Kathleen “Kick” Cavendish: la figlia ribelle e dimenticata della famiglia Kennedy

Una ragazza appena diciottenne viene invitata da un’amica a trascorrere un fine settimana in una casa di campagna poco fuori Londra. Una sera, poco prima di una cena di gala, la ragazza scopre che qualcuno le ha giocato un tiro mancino: tutte le scarpe che ha portato con sé mancano del loro esemplare sinistro.

Anziché avvisare la sua amica – la colpevole dello scherzo – e chiederle di aiutarla a ritrovare le sue calzature o di prestargliene un paio, la protagonista di questa breve storia non si fa spaventare dagli sguardi di disapprovazione e dalle risatine degli altri invitati, e decide comunque di presentarsi a cena indossando due scarpe spaiate – una bianca e una nera.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

Era il 1938, e questa ragazza era Kathleen Kennedy, sorella del Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy e del senatore Robert Kennedy, e futura marchesa di Hartington.

“Kick”

Kathleen era la quarta figlia e la seconda femmina di Joseph Patrick Kennedy Sr. e di sua moglie Rose Fitzgerald. Prima di lei erano nati i fratelli Joseph Jr. – detto Joe – e John, e la sorella Rosemary; altri cinque bambini sarebbero venuti alla luce negli anni successivi.

La famiglia Kennedy nel 1931 – Kathleen è la seconda da destra, in prima fila

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Quando Kathleen nacque, il 20 febbraio del 1920, suo padre Joseph aveva già iniziato a muovere i passi nel mondo degli affari che lo porteranno, pochi anni più tardi, ad accumulare la grande fortuna che gli permetterà non solo di condurre una vita benestante, ma anche di dedicarsi alla politica.

Joseph Kennedy amava definire i suoi figli come “anatroccoli che sarebbero diventati dei cigni”, e aveva programmato per i quattro maschi – Joe, John, Robert ed Edward – una carriera nel mondo della politica. Nonostante l’essere nata femmina l’escludesse dalla gran parte del futuro dei suoi fratelli, Kathleen s’interessò sin da bambina alla politica, di cui discuteva animatamente in famiglia, condividendo gli ideali e la linea d’azione del Partito Democratico.

Kathleen era molto legata ai fratelli maggiori Joe e John – soprannominato “Jack” in famiglia – e nel corso della sua infanzia e prima adolescenza formò un affettuoso e forte legame con il padre, il quale la definiva come “la più speciale” tra i suoi figli.

Tuttavia, se Joseph Kennedy aveva dei progetti ambiziosi per i figli maschi, non ne aveva di simili per le cinque figlie, che invece sarebbero state istruite per poter frequentare al meglio gli ambienti dell’alta società, contrarre dei buoni matrimoni e supportare la carriera dei fratelli.

Pur restando sempre molto legata al padre, Kathleen e la sua educazione furono affidate, insieme alle sorelle, quasi completamente alla madre, Rose Fitzgerald Kennedy, la quale iscrisse la quartogenita presso la Riverdale Country School, una prestigiosa scuola privata di New York.

Molto somigliante al fratello John Fitzgerald, Kathleen aveva un carattere vivace e allegro, che riusciva a calamitare l’attenzione di tutti coloro che la circondavano. Descritta come “un maschiaccio”, la ragazza amava molto lo sport, in particolare il football e il tennis, e preferiva trascorrere il tempo con i fratelli maggiori e con i loro amici maschi, piuttosto che con le sorelle o con altre ragazze del suo ceto sociale.

Essere un membro della famiglia Kennedy permetteva a Kathleen l’accesso a un ambiente altolocato fatto di cene di gala, balli e serate a teatro e all’opera. Ben presto, nell’ampia cerchia di conoscenze dei Kennedy, Kathleen si fece notare per il suo carattere spiritoso, per la tendenza a fare battute – anche piuttosto pesanti in presenza di sconosciuti – e per il suo anticonformismo, i suoi comportamenti liberi e giocosi, come togliersi le scarpe durante eventi pubblici o lanciare pezzi di pane durante cene ufficiali in modo da scatenare battaglie a colpi di cibo.

L’esuberanza e l’allegria di Kathleen le fecero guadagnare, in famiglia e tra gli amici, il soprannome di “Kick”, una parola dello slang inglese che significa “divertimento”.

