Quella di Katherine Smith, detta Kittie, era una famiglia davvero molto povera, dove spesso mancavano il cibo e i vestiti per coprirsi a sufficienza, nella fredda città di Chicago, in quegli anni di fine ‘800.

Kittie era nata il 29 ottobre del 1882, forte e sana, così come i suoi due fratelli più grandi e la sorella minore. Le difficili condizioni della famiglia attirarono l’attenzione di un ente di beneficienza, il Chicago Fresh Air Fund, che mandò la bambina a trascorrere due settimane “di vacanza” presso una famiglia di Columbia City, nell’Indiana, nell’agosto del 1891. Quelli furono, probabilmente, gli ultimi giorni spensierati della bambina, perché nell’ottobre dello stesso anno morì la madre, e lei, a soli nove anni, si ritrovò a doversi occupare della casa e dei fratelli.

Kittie è la bimba in piedi, ritratta a Columbia City


L’unico adulto, il padre, non era certo una presenza rassicurante, violento e alcolizzato com’era.

Mentre tutte le famiglie del paese festeggiavano il Giorno del Ringraziamento, nel novembre 1891, Kittie era sola in casa con il padre. Su quello che accadde in quel maledetto pomeriggio esistono due versioni differenti: quella data dalla bambina e da suo padre, e quella ritenuta vera dal tribunale, che dovette comunque assolvere l’uomo per mancanza di prove.

Kittie disse che quel pomeriggio aveva bevuto, senza sapere che si trattasse di whiskey, da una bottiglia lasciata in giro dal padre. L’alcool fece immediatamente effetto, lasciandola stordita e debole. Fu allora che il padre le ordinò di aggiungere della legna nel fuoco della cucina. Dopo avere alzato i coperchi, Kittie, forse per effetto del calore combinato con quello del liquore, cadde come svenuta sulla stufa aperta, bruciandosi completamente le braccia, che le furono poi amputate all’altezza delle ascelle.


La verità però è probabilmente molto più tragica: il padre, ubriaco come sempre, ordinò alla bambina di cucinargli la cena. Forse Kittie non fu sufficientemente lesta ad obbedire, o forse osò rifiutare, ma in ogni caso, la reazione dell’uomo fu terribile:

le tenne entrambe le braccia sulla stufa fino a bruciargliele completamente

I vicini dissero di aver udito la bambina urlare, testimonianza che fece intervenire la Humane Society of Illinois. William Smith fu arrestato, ma il processo si concluse con un’assoluzione per mancanza di prove, anche se gli fu comunque tolta la patria potestà.  La bambina, dopo aver trascorso molti mesi in ospedale, andò a vivere in un istituto per bambini con handicap, dove imparò a usare i piedi al posto della mani, per scrivere, disegnare, e addirittura usare una sega per tagliare il legno.

Uno dei dottori che la seguiva, Frank M. Gregg, riuscì a creare un fondo per la sua istruzione, che le consentì anche di frequentare la scuola pubblica, ma raggiunti i 21 anni i soldi erano ormai finiti e Kittie non aveva più diritto a contributi da parte dello stato. Senza nessun aiuto da parte della famiglia (la sorella era stata adottata già prima dell’incidente, i fratelli erano lavoratori a bassissimo reddito e il padre era ormai morto), la “meravigliosa ragazza senza braccia” non si perse d’animo.


Nel giro di un anno, tra il 1905 e il 1906, Kittie riuscì ad accumulare uno cifra per l’epoca spropositata, grazie a un opuscolo spedito per posta, dove raccontava la storia della sua vita e illustrava ciò che riusciva a fare con i piedi. Chi voleva sostenerla, inviava un quarto di dollaro:

Tutti insieme arrivarono a formare un capitale di 35.000 dollari

La donna fondò la Kittie Smith Company, dove lavoravano un contabile e uno stenografo, con lo scopo di aiutare i bambini con disabilità.

Disegno di Kittie Smith


Nel 1913 Kittie fece notizia per essere la prima donna di Chicago a votare (usando i piedi), grazie alla nuova legge sul suffragio femminile nello stato dell’Illinois.

Ricami eseguiti da Kittie Smith

Poi, negli anni ’30, dopo essere stata derubata dal suo contabile, la donna iniziò a esibirsi come “Armless Wonder” (meraviglia senza braccia) nei circhi di Barnum & Bailey e Ringling Bros. Dopo qualche anno si ritirò, e dal quel momento si sono perse le sue tracce: nessuno conosce la data della sua morte e nemmeno dove riposa il suo corpo. Ci piace immaginare che abbia condotto una vita tranquilla, impegnata a fare quello che le piaceva:

Ricamare, disegnare, scrivere, suonare il pianoforte naturalmente usando i piedi…

Tutte le immagini sono di pubblico dominio.

Annalisa Lo Monaco
Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.