Klara Pölzl nacque il 12 agosto 1860 nel villaggio di Weitra, nell’allora Impero Austriaco. Klara ancora non lo sapeva, ma era destinata a diventare la madre di uno dittatori più brutali della storia:

Adolf Hitler

Suo padre si chiamava Johann Baptist Pölzl e sua madre Johanna Hiedler. Quando Klara divenne adolescente lavorò come domestica per Alois Hitler, suo cugino di secondo grado. Vista la giovane età, e visti i 23 anni in più di Alois, Klara non gli si rivolgeva come a un cugino ma come a uno “zio”, appellativo che utilizzava quotidianamente.

Sotto, Alois Hitler:

La vita fra le mura casalinghe non doveva esser priva di incontri e incroci amorosi, poco graditi all’amante di Alois Hitler, Franziska Matzelsberger, che nel 1880 fece allontanare Klara dalla casa. Franziska era stata la causa del divorzio di Alois da Anna Glassl, la prima moglie dell’uomo, e ne divenne moglie nel 1882, un anno dopo la nascita di Alois Jr. Pochissimo tempo dopo, attorno alla fine del 1883, accadde l’inaspettato: la ventitreenne Franziska si ammalò, e Klara fu richiamata a tornare al servizio degli Hitler.

In breve tempo rimase incinta

Nel 1884, alla morte di Franziska, come prevedibile Alois decise di sposare Klara, che però le era cugina di secondo grado. Convinti del terzo matrimonio, i futuri coniugi chiesero prima il permesso alla chiesa locale, di Linz, la quale lo negò, e fu solo per la dispensa vaticana che Klara riuscì a diventare la “Signora Hitler”.

Klara rimase incinta sei volte, ma la sua vita da madre fu costellata di lutti

Il primo a nascere fu Gustav, che morì a due anni e sette mesi, poi venne Ida, che morì a un anno e quattro mesi, e in seguito Otto, che perì dopo tre giorni di vita. Tutti i piccoli rimasero uccisi nel giro di brevissimo tempo in seguito alla contrazione della difterite.

Un anno dopo la morte di Otto, il 20 Aprile 1889, nacque Adolf

Dopo di lui nacque un altro bambino, Edmund, morto in seguito a causa della rosolia, e nel 1896 Paula, l’unica sorella naturale di Adolf.

Nonostante la mortalità infantile fosse una piaga assai comune durante l’800, è facile immaginare Klara come decisamente provata dai lutti che le occorsero. Alcuni psicologi sostengono che il primo anno di relazione fra il bambino e la madre è fondamentale per prevederne lo sviluppo della personalità, con il bambino che assorbe le emozioni della madre a livello inconscio.

Klara, sopraffatta dall’ansia e dalla paura della morte degli altri figli, trasmise forse i propri sentimenti al piccolo Adolf, emozioni in grado di infliggere un duro colpo alla psiche di un bambino.

Per comprendere la strana situazione familiare, è bene specificare che Klara continuò probabilmente a chiamare Alois “Zio”, e fece da madre acquisita a Alois Jr. (1882-1956) e Angela Franziska Johanna (1883-1949), fratelli per parte di padre di Paula e Adolf.

Sotto, Klara Hitler:

Durante il periodo della crescita, Adolf fu sottoposto a frequenti pressioni e umiliazioni da parte del padre, che secondo alcune fonti lo picchiava senza ritegno, un comportamento che si acuì dopo che il fratellastro Alois Jr scappò di casa, esasperato dal dispotico atteggiamento del padre.

Sotto, Alois Hitler, che indossava sempre la sua uniforme e insisteva per essere chiamato “Herr Oberoffizial Hitler”:

Le ambizioni di Alois Hitler per il figlio erano tutte volte al mantenimento della sua carica pubblica come funzionario doganale. Egli avrebbe voluto che Adolf proseguisse la sua carriera, e quindi lo spinse nelle scuole adatte allo scopo. In tutta risposta il futuro dittatore smise di studiare volontariamente, ottenendo pessimi risultati scolastici.

La mattina del 3 Gennaio 1903 Alois Hitler morì inaspettatamente, liberando la famiglia da un fardello insostenibile

Poco dopo, Klara, Paula e Adolf si trasferirono a vivere nella città di Linz, in Austria, grazie alla rendita che il padre aveva lasciato alla donna. Nonostante la morte del padre, Adolf Hitler peggiorò ulteriormente a scuola, e nel 1905 la madre gli permise di interrompere gli studi. Il ragazzo trascorreva il proprio tempo impegnato nella lettura dei libri, nel disegno e nello studio delle belle arti. In conseguenza alle inclinazioni artistiche del figlio, Klara sostenne Adolf nella sua decisione di trasferirsi a Vienna, dove sperava di diventare un artista.

Nel 1907, Klara subì una difficile operazione di asportazione del cancro al seno. Nonostante la madre fosse degente, l’aspirante artista andò egualmente a Vienna per sostenere l’ammissione all’Accademia delle Belle Arti, dove però non riuscì a entrare.

Adolf Hitler in gioventù:

Dopo il fallimento tornò a casa, a Linz, per prendersi cura della madre morente. Klara lottò contro la malattia, ma a inizio ‘900 il cancro era ancora un male praticamente incurabile. L’uso della chemioterapia sperimentale le paralizzò la gola e le fece patire sofferenze inimmaginabili, oltre alla perdita della capacità di deglutire.

Il trattamento medico fu inutile, Klara Pölzl Hilter morì il 21 Dicembre 1907

La donna fu sepolta accanto al marito a Leonding, vicino a Linz.

Sotto, la tomba dei coniugi Hitler demolita nel 2012:

Adolf Hitler, affezionatissimo alla madre, rimase devastato dalla morte di quest’ultima. Il medico di Klara, Eduard Bloch, ricordò: “Non ho mai visto nessuno così prostrato dal dolore per la perdita della madre come Adolf Hitler“.

Nella Bibbia del Nazismo, il Mein Kampf, Hitler scrisse che la morte di sua madre fu un “terribile colpo”

Il dottor Bloch era un ebreo, ma in segno di gratitudine per essersi preso cura di Klara, Hitler permise a lui e alla famiglia di emigrare dall’Austria negli Stati Uniti. Per capire la gratitudine che doveva provare il dittatore, la fuga della famiglia Bloch risale al 1940, un momento in cui ormai pochissimi riuscivano a lasciare il paese.

In seguito alla proclamazione come Führer, Hitler decretò il compleanno di Klara, il 12 agosto, come il “giorno d’onore della madre tedesca“. Il ritratto della donna venne appeso nello studio privato, e la sua fotografia era sempre nel taschino della giacca dell’uomo. Il 30 aprile 1945, quando Hitler si suicidò nel Bunker di Berlino, la foto di Klara era accanto a lui.

Categorie: Storia

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...