Durante il periodo della Cina Imperiale, una delle preoccupazioni principali dell’Imperatore era avere un erede maschio che continuasse la propria dinastia. Lontanissimi dai concetti di sposa e figli ufficiali comune in Europa, che portarono a casi assurdi come quelli di Enrico VIII o Ivan il Terribile, gli imperatori cinesi avevano a disposizione un harem di dimensioni enormi, con un numero di donne all’interno oggi difficilmente comprensibile. Nell’harem la gerarchia era una questione importantissima, con tre figure che, nel corso dei millenni, si mantennero circa invariate: l’imperatrice, le consorti ufficiali e le concubine.

Gerarchia nell’Harem

Al vertice della gerarchia dell’harem cinese c’era l’imperatrice, la “moglie ufficiale” dell’imperatore, che frequentava il talamo con l’imperatore non più di una volta l’anno. L’imperatrice era la figura più venerata fra le donne cinesi, in quanto considerata la “madre del mondo”. Nell’harem, solo l’imperatore e la madre dell’imperatore erano al di sopra dell’imperatrice, mentre tutte le altre migliaia di persone presenti dovevano obbedire ai suoi ordini. Oltre l’imperatrice, all’interno dell’harem erano presenti anche le imperatrici vedove, sopravvissute alla morte dei loro mariti. Alcune vedove famose inclusero Wu Zetian della dinastia Tang (che divenne la prima imperatrice donna della Cina) e Cixi della dinastia Qing, che regnò come reggente per 47 anni durante il XIX secolo.

Sotto, l’imperatrice madre Cixi:

Le consorti dell’imperatore

Sotto l’imperatrice si trovavano le coniugi, con un numero variabile in base alle dinastie che si susseguirono a capo della Cina nel corso dei millenni. Durante la prima dinastia Qing, ad esempio, un harem aveva una Nobile Consorte Imperiale, Due Consorti Imperiali e Quattro Consorti. Sotto queste consorti si trovavano le concubine, con un numero che poteva variare di molto in base all’imperatore. Nel libro del II secolo avanti cristo “I Riti di Zhou”, un imperatore poteva avere sino a 9 concubine di alto rango, 27 di livello medio e 81 di livello inferiore. Durante la dinastia Han (206 aC – 220 dC) si assistette ad un’esplosione del numero di concubine, con gli imperatori Huan e Ling che ebbero oltre 20.000 donne ospitate nel palazzo Reale.

Sotto, ritratto di una concubina in un quadro del pittore cinese Lam Qua, 1864:

Nella maggior parte del periodo di esistenza della Cina imperiale, ad ogni modo, si contavano tre spose primarie, nove spose secondarie e ventisette spose di terzo grado. Le concubine ufficiali erano ottantuno, mentre nell’harem erano presenti un numero imprecisato di concubine non ufficiali.

Selezione delle concubine

Durante la dinastia Ming (1368-1644 dC) venne adottato un sistema ufficiale per la scelta delle concubine. Il processo di selezione aveva luogo all’interno della Città Proibita ogni tre anni. Le candidate avevano fra i 14 e i 16 anni, e venivano scelte per le loro virtù, carattere, aspetto e condizione fisica. Inutile dire che in moltissime si presentavano come candidate, speranzose di fuggire dalla condizione di povertà agricola cui versava la maggior parte della popolazione.

Gli Eunuchi erano gli unici uomini ammessi

Per garantire che ogni bambino nato nell’harem fosse un diretto erede dell’imperatore, i maschi non potevano servire le donne dell’harem. Le sole eccezioni a questa regola erano gli eunuchi, uomini che erano stati castrati fisicamente e che erano quindi impotenti. Durante tutta la storia della Cina Imperiale, gli eunuchi furono largamente presenti in incarichi di rilievo, come ad esempio il navigatore Zheng He, ma anche con ruoli di prestigio che consentivano una scalata sociale spesso più rapida rispetto alle persone non castrate. Durante la florida dinastia Ming (1368-1644), si arrivò all’esorbitante cifra di 100.000 eunuchi che servivano l’imperatore nell’harem.

Sotto, dipinto raffigurante eunuchi trovato nella tomba del principe Zhanghuai:

Le Rivalità nell’Harem

Le rivalità, nell’harem, erano all’ordine del giorno. Le donne facevano ovviamente di tutto per accaparrarsi l’attenzione dell’imperatore, e la posizione più ambita era certamente quella di divenire madre del futuro erede, che avrebbe consentito alla donna una maturità prospera. Spesso le donne stringevano dei patti con gli eunuchi e, nel caso che un intrigo portasse al successo, questi ultimi venivano premiati con incarichi di prestigio.

Sotto, Wu Zetian, Imperatrice durante la dinastia Tang:

Gli intrighi dell’harem erano all’ordine del giorno, ma alcuni divennero più famosi di altri. Ad esempio durante la dinastia Tang, una delle coniugi dell’imperatore Gaozong fu Wu Zetian. La leggenda narra che il figlioletto di Wu Zetian fu assassinato e, grazie all’aiuto di uno o più eunuchi, riuscì a far ricadere la colpa sull’imperatrice Wang, diventando quindi la nuova imperatrice.

Nonostante sia facile immaginare un harem come “un covo di vipere”, forse non tutti gli harem della storia furono forieri di cospirazioni. Ad esempio, il leggendario “imperatore giallo” Huangdi (che regnò, mitologicamente, fra il 2697 e il 2597 avanti Cristo), ebbe quattro concubine, non scelte per il loro aspetto ma per la loro competenza. Una di queste viene considerata l’inventrice della cucina e delle bacchette da pranzo cinesi. Insieme, queste concubine avrebbero aiutato Huangdi a governare il paese. La veridicità storica del leggendario imperatore Huangdi è, ad ogni modo, stata messa in forte discussione a partire dal XX secolo.

Il destino delle concubine

Nella maggior parte dei casi, quando un imperatore moriva le moglie e le concubine lo seguivano nella tomba, sovente sepolte vive, per unirsi al loro imperatore nell’aldilà.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...