Realizzare un’App di successo è il sogno di molti giovani programmatori e appassionati di informatica. Per raggiungere questo obiettivo è necessario non solo avere un’idea folgorante e la capacità di realizzarla, ma è fondamentale riuscire a far conoscere al maggior numero di utenti possibile la propria applicazione. La creatività è, in questi casi, ben poca cosa rispetto ad una buona strategia di marketing, e l’esempio calzante è quello di Instagram. Se erano 10 (o 100, è irrilevante) le applicazioni con filtri fotografici e social integrato, Instagram riuscì ad emergere facendo pensare al maggior numero di utenti non solo che potevano modificare la propria fotografia, ma che fosse “cool” condividerla con gli altri.

Per portare un esempio di un caso di successo italiano abbiamo intervistato Emanuele Pagani, il creatore di Inkstinkt Tattoo, una applicazione per Android e iOS che consente di vedere non solo una serie praticamente infinita di tatuaggi, ma anche di capire quale sia il tatuatore più vicino a sé che risponda alle proprie esigenze artistiche.

L’App utilizza un sofisticato algoritmo di indicizzazione del web, che scansione costantemente la rete alla ricerca di immagini di tatuaggi, ed è linkata alle pagine Facebook degli artisti. Questo algoritmo è applicabile a qualsiasi categoria di pubblicazione come ristoranti, hotel o altro.

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Da dove nasce la vostra idea?

L’idea nasce nell’ottobre del 2011 in quanto, da sempre appassionati e attratti dal mondo dei tatuaggi e da tempo nel mondo della comunicazione in varie agenzie di web development, ci siamo ritrovati a valutare l’idea di avere un unico “contenitore” di tutti i migliori artisti sul mercato. Si è quindi deciso di inserirli in un’app, e renderla disponibile su App Store. A inizio 2012 erano così presenti circa 15 artisti, prevalentemente italiani, con le rispettive schede e fotografie dei lavori eseguiti. L’app ha raggiunto la maggior parte dei consensi e dei download in Italia, con circa 44.000 utenti in appena 3 mesi.

A metà 2014 l’app è stata interamente ricostruita per valorizzarne i contenuti, sia nella sezione dove vengono visualizzati gli artisti, sia nelle proposte creative, per aiutare l’utente a trovare l’idea giusta per il suo tatuaggio. Grazie ai successi raggiunti sulla piattaforma App Store di Apple, abbiamo pensato di rendere disponibile l’app anche per gli utenti Android, riuscendo a pubblicare Inkstinct, nella sua nuova versione, su Google Play Store. Attualmente l’app è stata scaricata complessivamente da più di 100.000 utenti.

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La mission?

La mission inizialmente nacque perché moltissimi utenti non hanno la formazione sul mondo del tattoo che possa far scegliere loro il giusto disegno o il giusto artista. La mission fu così quella di cercare di dar loro una sorta di “suggerimento”, tramite una classifica degli artisti più “quotati”, realizzata proprio da altri addetti ai lavori. Nel tempo si è deciso di estendere il servizio, inserendo sia idee sia una lista ben più completa degli artisti, e dando la possibilità di voto direttamente agli utenti stessi. Quanto tempo avete impiegato a realizzarla, e quali sono stati gli ostacoli? Realizzare la prima versione dell’app ha impiegato circa 2 mesi di sviluppo.

Il completo restyle ha invece impiegato circa 5 mesi, per via del nuovo e innovativo modello di caricamento. Gli artisti presenti nel database sono più di 500.000, divisi tra Stati Uniti ed Europa, e la previsione è di passare il milione, arrivando a comprendere anche gli artisti Asiatici, sudamericani ed africani. Ogni scheda artista è costantemente connessa alla propria pagina Facebook, quindi sempre aggiornata, con ogni dato e foto che egli carica. Uno degli ostacoli più grossi è stato inserire questo grande database all’interno dell’app, creando così due sezioni distinte: l’area EXPLORE e l’area MAP, dove si possono consultare artisti in stati e regioni, in modalità lista e direttamente sulla mappa.

Qual è stato il vostro investimento?

L’investimento iniziale è stato in termini di tempo e conoscenze, che sono state acquisite anche durante lo sviluppo dell’App. Abbiamo poi investito in web marketing e la cosa ha portato eccellenti risultati in termini di download dell’App.

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Quali sono le prospettive future del progetto?

È già in cantiere la pubblicazione della versione 3.0 dell’app con nuove funzioni, tra le quali la possibilità di votare l’artista e anche i suoi tatuaggi caricati, così da creare una classifica mondiale di gradimento.

Per te, qual è il profilo ideale dello startupper italiano?

Lo startupper italiano è sicuramente ambizioso, viste le poche soluzioni e offerte che questo paese offre a chi ha idee innovative. Per fortuna esiste la possibilità di guardarsi “intorno” facilmente nel mondo di internet.

Scarica l’App gratuitamente dallo store corrispondente:

AndroidIOS

Aggiornamento:

L’applicazione di Inkstinkt è stata selezionata come una delle idee più innovative da Repubblica Next, e uno degli sviluppatori, Emanuele Pagani, ha raccontato la propria esperienza durante la serata di innovazione e spettacolo a Ravenna.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...