L’area della Scandinavia, compresa fra Svezia, Norvegia e Danimarca (a volte nel linguaggio comune anche la Finlandia), è ricca di reperti storici e archeologici di popolazioni antichissime, fra cui spiccano per celebrità le popolazioni Vichinghe. Queste lasciarono diverse testimonianze di architetture uniche nel proprio genere, di cui moltissime si sono conservate sino al giorno d’oggi.

Le “case per le barche”, gli edifici religiosi (sia pre sia post cristiani), le fortezze militari e le abitazioni rappresentano, nel loro complesso, un’espressione omogenea dell’architettura medioevale scandinava.

Le Boathhouses erano i ricoveri dove i Vichinghi custodivano le loro barche quando non potevano navigare, specialmente durante la stagione invernale. Gli edifici erano molto lunghi perché le navi vichinghe potevano superare i 25 metri, e venivano costruiti in posizione leggermente arretrata rispetto alla riva del mare, con una parte interrata, mentre le pareti fuori terra erano costituite da assi di legno, con pietre allineate alla base. Ogni ricovero ospitava una sola barca, ma si potevano trovare molte Boathhouses costruite una accanto all’altra.

Una casa di torba

Fotografia di Thomas Ormston condivisa con licenza CC BY SA 2.0 via Flickr:

Edifici militari

Fotografia di Guillaume Baviere condivisa con licenza CC BY-SA 2.0 via Flickr:

Trelleborg è il nome dato a sei fortificazioni, dalla forma rigorosamente circolare, di epoca vichinga. Cinque si trovano in Danimarca, costruite durante il regno di Harold Bluetooth (che morì nel 986), mentre la sesta sorge nella parte meridionale della moderna Svezia. Le fortezze potevano essere circondate da un bastione esterno, che non doveva necessariamente essere ad anello.

Fotografia di Guillaume Baviere condivisa con licenza CC BY-SA 2.0 via Flickr:

Case rituali

Le case rituali erano edifici a carattere religioso, tipici dell’epoca pre-cristiana: semplici costruzioni in legno, che inizialmente non si distinguevano in modo particolare per il loro aspetto, dove venivano esposte le armi dei nemici sconfitti. Con il passare del tempo assunsero connotazioni più complesse, cominciando ad assomigliare a delle chiese: tetti a diversi livelli e l’ingresso ornato da decorazioni. Durante le cerimonie poteva essere sacrificato agli dei un animale, quindi il rituale si svolgeva principalmente all’esterno dell’edificio, che è per questo maggiormente ornato rispetto all’interno.

Le chiese di legno

Stavkirke di Borgund – Norvegia – 12° secolo

Fotografia di Svein Harkestad convidisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Interno della chiesa

Fotografia di Micha L. Rieser via Wikipedia:

Quasi tutte queste chiese medioevali si trovano oggi in Norvegia, dove la popolazione fu forzatamente convertita al cristianesimo. La loro caratteristica principale è costituita dal tetto, composto da diversi livelli, e solitamente arricchito da una torretta posta centralmente nella parte più alta. La parte più bassa dell’edificio era in pietra, mentre tutto il resto era in legno. Quella delle immagini sopra è la “Stavkirke”, il nome originale, di Borgund, in Norvegia, la meglio conservata delle 28 rimanenti in Scandinavia.

Sotto, la Chiesa di Heddal – Norvegia – 13° secolo

Fotografia di Micha L. Rieser condivisa via Wikipedia:

Le abitazioni

Fotografia condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Gli edifici che sorgevano in campagna erano molto simili a capanne di legno, con il tetto coperto di terra, su cui poi veniva fatta crescere l’erba. Queste case rurali erano solitamente divise in due parti: l’Innhus, dove si svolgeva la vita quotidiana delle persone e si immagazzinavano gli alimenti, e l’Uthus, dove si conservavano gli attrezzi agricoli e il foraggio per gli animali.

Fotografia di PIVISO di pubblico dominio condivisa via Flickr:

Le langhús erano le lunghissime case diffuse in tutta la Scandinavia. La dimensione dipendeva molto dalla posizione sociale e dalla ricchezza del proprietario: mentre la larghezza era sempre tra i 5 e i 7 metri, la lunghezza poteva variare dai 15 ai 75 metri. Le langhus erano solitamente costruite in legno, su basamenti in pietra.

Fotografia di Anjali Kiggal condivisa con licenza CC BY-SA 4.0 via Wikipedia:

Le “case di torba” islandesi erano la risposta dell’uomo alle difficili condizioni climatiche del paese, perché garantivano un isolamento migliore rispetto agli edifici costruiti solo in legno o in pietra. La casa di torba aveva una grande base costituita da pietre piatte, sulla quale si costruiva un telaio in legno che doveva sostenere il carico del tappeto erboso.

L’unica parte non rivestita d’erba erba la porta in legno, spesso riccamente decorata, che introduceva ad un grande salone, dove c’era sempre un fuoco acceso. Il camino era posto solitamente ala centro della stanza, per dare luce e calore a tutta la casa.

Interni delle langhús

Fotografia di Jon Olav Eikenes condivisa con licenza CC BY-SA 2.0 via Flickr:

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.