Il matematico inglese, astronomo e fisico Isaac Newton nacque nel 1642 e, come direbbero in molti, egli è il padre della gravità. Lo scienziato scoprì la forza di attrazione gravitazionale, secondo la leggenda, quando una mela gli cadde in testa dall’albero della sua casa Woolsthorpe Manor a Grantham, nel Lincolnshire in Inghilterra.

Lo stesso Newton raccontò l’episodio in modo differente, ovvero spiegando che era seduto di fronte alla finestra di casa quando osservò una mela cadere dall’albero, chiedendosi perché cadesse sempre perpendicolare al terreno e non in altre direzioni. L’episodio, ad ogni modo, è probabilmente una leggenda inventata dallo scienziato per mostrare come, partendo dalla semplice osservazione del quotidiano, si possano raggiungere le teorie più complesse.

Il melo di Newton posò le prime radici a terra circa 400 anni orsono, e per molti anni fu visitato da moltissime persone come “l’albero della gravità”. Nel 1820 un fulmine distrusse l’albero, che venne utilizzato per creare oggetti come tabacchiere e piccola bigiotteria. Nonostante la rottura dovuta al fulmine, l’albero ricrebbe con vigore, “rinascendo dalle sue ceneri” e crescendo simile a prima.

Grazie agli studi di dendrocronologia, disciplina che studia l’età degli alberi, si può affermare con certezza che l’età dell’albero sia identica a quella originale, e che quindi le radici siano rimaste uguali all’epoca di Newton. Il Tree Council ha inserito l’albero fra i “50 Great British Trees”, e oggi la pianta viene curata dai giardinieri che si occupano del Woolsthorpe Manor. La casa di Newton è diventata un museo a partire dal 2003, e l’albero è il luogo naturalmente più visitato.

Sotto l’albero su Google Maps:

Il Time Lapse di un anno dell’albero:

Fonte: National Trust

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...