Al centro della capitale svizzera Berna, in piazza Kornhausplatz, sopra una fontana svetta una statua macabra e inquietante. Il soggetto è un orco mangia-bambini che sta divorando un neonato e ne avvinghia altri quattro attorno al suo corpo, una scena da film horror di singolare crudezza la cui genesi è tutt’altro che chiara.

Fotografia di Mike Lehmann condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Costruita nel 1546 dallo scultore Hans Gieng per rimpiazzare un’antica fontana in legno, le figure rappresentate sono caratterizzate da un acceso simbolismo religioso. L’orco è seduto sopra un capitello corinzio adornato con delle teste di caprone, simbolo di Satana, mentre i suoi abiti sono tradizionali dell’epoca, con una casacca tenuta stretta da una cintura.

L’ipotesi dell’Accusa di Sangue

Il cappello è a punta, come uno Judenhut, e richiama quello che era tipico della tradizione ebraica del periodo. Questo tipo di copricapi erano indossati dagli ebrei su richiesta di diverse autorità cittadine ed erano di colore giallo, che era il colore che contraddistingueva gli abiti degli ebrei.

E proprio la “pista” ebraica è quella che consente di azzardare l’ipotesi più probabile riguardo il simbolismo della statua. Essa raffigurerebbe quella che viene definita “Accusa del sangue”, una denuncia antisemita che voleva dei gruppi di ebrei intenti a bere il sangue di bambini e fare sacrifici umani a Moloch, divinità del sacrificio.

Fotografia di Mike Lehmann condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

L’ipotesi è supportata non solo dall’abbigliamento dell’orco ma anche dal colore dei suoi abiti. Se oggi questi sono variopinti e caratterizzati dal rosso e dal verde a causa di diversi restauri nel corso dei secoli, in passato erano colorati di giallo, il tipico colore con cui vestivano gli ebrei.

L’orco di Kornhausplatz rappresenterebbe forse il sacrificio del piccolo Rodolfo di Berna, martire della chiesa cattolica, che (secondo la tradizione) venne ucciso dalla comunità ebraica della città (una storia simile al martirio di Simonino di Trento).

L’ipotesi Crono

Un’altra teoria è che la statua potrebbe rappresentare Crono, un titano della mitologia greca che era il padre dei primi dei olimpi. Crono, terrorizzato dal rischio che i suoi figli si impadronissero del suo potere mangiava tutti i neonati che concepiva Rea, sua moglie. Fu solo Zeus che riuscì a fuggire al suo “appetito”, grazie a uno stratagemma della madre Rea, e che rovesciò infine il potere paterno, liberando anche i fratelli divorati dal Titano. Durante l’epoca medievale Crono era una divinità popolare, e ispirò numerose opere d’arte di ogni genere.

Il Fratello invidioso

Un’ulteriore ipotesi vede il Kindlifresserbrunnen raffigurante il fratello maggiore di Berthold V di Zähringen, fondatore di Berna nel 1191. Il fratello più grande era accusato di pazzia a causa dell’invidia nei confronti di Berthold V, e secondo il mito la follia lo portò a sequestrare i bambini della città. L’ipotesi è suffragata dall’altra fontana presente in città che raffigura proprio Berthold V, di cui la scultura dell’orco rappresenterebbe l’antitesi per eccellenza.

Fotografia di Mike Lehmann condivisa con licenza Creative Commons via Wikipedia:

Sia come sia, oggi la fontana è meta di turisti e curiosi, che possono osservare un intricato enigma nel cuore della capitale svizzera.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...