L’Armatura per Elefanti del Royal Armouries di Leeds pesa 118 Kg ed è la più Grande al Mondo

Le armature per elefanti erano oggetti di grandi dimensioni e assai preziosi in antichità, e quella del Royal Armouries di Leeds è certamente uno degli esempi giunti sino a noi più imponenti e maestosi. Composta di 5.840 placche del peso complessivo di 118 chilogrammi, è detentrice del record di grandezza per le armature, certificato dal Guinnes dei primati. In origine l’armatura doveva pesare circa 159 chilogrammi, e le placche ammontavano a 8.439. Oltre l’armatura dovevano esser presenti anche alcune spade Tusk, che aumentavano il peso di altri 10 chilogrammi.

Portata in Inghilterra nel 1801 da Robert Clive, l’armatura fu catturata durante la battaglia di Plassey nel 1757, uno dei maggiori successi inglesi che portò alla creazione dell’Impero Anglo-Indiano, protettorato inglese sull’India che consentì ai britannici di arricchirsi come mai prima nella loro storia. L’armatura Mughal, risalente a circa il XVII secolo, è realizzata da placche di lamiera e cotta di maglia. Alcune delle placche hanno disegni zoomorfi raffiguranti elefanti, pesci, pavoni e fiori di loto.

L’armatura era originariamente costituita da otto parti: tre ai lati del corpo e uno ciascuno per la testa e per la gola. Di queste otto soltanto sei sono giunte fino a noi, poiché due pannelli del lato destro sono mancanti. I grandi spazi circolari nella parte superiore della testa probabilmente segnano il posto per le enormi orecchie dell’animale. Le spade Tusk venivano collocate sulle zanne, ed erano un terribile strumento di morte per i soldati che si paravano di fronte al gigantesco pachiderma.

Sotto: sue spade Tusk per Elefanti:

Spade-Tusk-Elefanti

Gli elefanti da guerra nacquero proprio nella regione dell’India, e vennero impiegati dall’Impero Persiano durante le guerre Greche per attaccare l’occidente. Gli stessi indiani, con il Re Poro, tentarono la difesa del proprio territorio con gli Elefanti contro Alessandro Magno, anche se invano. Il conquistatore riuscì ad usare a proprio vantaggio la staticità dei pachidermi e, dopo un iniziale sbandamento, riuscì a vincere la battaglia, mostrando infine indulgenza e nominando Poro come suo vassallo per l’India. Poco tempo dopo è probabile che il condottiero macedone non abbia proseguito la sua avanzata ad oriente a causa del timore che un esercito avversario, l’impero Magadha e Gangaridai, potesse schierare dal 3.000 ai 6.000 elefanti da guerra. I suoi soldati, ormai stremati dalla corsa verso oriente, rischiavano di voltargli definitivamente le spalle, e Alessandro decise di dirigere verso sud.

Chissà se Alessandro conosceva la la tecnica dei Romani, i quali scagliavano i maiali infuocati contro gli enormi Pachidermi. Forse i suoi soldati sarebbero stati meno spaventati dagli eserciti indiani, proseguendo la loro avanzata nel cuore dell’asia.


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