Rose Kennedy

Kathleen era molto amata e benvoluta sia in famiglia sia tra la cerchia dei suoi amici, ma il suo carattere libero ed esuberante crearono ben presto delle crepe nel rapporto con sua madre, Rose.

Rose Kennedy nel 1967

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Rose Kennedy proveniva da un’influente famiglia di Boston, e aveva sposato il marito Joseph dopo ben sette anni di corteggiamento, per poi dedicarsi esclusivamente a opere di filantropia e, soprattutto, alla crescita e all’educazione dei nove figli.

Il suo matrimonio si era tuttavia rivelato poco felice, a causa delle numerose relazioni extraconiugali del marito. La tensione fra lei e Joseph Kennedy aveva raggiunto un apparente punto di rottura proprio mentre Rose era incinta di Kathleen: in questo periodo, infatti, venuta a conoscenza dell’ennesima tresca del marito, Rose era tornata temporaneamente a vivere con i suoi genitori.

La riconciliazione con Joseph era stata tuttavia forzata, poiché Rose si era sentita quasi costretta a tornare da lui dopo che il padre le aveva fatto intendere che non avrebbe tollerato un suo eventuale divorzio.

La vita coniugale di Rose aveva continuato a essere comunque infelice, poiché i tradimenti di Joseph non cessarono e spinsero la moglie ad annegare la sofferenza nel regolare uso di sedativi.

Rose e Joseph Kennedy nel 1940

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I rapporti di Rose con sua figlia Kathleen furono molto tesi sin dai primi anni di vita della bambina, forse a causa del ricordo doloroso a cui era legato il periodo della sua gravidanza e della sua nascita.

Inoltre Rose, una fervente cattolica, mal tollerava la spensieratezza e il comportamento libertino di Kathleen e la sua tendenza a esprimere sempre la sua opinione e il suo pensiero. Un atteggiamento, a suo dire, estremamente sconveniente per una Kennedy, e che avrebbe potuto compromettere il buon nome della famiglia.

A preoccupare Rose era inoltre la grande attenzione che Kathleen attirava da parte di numerosi uomini, e la tendenza della ragazza ad accettare appuntamenti da parte degli amici dei suoi fratelli senza prima chiedere il permesso ai genitori.

Rose pensò che il miglior modo di disciplinare sua figlia fosse impartirle una rigida educazione cristiana, e la costrinse a lasciare la Riverdale Country School per iscriverla presso il Convento del Sacro Cuore di Norton, un collegio cattolico. In seguito, forse per allontanarla delle frequentazioni maschili che giudicava compromettenti, Rose fece trasferire la figlia in un’altra scuola cattolica a Neuilly, in Francia.

“Un girasole in mezzo a rose inglesi”

Kathleen non si fece spaventare dalla rigida disciplina del collegio, e continuò a essere la ragazza spensierata e gioiosa che era sempre stata. La possibilità di lasciare la scuola e riunirsi alla famiglia si presentò quando compì diciotto anni, nel 1938, nel momento in cui il Presidente Franklin D. Roosevelt nominò Joseph Kennedy Ambasciatore degli Stati Uniti in Gran Bretagna.

Joseph si trasferì con la moglie e i figli in Inghilterra, dove i Kennedy furono inizialmente trattati dalla stampa britannica come una sorta di famiglia reale americana. Kathleen, vestita con un abito bianco e argento firmato da Lucien Lelong, venne presentata a corte insieme alla madre e alle sorelle, marcando così ufficialmente il suo debutto in società.

Dopo la sua partecipazione al Queen Charlotte’s Ball, un’importante rivista inglese, il Queen, predisse che Kathleen Kennedy sarebbe stata “la star della Stagione” inglese, previsione che non si rivelò errata.

Kathleen Kennedy nel 1944

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A Londra, Kick iniziò a frequentare una scuola femminile, il Queen’s College, dove strinse in breve tempo numerose amicizie con ragazzi e ragazze inglesi. In particolare, Kathleen fece la conoscenza di Deborah Mitford, sua coetanea e appartenente alla ricca e nobile famiglia Mitford.

