Forbes stila ogni anno la classifica con gli atleti più pagati degli ultimi 12 mesi, una lista di personalità sportive con guadagni al minimo a sei zeri. Secondo la rivista inglese, Lionel Messi è l’atleta più pagato del 2019, con 127 milioni di dollari fra stipendio, vincite e guadagni relativi a sponsorizzazioni, seguito da Cristiano Ronaldo “fermo” a quota 109.

Fra le varie classifiche proposte, si legge anche quella relativa ai 20 atleti che hanno guadagnato di più in tutta la storia, con l’ex-cestista/golfista Michael Jordan che guida la classifica a 1,7 miliardi di dollari. Tiger Woods, stella del golf, ha incassato durante la sua carriera 1,67 miliardi di dollari, mentre il golfista Arnold Palmer è il terzo della lista, a 1,35 miliardi di dollari, che ha anche un patrimonio attuale di 675 milioni di dollari, considerato lo sportivo più ricco al mondo.

Sembrano numeri fantascientifici ed irraggiungibili, ma lo storico Peter Struck, dell’Università della Pennsylvania, afferma che sono inezie al confronto dello sportivo più pagato della storia:

Gaius Appuleius Diocles

L’auriga che, all’inizio del II secolo dopo Cristo, accumulò una fortuna di 35.863.120 sesterzi, equivalente, sempre secondo l’accademico, a circa 15 miliardi di dollari odierni.

Il circo massimo in una foto del 1983:

La carriera di Gaius Appuleius, nato in Lusitania, iniziò a 18 anni nella squadra bianca, dove “si fece le ossa” e vinse le prime competizioni. A 24 anni passò nei verdi e poi, qualche tempo dopo, nei rossi, dove divenne una leggenda vivente. Il team che sponsorizzava i carri pagava milioni di sesterzi per mantenere l’auriga, i cavalli e tutto il personale necessario all’allestimento della squadra. Gli auriga avevano in dotazione un elmo in pelle, degli schinieri, una protezione per il torace, una frusta e un coltello, utile per allontanare gli avversari che tentavano lo speronamento e per tagliare, in casi di estrema necessità, le redini del proprio o dell’altrui cocchio.

Sotto, il mosaico che raffigura un vincitore della squadra Rossa:

Le corse si svolgevano nel Circo Massimo, dove un cenno dell’Imperatore dava il via alla battaglia. Sì perché i giri da compiere erano soltanto 7, ma non tutti riuscivano ad arrivare a fine corsa. Il premio veniva infatti riscosso, bastava esser ancora vivo, dai primi tre corridori ad arrivare al traguardo.

Le squadre erano la Blu, la Rossa, la Bianca e la Verde, che potevano schierare nel circuito sino a tre carri contemporaneamente. Come per la Formula 1 moderna, gli auriga potevano cambiare squadra a suon di milioni, e così fece Gaius Appuleius Diocles. Le corse erano sovente su carri trainati da 4 cavalli, ma si poteva arrivare a 6 o 7 cavalli, in competizioni che pagavano moltissimo in termini di premi.

Gaius fu quindi il più ricco auriga romano, e riuscì a vincere 1.462 delle 4.257 competizioni a 4 cavalli cui partecipò. Nel 146 fu eretta una targa da parte dei suoi compagni di squadra ed ammiratori che ne salutavano il pensionamento all’età di “42 anni, 7 mesi e 23 giorni”, acclamandolo come “campione di tutti i carri”. L’età cui si ritirò può sembrarci oggi normale ma, per chi gareggiava nelle corse “all’ultimo sangue” dell’epoca, era davvero avanzatissima. L’auriga morì, in pace, anni dopo, nell’attuale città di Palestrina, alle porte di Roma.

Nonostante Gaius risulti essere il più pagato auriga romano, spettano a Pompeius Musclosus e a Flavius Scorpus, entrambi della squadra verde, i record per le vittorie, rispettivamente con 3.559 e 2.048 vincite.

La conversione dei sesterzi in miliardi di dollari è un argomento assai dibattuto. Se è assodato da molti che si possa fare una conversione a X6, ovvero 1 sesterzio equivale a circa 6/7 dollari, altri pongono questa conversione a X2, mentre altri ancora, come il professor Struck, offre una visione differente della cosa.

Fotografia di Pascal Radigue condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Con i 36 milioni di sesterzi vinti da Gaius, si sarebbe potuto pagare il salario dell’intero esercito romano per circa 1/5 di anno, in quel particolare periodo storico in cui furono imperatori Adriano ed Antonino Pio, il culmine della forza e della ricchezza di Roma. L’attuale forza militare statunitense, assunto che sia la più grande e ricca nazione del pianeta, pagata per lo stesso periodo, richiederebbe un esborso di 15 miliardi di dollari.

Fotografia condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Altri paragoni che offre il professor Struck sono la fornitura annuale di grano per la città di Roma, pari a questa cifra, e al guadagno dei governatori più pagati, che fu solo di un quinto. E’ importante notare che, nonostante il sesterzio sia stato la moneta riferimento di tutto l’Impero Romano per secoli, il suo valore fu fluttuante nel tempo, vittima anch’esso di inflazione selvaggia (famosissima quella devastante del III secolo). Durante l’inizio del II secolo, 36 milioni di sesterzi erano davvero una quantità di danaro fantascientifica, che resero, nelle teorie del professor Struck, l’auriga romano il più ricco sportivo della storia.

Per immaginare la violenza delle corse con le Bighe si possono vedere le scene del film “Ben Hur” del 1959 che, nonostante alcune imprecisioni storiche, ben raffigurano i duelli dell’epoca:

Fonti: Lapham Quarterly, Forbes.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...