San Valentino è considerato a livello mondiale il giorno degli innamorati, con un’economia di enorme rilievo che si muove attorno alla festività. Le origini di questa festa sono assai antiche, certamente pagane, e affondano le radici in epoca romana. Dal 13-15 Febbraio infatti i Romani celebravano la festa dei Lupercali, che aveva la funzione di purificare l’uomo e benedire l’arrivo della nuova stagione fertile. Queste feste vennero celebrate praticamente dall’inizio dell’Impero (44 a.C) sino alla sua fine (496 d.C.), ben oltre la conversione al cristianesimo di Roma.

Durante il rito venivano sacrificate capre e cani

La festività veniva celebrata da sacerdoti chiamati “Luperci“, che erano completamente nudi eccezion fatta per le parti intime, coperte con la pelle degli animali sacrificati, che diversi fonti riportano essere capre e cani. La pelle della capra veniva utilizzata a strisce come una specie di innocua frusta, che veniva sbattuta in tutto il colle Palatino per favorire la fecondità della terra. Oltre alla terra venivano colpiti anche gli abitanti di Roma, in particolar modo le donne, che si offrivano volontarie alle scudisciate sperando in una rapida gravidanza.

Lupercalia

San Valentino: Vescovo e martire torturato e decapitato

Sopraggiunta l’epoca Cristiana nell’Impero Romano i Lupercalia, un classico rito pagano con sacrifici di animali, si tramutò nella celebrazione di un santo, San Valentino appunto, che fu vescovo e martire, decapitato alla veneranda età di 97 anni il 14 Febbraio del 273. Il santo fu ucciso dal soldato romano Furius Placidus, che rispose a un ordine imposto direttamente dall’imperatore Aureliano che voleva così punire l’affronto fatto dall’uomo. Valentino aveva infatti sposato un soldato romano, Sabino, a una donna cristiana, Serapia, entrambi morti pochi istanti dopo la benedizione matrimoniale.

Il Vescovo Valentino fu convertito e nominato prelato alla giovanissima età di 21 anni, nel 197, quando fu posto alla guida della natìa diocesi di Terni. Incontrò il primo imperatore nel 270, Claudio II il Gotico, che lo graziò dalla morte. Il secondo incontro, con Aureliano, non si concluse in modo tanto fortunato, e finì con la morte violenta dell’ormai anzianissimo predicatore Ternano. Dopo che fu torturato e decapitato, venne sepolto dai suoi discepoli Proculo, Efebo e Apollonio, che finirono per questo anch’essi martirizzati. Le sue reliquie diventarono merce preziosa, e finirono in giro per tutta Italia in varie chiese e santuari, fra cui la chiesa di San Giorgio a Monselice, in cui è stato recentemente ricostruito il volto del santo.

Sotto: il cranio di san Valentino nella chiesa di Santa Maria in Cosmedin a Roma.

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Perché San Valentino?

L’origine della festa che è giunta ai giorni nostri è chiaramente pagana, e il nome assegnatole risalente al periodo successivo alla conversione di Roma al cristianesimo, quando Papa Gelasio I, nel 496, la proclamò ufficialmente. Il Santo protettore degli innamorati (ma anche degli epilettici!) avrebbe dato nome al 14 Febbraio per una serie di coincidenze, ma principalmente per il giorno del martirio e per la sua causa, la celebrazione del drammatico matrimonio fra Serapia e Sabino, proprio durante la celebrazione delle Lupercalia. L’assegnazione della Basilica di Terni ai Benedettini, primi custodi della chiesa dedicata al martire cristiano, contribuì a diffondere il culto per il santo, con i monaci che si prodigarono nel diffonderlo oltre i confini cittadini.

Sotto: Un disegno raffigura la morte di San Valentino (certamente uno fra i due uccisi). I romani giustiziarono due uomini con lo stesso nome il 14 febbraio in diversi anni nel III secolo dopo Cristo.

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Lo scambio di doni e biglietti d’auguri fra innamorati (o aspiranti tali) risale però al basso medioevo, quando con Geoffrey Chaucer venne introdotto, anche nel mondo anglosassone, il concetto di Amor cortese. La diffusione della festa e del suo nome va però in parte anche ai monaci Benedettini, antichi affidatari della Basilica Ternana e di San Valentino. Durante i secoli successivi il business legato alla stampa delle Valentine, i biglietti d’auguri, fece il resto, con ingenti campagne pubblicitarie volte alla promozione di questa antica e strana festività.

Sopra: una Valentina del 1875 destinata a Clara Dunn

Valentina

Per quanto la genesi della festa sia pagana e legata a sacrifici animali e azioni poco ortodosse come le frustate “propizie” alle donne, la parte più macabra della storia è legata al martirio di San Valentino, ucciso durante il periodo delle persecuzioni cristiane. La diffusione attuale della festa però è di origine riconducibile al mondo anglosassone, ma sopratutto agli imprenditori che, come detto all’inizio, traggono profitto da biglietti d’auguri e a doni e pensieri romantici.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...