L’insensato Orrore del “Treno della Morte” di Dachau

I soldati americani della VII Armata, che parteciparono alla liberazione del campo di concentramento di Dachau, il 29 aprile 1945, concordano sul fatto che fu la macabra scoperta del “Treno della Morte”, abbandonato poco fuori dal campo di prigionia, a causare il loro comportamento contrario alle regole ufficiali della guerra, con l’esecuzione sommaria dei soldati della Waffen-SS di stanza nel presidio, anche dopo che questi si erano arresi.

La Divisione Thunderbirds 45, che scattò le terribili fotografie dei prigionieri di guerra, si avvicinò al treno abbandonato poco lontano dall’ingresso ferroviario del complesso di Dachau. Nessuno di quei soldati potrà mai dimenticare la scena raccapricciante che si presentò loro: una lunga fila di vagoni ferroviari pieni di cadaveri macilenti, alcuni vestiti di stracci, ma altri completamente nudi.

Nel suo libro “Deliverance Day”, Michael Selzer ha scritto che i liberatori americani fecero mettere al muro 122 soldati delle SS che si erano arresi, giustiziandoli sommariamente. Fra di essi c’era anche l’ufficiale di guardia al campo, che parlando in inglese aveva ufficialmente consegnato Dachau alle forze americane. Tuttavia nessuna prova evidente di questo episodio è stata trovata, e nessuno dei soldati presenti lo ha mai confermato. Molti di loro non avevano ben compreso il motivo per cui stavano combattendo quella guerra, fino a quando videro il “Treno della Morte”.

Il convoglio era partito dal campo di concentramento di Buchenwald l’8 aprile 1945, per trasferire 2400 prigionieri. Dopo venti giorni di viaggio, arrivarono a Dachau il 27 aprile 1945, ma solo 1600 erano ancora vivi. Alla fine della guerra furono fatte altre stime, secondo le quali furono circa 2300 le vittime di questo ultimo e insensato viaggio di morte.

L’evacuazione del campo di Buchenwald fu voluta da Himmler per impedire che i prigionieri, una volta liberati dagli americani, ormai molto vicini al campo, potessero raggiungere la vicina Weimar, e attaccare i civili tedeschi.

Molti dei prigionieri morirono durante il viaggio, rallentato dai bombardamenti alleati, molti per il freddo, la fame e la disidratazione, ma altri perché costretti a rimanere sui vagoni scoperti durante gli attacchi americani, mentre gli ufficiali tedeschi si mettevano al riparo. Quelli che sopravvissero al viaggio furono lasciati dentro i vagoni, senza cibo né acqua: le SS non si presero la briga di scaricarli, semplicemente aspettavano che morissero, rimanendo di guardia per abbattere chiunque avesse la forza di tentare la fuga.

Il “treno della morte” fu un concentrato di tutto l’orrore possibile: i militari americani trovarono corpi massacrati di botte, fino ad avere le viscere fuori, corpi mitragliati sulle porte delle vetture, evidenti episodi di cannibalismo, ma anche di risse fra prigionieri per un tozzo di pane, fino al cadavere di un uomo che si era auto-amputato una gamba in cancrena. Uno dei primi soldati americani ad arrivare sulla terribile scena, John Lee, disse in seguito: ”La maggior parte dei soldati se ne stava lì in silenzio e incredulità: avevamo visto uomini in battaglia saltati in aria, bruciati vivi, e morti in molti altri modi, ma non eravamo preparati a questo. Molti dei morti giacevano lì con gli occhi aperti, un’immagine che non potrà mai più uscire dalla mia mente. Sembrava che ci guardassero dicendo: ‘Perché ci hai messo tanto?’ “


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