Nella seconda metà degli anni ’70 iniziò a girare una strana voce fra gli abitanti della regione autonoma della Čukotka, l’estremità nord orientale della Russia che guarda, al di là dello stretto di Bering, gli Stati Uniti. Nikolai Lukich Machulyak, un uomo che lavorava in una Artel, una cooperativa dell’Unione Sovietica, aveva stretto amicizia con un enorme orso polare e con i suoi cuccioli, e li nutriva con carne e latte condensato.

Le fotografie della galleria risalgono al 1976, e raffigurano un orso adulto del peso di quasi 300 Kg, con due cuccioli. La storia di questa strana amicizia iniziò 2 anni prima, nel Dicembre del 1974, quando un cacciatore di zona uccise un orso bianco dopo che questi gli aveva rovinato la tenda. Nikolai Lukich Machulyak trovò un piccolo cucciolo, che chiamò Masha, e che all’epoca non aveva ancora imparato a cacciare. Mosso da spirito di solidarietà, Nikolai nutrì per diverso tempo il cucciolo, sino alla Primavera del 1975, quando questi sparì.

Un anno dopo il loro ultimo incontro, nel 1976, Nikolai ritrovò il cucciolo, che nel mentre era cresciuto diventando un animale di circa 150 chilogrammi, che lo assaltò, ma con fare amichevole. L’uomo fu naturalmente spaventato, ma decise di ricominciare ad aiutare l’orso bianco, il più grande carnivoro terrestre. Durante il periodo seguente l’uomo riprese a portare del cibo a Masha, principalmente carne e latte condensato, del quale era golosissima. L’uomo la andava a trovare in una tana lontano dal centro abitato.

Un giorno, al posto di Masha, Nikolai trovò un orso di circa il doppio del peso, 300 chilogrammi, che lo attendeva nella tana del cucciolo che aveva salvato. Probabilmente quest’orsa, molto aggressiva e affamata, aveva cacciato via Masha dalla tana, che occupava ora con i cuccioli. Nikolai, mosso nuovamente da spirito di solidarietà e curiosità nei confronti degli animali, continuò a portare comunque il cibo agli orsi, che si affezionarono quindi all’uomo.

Durante il corso dei mesi seguenti furono in tantissimi a visitare l’orsa con i suoi due cuccioli, con estremo timore di Nikolai che temeva per la loro incolumità. L’orsa un giorno prese addirittura confidenza con gli uomini, e si avvicinò moltissimo al paese, correndo un rischio enorme. Dopo qualche tempo, l’uomo fu costretto, su insistenza della moglie, a smettere di nutrire gli orsi, che rischiavano di divenire un pericolo per gli uomini.

In un’intervista del giornalista V. Filimonov, Nikolai dichiarò:

La bestia è la bestia, ma ogni volta che mi preparo ad un incontro, dico mentalmente a Masha, e a tutti gli orsi: ti prego per la tua amicizia. La mia mano non ha un’arma, ma una scatoletta di latte condensato, che tu ami. Sei una splendida bestia, forte e amabile. In te vedo un’amica, e io sarò un amico leale“.

Sotto, alcuni uomini seguirono Nikolai da Marya:

La storia di Nikolai Lukich Machulyak, Masha e Marya Mikhailovna venne raccontata dalla rivista “Around the World” del 1° Agosto del 1977, in un articolo intitolato “Richiesta di Amicizia”, che trovate a questo link in lingua originale. Purtroppo il destino di questa amicizia e dei suoi splendidi protagonisti non è noto, e l’unico riferimento è in questo articolo di ormai quarant’anni orsono.

Sotto, la mappa del luogo dove avvenne l’episodio:

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Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...