L’aeroporto internazionale Kai Tak di Hong Kong fu operativo dal 1925 al 1998, lo scalo che, per i piloti di aeroplani di tutto il mondo, era il più temibile e pericoloso di tutti. La sua particolarità era quella di trovarsi nel mezzo del centro abitato della metropoli asiatica, e a poca distanza da rilievi collinari che si alzano sino a oltre 600 metri di altezza. La storia dello scalo inizia negli anni ’20, con aeroplani minuscoli rispetto ai giganti odierni, ma fu durante la Seconda Guerra Mondiale che divenne uno scalo importante, ingrandito dagli occupanti giapponesi grazie al lavoro dei prigionieri di guerra.

Sotto, uno scenario che si ripeteva più volte l’ora:

Immagine di pubblico dominio

Fu la famosa “pista 13” a diventare famosa nella storia dell’aviazione, perché l’approccio per l’atterraggio era lungo e complesso, e richiedeva grandi abilità di manovra. Questa venne costruita nel 1958, quando l’urbanizzazione della città di Hong Kong era più ridotta di quella degli anni ’80. L’avvicinamento alla pista avveniva sopra l’abitato di Kowloon, dopo che si era effettuata una virata di 47° a lato di una collina distante appena 3,7 chilometri dalla pista d’atterraggio. Una volta indirizzato l’aeroplano, si transitava sopra milioni di persone con dei Boeing 747, sperando che tutto andasse liscio.

Sotto, l’aeroporto nel 1971:

Immagine di Barbara AnnSpengler condivisa con licenza Creative Commons via Flickr

Nonostante le difficoltà di approccio alla pista, la 13/31 divenne la pista singola più trafficata al mondo, con 36 atterraggi e decolli all’ora

Immagine condivisa via Wikimedia Commons – licenza CC BY 2.0

Negli anni ’80 divenne evidente l’impossibilità di continuare a gestire gli oltre 20 milioni di passeggeri l’anno con un aeroporto sia pericoloso ma sopratutto invadente nel centro della città. Nonostante fosse progettato per massimo 24 milioni di passeggeri annui, nel 1996 si toccò la cifra record di 29,5 milioni di passeggeri. Fortunatamente per i cittadini della città (e delle loro orecchie, martoriate dalle turbine degli aerei) nel 1998 aprì il Chep Lap Kok, lontano dalla zona abitata.

Sotto, un atterraggio a Kai Tak:

Il famosissimo Kai Tak di Hong Kong fu protagonista, inevitabilmente, anche di alcuni incidenti, proprio per la difficoltà delle manovre in seguito al decollo o in preparazione dell’atterraggio. Dei giganti a reazione si ricorda l’ultimo incidente il 4 Novembre del 1993 quando un Boeing 747-400 China Airlines non riuscì a frenare dopo l’atterraggio a causa dei forti venti che ne avevano condizionato l’approccio, e arrivò lungo nel mare della baia. Fortunatamente non vi furono gravi conseguenze. La lista degli incidenti, lunga per esser pubblicata in questo post, si trova nella pagina Wikipedia dedicata.

Sotto, un DC-3 della Cathay Pacific Airways sulla pista, nel 1959:

Due Lockheed L-188A Electra nel 1960:

Un Vickers OA-10 Catalina della Cathay nel 1949:

Le fotografie sono di Cathay Pacific Airways, Swire HK Archive Service

L’aeroporto in basso a destra, al centro della baia di Kowloon:

Immagine di Matt@PEK condivisa con licenza Creative Commons via Flickr

Sotto, la fotografia del giorno seguente la chiusura dell’aeroporto, si notano tutte le piazzole completamente deserte:

Immagine condivisa via Wikimedia Commons

Chiuso da quasi vent’anni, nel 2013 una parte del Kai Tak è stato convertito in uno scalo per navi da crociera con il nome di Kai Tak Cruise Terminal, di cui si vede un’immagine sotto:

Fotografia di Ceeseven condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Una buona parte dell’area un tempo occupata dallo scalo è ancora in fase di riconversione, come visibile da un’immagine del 2017:

Fotografia di Wpcpey condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...