Il Natale si avvicina, e le città di tutto il mondo cristiano (e non) brillano di mille luci, e scintillanti alberi di Natale rallegrano le brevi e fredde giornate di dicembre. Secondo lo scrittore statunitense Washington Irving, l’inverno sarebbe stato un periodo troppo cupo e triste senza i giorni di festa dedicati alla nascita di Gesù. Addobbare l’albero è consuetudine diffusa ormai in ogni città e probabilmente in ogni famiglia, anche se quasi mai nessuno si sofferma a pensare da dove arrivi quest’usanza.

New York – 1955

E’ diffusa l’opinione che la tradizione dell’albero di Natale sia da ricondurre a usanze pagane del nord Europa. In realtà la decorazione degli alberi in occasione di feste religiose era un costume già presente nell’antica Grecia, poi adottato anche dai Romani dell’Impero d’Oriente. Non si trattava ovviamente di un abete: veniva usato un ramo di ulivo o di alloro, chiamato Eiresione (Ειρεσιώνη) addobbato con ghirlande di lana rossa o bianca e con frutti invernali come castagne e noci, oltre che mele e pere.


Veniva preparato due volte l’anno: in primavera per richiedere un tempo clemente, favorevole ai raccolti, e in autunno per ringraziare dei doni che la terra aveva elargito durante l’anno trascorso. I rami così addobbati erano dedicati a divinità come Apollo o Atena, portati di casa in casa da bambini che intonavano canzoni augurali, ricevendo in cambio doni.

Dall’Eiresione all’Albero di Natale

Questa tradizione proseguì anche nella Bisanzio cristianizzata, come forma di ringraziamento a Dio per i suoi doni. L’usanza può essere arrivata nell’Europa nord-occidentale, dove venivano decorate piante tipiche del luogo, come i sempreverdi usati ancora oggi, grazie alle guardie di palazzo di Bisanzio, ovvero il Battaglione Imperiale di cavalleria.

Le guardie, che prendevano parte alle cerimonie ufficiali, e quindi anche a quelle natalizie, provenivano anche da luoghi molto lontani (Scandinavia, Gran Bretagna, Russia, Germania) e professavano anche culti non cristiani: c’erano tra loro ancora dei pagani e in seguito dei musulmani. Forse, qualcuno di loro portò nei paesi d’origine l’usanza di addobbare rami o alberi durante il periodo natalizio. Pare quindi che un’antica tradizione, ritenuta tipicamente occidentale arrivi in realtà dall’est.

New York – 1912 – Il primo albero pubblico della città

E’ più comune l’idea che furono i Celti a dar vita alla tradizione dell’albero addobbato, solitamente un sempreverde, per celebrare il solstizio d’inverno, festeggiato proprio il 25 dicembre, perché da quel giorno c’era una rinascita del sole, ovvero le giornate cominciavano a diventare più lunghe.

Durante il medioevo, sempre nelle regioni del Nord Europa, la notte della vigilia, sui sagrati delle chiese si mettevano in scena i Misteri di Adamo ed Eva: un albero, che con il passare del tempo sarà sempre un abete (per la sua valenza magica di sempreverde), rappresentava l’albero del peccato originale, simbolo della caduta degli uomini. Celebrando la nascita di Gesù, il salvatore dell’intera umanità, rappresentata da Adamo ed Eva, quell’albero diventava simbolo di perdono e di riconciliazione. Inizialmente addobbato solo con mele, con il tempo si arricchì di decorazioni in carta colorata e poi di palline di vetro, che donavano luminosità.

Questa tradizione è rimasta per molto tempo appannaggio quasi esclusivo delle regioni del Nord Europa, perché i paesi cattolici la consideravano un’usanza tipicamente protestante, se non addirittura pagana. In Italia, la prima persona a decorare un albero di Natale fu la Regina Margherita, nella seconda metà dell’800. In Gran Bretagna, l’usanza fu introdotta a metà del 19° secolo dal marito della regina Vittoria, Alberto, nato in Sassonia e quindi cresciuto seguendo la tradizione nordeuropea. Dal Regno Unito l’albero di Natale si diffuse a tutto il mondo anglosassone e quindi anche negli Stati Uniti.

Albero del Rockfeller Center – 2018

Fonte immagine: Rockfeller Center

Oggi, l’albero eretto ogni anno al Rockfeller Center di New York è il simbolo mondiale del Natale, l’attrazione più visitata della Grande Mela nel mese di dicembre. Ma non è sempre stato così.

Nel 1931- in una nazione segnata dalla Grande Depressione – gli operai che lavoravano alla costruzione del Rockfeller Center fecero una colletta per acquistare un albero di Natale, che poi decorarono con ghirlande di carte fatte dai loro stessi familiari, senza nessuna illuminazione. Poi, sotto quell’albero, andarono a riscuotere la loro paga…

New York – 1931


Appena due anni dopo, nel 1933, l’albero del Rockfeller Center era già una tradizione…

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.