Pur essendo meno bella delle sorelle Rosemary, Eunice, Patricia e Jean, Kathleen suscitava facilmente la simpatia di chi le stava intorno per la sua natura allegra e anticonformista, che le procurò la fama di ribelle. In Inghilterra Kick trascorreva molto tempo all’aria aperta, giocando a tennis, andando in bicicletta o a cavallo, e dimostrava un atteggiamento scherzoso e a tratti dissacrante nei confronti delle regole dell’etichetta e della nobiltà inglese.

La fama di Kathleen divenne rapidamente superiore a quella di suo padre. I giornali la definirono “un girasole in mezzo a rose inglesi”, e Kick veniva molto apprezzata non solo per la sua allegria e il suo carattere ribelle, ma anche per i suoi atti di gentilezza – come il regalare dei biscotti fatti in casa ai pazienti dell’Ospedale per Bambini di Great Ormond Street – e per il genuino amore che la ragazza nutriva per l’Inghilterra e le sue tradizioni.

William Cavendish

D’altra parte, dopo meno di due anni Joseph Kennedy e il suo operato avevano iniziato a diventare invisi alla popolazione britannica. Kennedy appoggiava la linea politica di Neville Chamberlain, e anche quando Winston Churchill divenne Primo Ministro continuò a sostenere la possibilità di un compromesso tra il Regno Unito e la Germania nazista. Kennedy tentò persino di combinare un incontro diplomatico segreto con Hitler – forse nella speranza di proteggere gli Stati Uniti dagli attacchi tedeschi –, senza successo.

Quando nel 1940 i bombardamenti nazisti su Londra e il Regno Unito ebbero inizio, Joseph Kennedy – la cui reputazione rovinata agli occhi degli inglesi aveva decretato il fallimento del suo incarico di ambasciatore – decise di lasciare l’Inghilterra, che considerava ormai perduta contro la dittatura tedesca e di tornare in America con la famiglia.

Questa decisione fu devastante per Kathleen, poiché avrebbe significato non solo lasciare l’Inghilterra – un Paese che aveva imparato ad amare tanto da considerarlo come una seconda patria – ma anche anche separarsi dall’uomo di cui si era innamorata.

Poco tempo prima, Deborah Mitford aveva invitato l’amica a trascorrere con lei una breve vacanza presso la residenza di Chatsworth, nel Derbyshire. Chatsworth era la dimora ufficiale dei Duchi del Devonshire, e Deborah vi era stata a sua volta invitata dal fidanzato, Andrew Cavendish, figlio minore del duca.

A Chatsworth, Kathleen aveva fatto la conoscenza del fratello maggiore di Andrew, ed erede al titolo di duca, William.

William Cavendish

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All’apparenza, Kick e William non avrebbero potuto essere più diversi: quanto lei era estroversa ed esuberante, tanto lui era timido, silenzioso e riservato. Tuttavia, nonostante le differenze caratteriali, i due si innamorarono in breve tempo, ma non tutti erano entusiasti all’idea di un possibile matrimonio.

William Cavendish era stato educato secondo i precetti della Chiesa Anglicana, mentre la famiglia Kennedy seguiva con fervore i precetti cattolici. Il padre di William, il duca Edward Cavendish, era uno dei più accaniti detrattori della Chiesa Cattolica e dei suoi seguaci, e definiva spesso le ragazze cattoliche come “una minaccia”.

Tuttavia, se anche una conversione di Kathleen alla Chiesa Anglicana avrebbe potuto rabbonire il Duca del Devonshire, l’amore fra Kick e William incontrò una più ferma e feroce opposizione da parte di Rose Kennedy.

La madre di Kathleen dichiarò che non avrebbe in alcun modo tollerato che sua figlia si unisse in matrimonio con un uomo di fede protestante: secondo il suo pensiero, questo avrebbe compromesso la reputazione della famiglia e la carriera dei figli maschi, e un’eventuale cerimonia civile o un allontanamento di Kick dalla Chiesa Cattolica sarebbero stati alla stregua di un peccato mortale.

Kathleen trovò degli alleati nei suoi fratelli preferiti, Joe e John, ma a nulla valsero le sue proteste e le preghiere affinché suo padre le permettesse di rimanere in Inghilterra: nel 1940, i Kennedy fecero ritorno negli Stati Uniti.

