi delle tombe svelò che la cultura di Varna era una società altamente strutturata: i membri d’élite erano sepolti in sudari con ornamenti d’oro cuciti negli involucri di stoffa, e le loro tombe erano piene di tesori come ornamenti d’oro, pesanti asce di rame e ceramiche riccamente decorate, mentre le tombe di persone più in basso nella scala sociale avevano semplici sepolture con pochi oggetti come corredo funebre.

La ricchezza della tomba 43

Sebbene siano state scoperte molte sepolture dell’élite cittadina ce n’era una in particolare che spiccava tra le altre: la tomba 43. All’interno di questa gli archeologi hanno scoperto i resti di un uomo di alto rango che sembra essere stato un sovrano o un leader di qualche tipo. In questa sepoltura è stato trovato più oro che in tutto il resto del mondo in quel periodo. I resti, divenuti noti come “l’uomo Varna”, furono trovati con uno scettro – un simbolo dell’alto rango o del potere spirituale – e persino con una guaina d’oro massiccio adagiata sul pene.

Fotografia di Yelkrokoyade condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

La sepoltura è significativa non solo per la ricchezza del corredo funebre ma anche perché è la prima sepoltura maschile d’élite conosciuta in Europa. Prima di questa si erano trovate solo donne e bambini onorate con elaborati corredi funebri.

Marija Gimbutas, un’archeologa lituano/statunitense, ha avanzato l’ipotesi che alla fine del V millennio a.C. iniziò la transizione dalle società matriarcali di stampo Indo-Europeo al dominio maschile in Europa. Proprio nella cultura di Varna è stato osservato che in questo periodo gli uomini hanno iniziato a ricevere il miglior trattamento postumo.

Riti funebri complessi nella necropoli di Varna

Le sepolture nella necropoli di Varna hanno offerto molto di più dei preziosi manufatti rinvenuti al loro interno e delle scoperte relative alle gerarchie sociali; le tombe hanno anche fornito approfondimenti chiave sulle credenze religiose e sulle complesse pratiche funerarie di questa antica civiltà.

Uomini e donne venivano disposti in modo diverso all’interno delle tombe: i maschi erano distesi sulla schiena mentre le femmine rannicchiate in posizione fetale. Forse la cosa più sorprendente di tutte è stata la scoperta che alcune tombe non contenevano alcuno scheletro, ma erano le più ricche in termini di quantità di oro e altri tesori trovati al loro interno. Alcuni di questi sepolcri simbolici contenevano anche maschere fatte di argilla cruda poste nella posizione in cui si sarebbe dovuta trovare la testa.

Necropoli di Varna, Offerte dalle tombe in esposizione nel Museo di Varna Fotografia di ChernorizetsHrabar condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Le tombe contenenti le maschere di argilla contenevano anche amuleti d’oro con sembianze femminili posti nella posizione in cui sarebbe stato il collo. Questi amuleti indicano che le “sepolture” erano destinate alle donne. A ulteriore riprova di ciò è il fatto che non furono trovate asce da battaglia all’interno ma ognuna di esse aveva uno spillo di rame, un coltello di selce e un fuso a spirale.

La caduta e l’eredità della cultura di Varna

Entro la fine del quinto millennio a.C. la cultura di  Varna, un tempo forte e potente, iniziò a decadere. È stato ipotizzato che la caduta della civiltà sia stata il risultato di una combinazione di fattori tra cui il cambiamento climatico, che ha trasformato vaste aree di terreno coltivabile in paludi, ma anche l’incursione di guerrieri a cavallo dalle steppe.

Testa antropomorfa in argilla, periodo tardo calcolitico, 4500-4000 a.C., Cultura Hamangia, trovata sommersa nel lago di Varna, Museo Archeologico di Varna. Fotografia di ChernorizetsHrabar condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Sebbene non si conoscano discendenti diretti della civiltà di Varna, i membri di questa antica cultura hanno lasciato un’eredità duratura e hanno posto le basi per l’emergere delle civiltà successive in tutta Europa. Le loro abilità nella metallurgia erano uniche in tutto il mondo, e la loro società aveva già molte caratteristiche di una civiltà altamente avanzata e sviluppata.

Gli uomini di Varna concepirono anche una struttura sociale dotata di un’autorità centralizzata, una persona o istituzione in grado di monitorare e garantire il corretto funzionamento della società. Un modello di civiltà che seguiamo ancor oggi.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...