Sulla cima di una delle quattordici colline sulle quali sorge Amman, nel cuore antico della capitale della Giordania, ci sono i resti del Tempio di Ercole, edificato tra il 162 e 166 dC., durante la dominazione romana.

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La “Mano di Ercole” è il nome dato ad un gigantesco frammento, che presumibilmente era parte di una colossale statua di marmo del semidio Ercole, trovata nel tempio romano a lui dedicato. Oltre alla mano (o meglio tre dita di una mano), l’altra parte giunta ai giorni nostri è un gomito.

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Durante il I secolo dC. la moderna Giordania era parte dell’Impero Romano, e la sua capitale, allora conosciuta col nome greco di Philadelphia, apparteneva alla Decapoli, un gruppo di dieci città che delimitavano il confine mediorientale. Come in ogni angolo del loro impero, anche ad Amman i Romani costruirono molti edifici pubblici. Oggi rimangono ancora in piedi il Teatro, l’Odeon e il Tempio di Ercole, che non è così ben conservato come i primi due.

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Costruito durante l’impero di Marco Aurelio, il Tempio di Ercole era forse più grande di qualsiasi altro innalzato a Roma stessa. Il portico, orientato ad est, era ornato da sei colonne alte dieci metri; misurava 30 metri di lunghezza e 25 di larghezza, con un santuario esterno di 120 x 70 metri. La presenza di colonne solo sul fronte del tempio fa ipotizzare che il monumento non non fu mai completamente finito, per ragioni che la storia non ha ancora rivelato.

Durante gli scavi archeologici, pochi indizi hanno aiutato a svelare il mistero di questo tempio incompiuto. Quelli che c’erano erano tuttavia “enormi”, anche se poco decifrabili: tre dita di una mano, un gomito e qualche moneta sparsa. Questi pochi resti, secondo gli archeologi, dovevano essere quanto rimaneva di un’enorme statua marmorea di Ercole. Il tempio quindi era dedicato al fortissimo semidio, protagonista di tante famose imprese.

Modello del tempio di Ercole esposto presso l’American Center for Oriental Research di Amman

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Forse il Tempio di Ercole fu costruito dove già esisteva un luogo di culto dedicato a un dio adorato dalla popolazione locale: in quella che un tempo doveva essere la parte interna del tempio, era stata lasciata scoperta una roccia, che secondo alcuni studiosi era forse la “sacra roccia” del Tempio di Moloch, edificato nel IX secolo aC. dal popolo degli Ammoniti.

Ma è poi così sicuro che il tempio fosse dedicato proprio ad Ercole?

Gli esperti non sono concordi su questa attribuzione. Tuttavia, il fatto che nella città sottostante siano state trovate un gran numero di monete con l’effigie del mitico semidio, rende credibile l’ipotesi che anche la statua fosse una sua rappresentazione, e che il tempio fosse a lui dedicato.

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Basandosi sui resti delle dita e del gomito, si può ipotizzare che la statua di Ercole fosse alta circa 13 metri, dimensione che la collocherebbe tra le più grandi statue di marmo mai scolpite nel corso della storia. Probabilmente la statua del semidio crollò durante uno dei catastrofici terremoti che scuotono periodicamente la zona, e i frammenti di marmo furono usati per altri scopi.

Forse, qualche antica casa di Amman custodisce ancora qualche blocco di roccia proveniente dalla mitologica forza di Ercole.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.