La Seconda Guerra Mondiale

Kathleen fu devastata dalla partenza e dalla separazione da William, anche in virtù del fatto che lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale sembrava rendere impossibile il suo ritorno in Inghilterra.

Kick iniziò a frequentare di malavoglia la Finch School di New York, studiando economia e commercio, ma lo scarso interesse negli studi e la nostalgia che provava nei confronti di William e del Regno Unito non fecero altro che aprire ancora di più la ferita che si era creata nel rapporto con i suoi famigliari.

Kathleen ormai tollerava a malapena il padre e le sue continue scappatelle, mentre la tensione fra lei e sua madre andava crescendo ogni giorno di più, sfociando in furiosi litigi o in lunghi silenzi. Kick si sentì anche abbandonata dai fratelli e dalle sorelle, a eccezione di Joe, il quale sembrava essere l’unica persona rimasta a sostenerla.

Kathleen iniziò a lavorare come volontaria per la Croce Rossa Americana e interruppe gli studi universitari. Per mantenersi iniziò a scrivere dei brevi trafiletti per il Washington Times-Herald in cui recensiva film e spettacoli teatrali, e nel frattempo impiegò tutte le sue forze per trovare il modo di tornare in Inghilterra.

L’occasione le si presentò quando la Croce Rossa Britannica pubblicò un annuncio in cui ricercava delle volontarie da arruolare nelle sue fila sul suolo inglese. Kathleen si procurò i documenti necessari e, nel 1943, contro il parere della famiglia, fece ritorno a Londra.

Nonostante la poca simpatia che la popolazione britannica provava nei confronti dell’operato di Joseph Kennedy, Kathleen fu accolta con piacere in Inghilterra, dove iniziò a lavorare per la Croce Rossa come programmato. Il suo zelo e il suo impegno aumentarono la sua popolarità, tanto che una sua fotografia – in cui Kathleen appariva sorridente, vestita con la sua uniforme mentre si recava al lavoro in bicicletta – apparve sul Daily Mail nell’agosto del 1943.

Kick divenne nota come “la ragazza in bicicletta”, e la sua fotografia divenne il simbolo della cooperazione degli Alleati.

Il matrimonio

Kathleen e William Cavendish non avevano mai smesso di tenersi in contatto epistolare, e il giorno stesso del suo arrivo a Londra, la ragazza incontrò William al Mayfair Hotel. I pettegolezzi sul loro imminente matrimonio cominciarono subito a circolare, ma Kick e William dovevano ancora abbattere i pregiudizi delle rispettive famiglie.

Kathleen era molto legata alla fede cattolica in cui era stata cresciuta, e non aveva intenzione di convertirsi alla Chiesa Anglicana. Riuscì a vincere le resistenze del futuro suocero grazie a un compromesso: il matrimonio fra lei e William si sarebbe svolto secondo rito civile, e i loro eventuali figli sarebbero stati educati secondo i precetti protestanti.

Se questa proposta riuscì a convincere Edward Cavendish, ciò non avvenne per la famiglia Kennedy. Rose ostacolò ferocemente il matrimonio di quella sua figlia ribelle, che giudicava immorale e degno della dannazione eterna, e si adoperò con ogni mezzo per impedire le nozze e riportare Kick negli Stati Uniti.

Kathleen non diede ascolto alle proteste di sua madre, e il 6 maggio 1944 convolò a nozze con William Cavendish, con rito civile. Kick acquistò così il titolo di lady Hartington e di futura duchessa del Devonshire, nonché erede della residenza di Chatsworth.

Kathleen il giorno del suo matrimonio – Alle sue spalle il fratello Joe

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Rose Kennedy e suo marito Joseph si rifiutarono di prendere parte alla cerimonia insieme ai figli più piccoli. L’unico familiare di Kick a presenziare alle nozze fu suo fratello Joe, che stava prestando il servizio militare nel Regno Unito.

I due sposi poterono trascorrere solo quattro settimane insieme, dopodiché William Cavendish venne chiamato al fronte e trasferito in Belgio. Il 12 agosto 1944, Joe Kennedy cadde in combattimento.

