Il British Museum è conosciuto per la sua ricca collezione di manufatti, le cui origini possono essere ricondotte circa a tutti gli angoli del globo. Uno fra i tanti è l’Hoa Hakananai’a, una straordinaria scultura di pietra Moai originaria della remota isola di Pasqua, un territorio appartenente al Cile nell’Oceano Pacifico meridionale.

Il nome di Hoa Hakananai’a si traduce in “amico perduto”, mentre la parola Moai significa “antenato”

Il monolite di Hoa Hakananai’a – un dio venerato tra i popoli di Rapa Nui, la cui cultura è profondamente legata alle sculture Moai e che rivendicano l’isola di Pasqua come territorio ancestrale – fu acquistato dalla nave britannica HMS Topaze nel 1868. Il Moai fu poi presentato alla regina Vittoria dal capitano della Royal Navy Richard Powell, dopo di che la regina lo donò al British Museum.

Un secolo e mezzo dopo, gli eredi spirituali dell’isola Rapa Nui chiedono il ritorno della loro venerata reliquia

Per la loro religione e le loro credenze, il monumento contiene l’anima di un importante antenato. E’ la personificazione del suo spirito e ha anche poteri protettivi sulla comunità.

Hoa Hakananai’a. Fotografia di James Miles  condivisa con licenza CC BY-SA 4.0:

La richiesta di restituzione del Moai da parte degli abitanti dell’isola ha avuto inizio nell’estate 2018, poco dopo aver acquisito una maggiore autonomia amministrativa nei loro territori ancestrali. Assieme a loro, anche il governo cileno è intervenuto per sostenere la richiesta.

I petroglifi nella parte posteriore della statua. Fotografia di James Miles condivisa con licenza CC BY-SA 4.0:

Durante l’incontro del 20 Novembre 2018 al British Museum, il governatore dell’Isola di Pasqua, Tarita Alarcón Rapu, ha chiesto in lacrime “Dateci la possibilità che possa tornare. Voi avete la nostra anima. Mia nonna, che è morta a 90 anni, non ha mai avuto la possibilità di vedere il suo antenato”.

Un Moai sull’Isola di Pasqua:

Nonostante l’incontro sia concluso, non è stato chiaro il destino dell’imponente scultura, ma per Felipe Ward, ministro della conservazione in Cile, le due parti hanno avuto una discussione alquanto positiva.

Alcune danze tipiche:

La delegazione dell’isola di Pasqua che, è bene ricordarlo, rappresenta gli antenati delle persone cui fu sostanzialmente rubata la scultura, ha offerto una cerimonia a Hoa Hakananai’a nel giorno dell’incontro, e ha successivamente proposto al British Museum di scambiare il monolite con una copia realizzata da Benedicto Tuki, uno scultore locale specializzato in questo tipo di opere.

Sotto, il primo piano delle incisioni che identificano l’uomo uccello (Tangata manu). Fotografia di James Miles condivisa con licenza CC BY-SA 4.0:

Il British, dal canto proprio, difficilmente accetterà una simile richiesta, anche perché costituirebbe un precedente cui potrebbero appellarsi le nazioni alle quali, nel corso dei secoli, i colonialisti inglesi hanno rubato alcuni dei beni più preziosi, fra i quali è impossibile non ricordare i Marmi del frontone del Partenone scolpiti da Fidia e una delle Cariatidi.

La parte inferiore della schiena di Hoa Hakananai’a che mostra la cintura maro. Fotografia di James Miles condivisa con licenza CC BY-SA 4.0:

La statua di Londra misura circa 2,5 metri di altezza per un peso di 4 tonnellate, ed è decorata con incisioni uniche. Nonostante la difficoltà di riportare il Moai al proprio territorio d’origine, la missione dei Rapa Nui non finirebbe al British Museum, perché le loro sculture si trovano sparse in molti musei del mondo, fra Belgio, Francia, Nuova Zelanda e Stati Uniti.

Sotto, la mappa dell’Isola di Pasqua dove si vedono molti Moai nei punti chiave del territorio:

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Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...