Riutilizzare i fondi di caffè per produrre energia, è questa l’idea di una start up britannica. Sembra strano pensare che un’idea del genere non sia partita dall’Italia, patria del caffè espresso e che dello stesso ne fa una base culturale importante, diventato protagonista di molte canzoni e opere d’arte.

Se è vero che fin da piccoli erano mille i riutilizzi dei fondi di caffè consigliati dalla nonna – come fertilizzante per le piante o come antipulci per il cane, o ancora per allontanare le formiche – è stata l’azienda Bio-Bean a mettere in pratica un metodo pratico ed ecologico per il riutilizzo di questi scarti. L’idea nasce dall’intuizione di impiegare i fondi di caffè per creare un combustibile destinato all’alimentazione di camini e stufe. L’iniziativa è risultata subito geniale, ed è stata protagonista del progetto “Make The Future” del gruppo Shell, diventata quindi partner dell’azienda di riciclo del caffè.

La joint-venture tra bio-bean e Shell ha visto nascere un biocarburante composto per il 20% da olio estratto dal riciclaggio di fondi di caffè e per l’80% da gasolio. Bio-bean raccoglie gli scarti di caffè dalle grandi catene commerciali e dalle fabbriche, per poi occuparsi dell’essiccatura e della successiva lavorazione per l’estrazione dell’olio di caffè. L’olio viene infine trasformato in una miscela di biocarburante, il risultato finale si chiama B20, e riduce le emissioni di CO2 del 10-15% rispetto al gasolio esclusivamente minerale.

Il passo successivo, compiuto nel Novembre 2017, è stato utilizzare il biodiesel per l’alimentazione di alcuni tra famosissimi bus rossi londinesi, i “double- decker bus”, che si stanno prestando da tester a questa nuova invenzione. Il biodiesel infatti non richiede alcuna modifica al motore, pertanto non necessita di ulteriori investimenti per l’abbattimento delle emissioni inquinanti.

Soltanto per questo progetto pilota, Bio-Bean afferma di aver prodotto 6.000 litri di olio di caffè, circa l’equivalente di 2,55 milioni di tazzine. Se l’olio sarà effettivamente impiegato per la realizzazione di B20 si potrebbe alimentare un autobus di Londra per un intero anno.

La stessa ditta si è subito dimostrata molto interessata a un’eventuale esportazione del progetto verso l’Italia. Arthur Kay, fondatore di bio-bean, avrebbe affermato che quasi non immagina cosa potrebbe fare nel nostro paese, che consuma oltre 29 miliardi di tazzine di caffè in un anno.

Sotto, il video di presentazione del progetto:

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Anna Maria Fabbri

Anna Maria Fabbri

Il mio è un viaggio eno-gastronomico, che mi ha portato a dividere la tavola con estranei di tutta Italia, un guanto di sfida nei confronti del mio rapporto con il cibo. E’ nato così "To the Roots", esperienza che nasce dalla condivisione della tavola ma che va molto oltre. In questi anni ho mangiato molte più storie di quanti piatti abbia effettivamente assaggiato. Incontrarsi a tavola è diventato così lo spunto per condividere poi tutt’altro.