Distrutta per la morte del fratello, poco dopo Kathleen dovette affrontare un altro lutto: a soli quattro mesi dal matrimonio suo marito William venne ucciso sul fronte belga all’età di ventisei anni, il 9 settembre 1944.

La morte

Kathleen fece brevemente ritorno negli Stati Uniti per presenziare ai funerali del fratello, ma i rapporti con la sua famiglia erano inevitabilmente compromessi. Kick sembrò recidere ogni forma di contatto quando decise di non restare in America, ma di tornare a vivere in Inghilterra con i suoceri e i parenti del marito.

Con la morte di William, Kathleen – vedova e senza figli – si ritrovò spogliata del titolo di futura duchessa ed erede della residenza di Chatsworth. Questi privilegi erano infatti passati alla sua amica Deborah Mitford, che nel frattempo aveva sposato Andrew, fratello minore ed erede di William.

Kick si trovò così a dover ritrovare una propria identità e a riprendersi dalle ferite emotive che la perdita del fratello e, soprattutto, del marito, le aveva lasciato.

Trattata con affetto e benvoluta dai suoceri e dal cognato, e sempre sostenuta da Deborah, dopo la guerra Kick sembrò essersi ripresa dal lutto per la morte di William e riuscì a recuperare un rapporto amichevole con suo padre Joseph.

Nel 1946, Kathleen conobbe il conte Peter Fitzwilliam, di dieci anni più vecchio di lei.

Peter era di fede protestante come il defunto William, e quando incontrò Kathleen era sposato con una figlia. Al fine di poter sposare Kick, Peter avviò le pratiche di divorzio dalla moglie, ma ancora una volta il matrimonio venne fermamente ostacolato da Rose Kennedy.

Questa volta il motivo di sconforto per Rose non era solo la fede protestante di Peter, ma anche la relazione della figlia con un uomo sposato e in procinto di divorziare. Ciò avrebbe rappresentato non solo un’infrazione ai precetti cattolici, ma – secondo i timori di Rose – anche una cattiva influenza sulla carriera politica che il figlio, John Fitzgerald Kennedy, aveva da poco intrapreso.

Forse provata dalla guerra, dalla lontananza e dai lutti, questa volta Kathleen cercò di ottenere la benedizione alle nozze dal padre. Sapendo che papà, Joseph, si trovava in Francia, il 13 maggio 1948 Kick salì insieme a Peter Fitzwilliam su un volo diretto a Parigi, dove sperava di poter incontrare il genitore.

Tuttavia, Kathleen non arrivò mai a Parigi:

Circa un’ora dopo il decollo, l’aereo si trovò in mezzo a una forte tempesta e precipitò

Kathleen Kennedy morì nello schianto all’età di ventotto anni.

La famiglia Kennedy scelse di tenere nascosti i dettagli della morte di Kick per proteggere il buon nome familiare e la carriera dei figli, che rischiavano di essere intaccati se si fosse saputo che la giovane donna si trovava in compagnia di Peter Fitzwilliam – anch’egli rimasto ucciso nell’incidente – un uomo a tutti gli effetti ancora sposato.

Deborah Mitford e la famiglia Cavendish si occuparono personalmente di trasferire le spoglie di Kathleen in Inghilterra e di organizzare le esequie. Joseph fu l’unico membro della famiglia Kennedy a partecipare ai funerali. Rose rifiutò di prendere parte alla cerimonia, decidendo invece di presentarsi all’appuntamento con il suo medico per alcuni esami di routine.

Quando le fu chiesto di commentare le circostanze della morte di sua figlia, Rose disse che la tragedia era un segno che “Dio che aveva puntato il dito” contro i peccati e la condotta immorale di Kick.

Kathleen venne sepolta vicino alla residenza di Chatsworth, dimora di suo marito. La sua amica Deborah Mitford fece decorare la sua lapide con una dedica che, secondo il suo pensiero, riassumeva perfettamente la vita di Kick: “Gioia ha dato – gioia ha trovato”.

Andrea Vittoria Apostolo

Nata e cresciuta in Piemonte, si laurea in Psicologia Clinica e Neuropsicologia a Milano. Attualmente vive e lavora a Manchester. Da sempre crede che ogni luogo meriti di essere scoperto e che ogni storia valga la pena di essere raccontata