La cultura statunitense, un mix multietnico unico al mondo, deve moltissimo agli italiani, che emigrarono in massa fra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 (furono 14 milioni in totale), e che continuarono a popolare gli USA sino almeno agli anni ’70.

Fra gli anni ’30 e gli anni ’70 gli italiani erano i residenti negli Stati Uniti con la presenza maggiore rispetto a tutte le altre nazioni al mondo

I nostri connazionali emigrati continuavano a parlare l’italiano in casa propria, e si arrangiavano, spesso come potevano, con l’inglese nell’ambiente di lavoro.

Sotto, una giovane italiana transitata a Ellis Island:

Fra il 2001 e il 2017 l’ente nazionale di statistica americano ha però riscontrato una curiosa diminuzione dei dialoghi in italiano fra le mura domestiche. La nostra lingua è scesa da quasi 900.000 persone parlanti a poco più di mezzo milione, una riduzione del 38% in soli 16 anni. Tra le lingue con oltre 100.000 persone parlanti l’italiano è quello che sta scomparendo più rapidamente, vicinissimo all’ungherese, che però oggi conta soltanto 64.000 persone circa.

Le ragioni del declino

Le cause della diminuzione sono principalmente due. La prima è legata al numero di residenti negli Stati Uniti. La popolazione di italiani è calata da circa 530.000 nel 2001 a meno di 400.000 nel 2017, e spiega il 40% della diminuzione complessiva. La mancanza di migrazione verso gli Stati Uniti è dovuta a molteplici cause, ma prima di tutto si annovera il miglioramento delle condizioni di vita in Italia. La chiusura delle frontiere, inoltre, ha certamente fermato il flusso di italiani che tentano la fortuna negli States, e molti dei connazionali che un tempo raggiungevano gli USA via nave o via aereo oggi si fermano molto più vicino, ad esempio in Gran Bretagna o in Germania.

L’altro 60% della diminuzione è rappresentato dall’assimilazione culturale. Fra gli anni ’30 e ’70 negli Stati Uniti si trovavano le “prime generazioni”, persone che si integravano poco o nulla nella società locale, e che creavano zone a parte, come quella, famosissima, di Little Italy. Oggi i figli e i nipoti di quei primi migranti parlano inglese come madrelingua, e in pochi conoscono l’italiano tanto bene da parlarlo in casa.

Nonostante l’italiano sia in declino, il numero di persone che parlano una seconda lingua negli States è in aumento. Gli immigrati dell’America Latina e dell’Asia compensano grandemente la diminuzione degli italiani, e il numero complessivo di persone che parlano una seconda lingua a casa propria è passato dall’11% degli anni ’80 sino al 22% del 2016.

Fonte dati: Pew Research Center.

Categorie: Attualità

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...