Il più grande obelisco mai realizzato dagli antichi egizi, forse durante il regno della regina Hapshepsut (18° dinastia), è noto come “Obelisco Incompiuto”. Ancora oggi si trova esattamente dove un tempo fu semi-scolpito nella solida roccia, nelle cave vicino alla città di Assuan. Questo enorme blocco di pietra era destinato a diventare un obelisco alto quasi 40 metri, con un peso di più di 1000 tonnellate.

Fotografia di Olaf Tausch condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Purtroppo non fu mai finito, probabilmente perché durante il processo per separare il blocco di pietra dalla roccia madre si aprì una crepa enorme, rendendolo di fatto inutilizzabile e senza più alcun valore per gli scalpellini che tanto avevano lavorato per realizzarlo.

Ma come riuscivano nell’antichità, con strumenti rudimentali, a realizzare opere di così grande mole?

Quando si pianificava la creazione di un obelisco, gli scalpellini cercavano una roccia di lunghezza adeguata, senza difetti visibili o crepe. Poi operavano una serie di piccoli fori, probabilmente con strumenti di rame, simili a una fila di trattini (- – – – – -). Successivamente inserivano nei fori dei cunei di legno, che venivano più volte intrisi di acqua per farli gradualmente gonfiare; la potenza generata dall’espansione del legno bagnato è abbastanza forte da rompere un blocco di granito, separandolo dalla roccia madre.

In tutto il sito sono state anche trovate delle piccole sfere di diorite, materiale poco più duro del granito, che venivano battute contro la superficie dell’obelisco già grossolanamente squadrato, per “levigarlo”. Diversi ingegneri, insieme all’egittologo Mark Lehner, hanno fatto l’esperimento di martellare il granito con delle sfere di diorite, per cercare di quantificare il tempo necessario alla realizzazione di un obelisco.

Secondo le loro stime sarebbero occorsi circa 8 mesi per separare l’obelisco dalla roccia, anche se l’ingegnere Christopher Dunn propende per un tempo molto più lungo, viste le difficili condizioni di lavoro dell’epoca, senza considerare la successiva fase di rimozione, innalzamento e trasporto alla destinazione finale.

Obelisco Assuan nel contesto cittadino, fotografia condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Sempre secondo Christopher Dunn, la crepa visibile nella roccia è successiva al suo abbandono, forse dovuto a qualche motivo religioso o legato alla superstizione. Per gli antichi egizi un obelisco aveva poteri spirituali: forse, nel caso dell’Obelisco Incompiuto, proprio il suo spirito avrebbe consigliato di lasciarlo intatto nella propria posizione.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.