La stazione della metropolitana di Bockenheimer Warte è un’importante stazione di interscambio a ovest del centro di Francoforte. Nonostante all’interno sia simile a tante altre in giro per la Germania e per il mondo, dal livello terra è semplicissima da individuare perché l’ingresso è fatto come una carrozza del tram sepolta nel marciapiede in cemento.

Sotto, fotografia di Ingolf condivisa con licenza CC BY-SA 2.0 via Flickr:

Un’entrata tanto particolare è stata ideata dall’architetto Zbigniew Peter Pininski, e ha una storia particolare. La stazione di Bockenheimer Warte fu per lungo tempo, dal 1872 al 1966, un importante nodo stradale per i tram cittadini, e fino al 1978 qui si trovava la stazione di controllo generale dei tram di tutta la città.

Sotto, fotografia di Jcornelius condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

All’inizio degli anni ’80, quando l’entrata a forma di tram fu progettata, in città si era sviluppata un’aspra polemica per l’espansione dei trasporti cittadini e i disagi collegati.

Pininski decise di progettare qualcosa che facesse sorridere gli abitanti di Francoforte

Sotto, fotografia di Kiefr condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Flickr:

Le autorità locali diedero l’avallo alla costruzione dell’ingresso, e i lavori furono completati nel 1986 insieme ai livelli B e C della stazione della metropolitana.

Fu una metafora divertente e aguzza:

Si passa dal trasporto pubblico su rotaie in superficie a quello, più moderno e meno impattante, del sottosuolo

Sotto, fotografia di Kiefr condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Flickr:

Naturalmente l’entrata non fermò le polemiche degli abitanti riguardo l’espansione dei trasporti, ma almeno fece sorridere tutti quelli che entravano dalla Bockenheimer Warte. Quando la stazione subì una grossa espansione, nel 2001, l’entrata avrebbe dovuto esser spostata, ma la qualità dell’opera e la sua riconoscibilità la salvarono dalla demolizione, e ancor oggi il tram conficcato nel marciapiede accoglie tutti i viaggiatori che transitano dalla stazione.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...