L’Atlante Klencke è l’atlante antico più grande del mondo. Realizzato nel 1660, è alto 1,75 metri, largo 1,9 metri ed è così pesante che sono necessarie sei persone per trasportarlo. Fra le sue pagine si trovano 37 mappe disegnate su 39 fogli di carta. Le mappe contenute nel libro non sono solo gigantesche, ma sono anche adatte ad essere rimosse per essere affisse su una parete.

Le mappe comprendono tutti gli stati europei e parte dei continenti allora conosciuti, rappresentando la conoscenza del globo in quel determinato periodo storico. L’autore accreditato è il principe olandese John Maurice di Nassau, e contiene incisioni di artisti come Blaeu, Hondius e altri.

Fu presentato da un consorzio di mercanti olandesi, guidati dal professor Johannes Klencke, al Re Carlo II d’Inghilterra per celebrare la sua ascesa effettiva al trono dopo la parentesi di 11 anni della Repubblica Inglese di Oliver Cromwell.

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Nel 1828 il re Giorgio III regalò l’atlante Klencke alla British Library come parte di una cessione enorme di mappe e atlanti dall’archivio reale. Nel 1950 il libro fu riaperto e restaurato, e oggi si trova nella British Library di Londra. Durante il 1998 fu esposto presso la hall dell’ingresso alla sala delle Mappe, mentre nel mese di aprile 2010 fu esposto per la prima volta dopo 350 anni con le pagine aperte durante una mostra presso la biblioteca inglese.

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Fino al 2012 il Klencke Atlas è stato ampiamente considerato come il più grande atlante del mondo, un record che ricoprì probabilmente dal momento della sua creazione. Nel Febbraio 2012 l’editore australiano Gordon Cheers ha pubblicato un nuovo atlante chiamato “Earth Platinum” che è più grande di circa 30 centimetri rispetto al predecessore del 1660 e che lo rende, con ogni probabilità, il nuovo atlante più grande al mondo.

Le 31 copie del libro sono state vendute a un prezzo di 100.000 dollari ciascuna

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Nonostante il record appartenga senza dubbio al nuovo atlante, il fascino di un libro fotografico è imparagonabile a quello di un volume realizzato interamente a mano quasi 4 secoli orsono…

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...