Quelli che vennero definiti gli “Jungle Yacht”, furono realizzati per l’esploratore italiano Attilio Gatti, sua moglie e la loro troupe, che viaggiarono in lungo e in largo per tutta l’Africa. I camper furono utilizzati dagli esploratori in particolare in Congo Belga, dove viaggiarono fra il 1937 e il 1940, e poi nel 1947, quando esplorarono altre zone. L’idea era quello di ricreare un ambiente lussuoso e confortevole, anche nelle zone considerate fra le più selvagge del pianeta.

La spedizione utilizzava due rimorchi aerodinamici progettati da Alexis de Sakhnoffsky utilizzando un telaio Harvester D-35 del 1937, e in totale erano lunghi oltre 13 metri per 9 tonnellate di peso. I veicoli furono costruiti dalla compagnia International Harvester, che era uno degli sponsor della spedizione.

I camper, due in totale, costituivano delle sistemazioni di lusso per il campeggio esplorativo nei meandri dell’Africa nera, e vennero definiti dei “lussuosi appartamenti su ruote”, con ben 5 stanze da letto.

Nonostante l’epoca, il camper era dotato di elettricità e aria condizionata, equipaggiato di un laboratorio fotografico e una stazione radio da cui trasmettere (Gatti era un radioamatore). L’elettricità era fornita da un generatore da 110 Volt montato dietro alle cabine del camper, e alimentava, fra le altre cose, una recinzione elettrica da 4.500 volt che veniva posizionata ogni notte a salvaguardia dell’accampamento.

Attilio Gatti (1896 – 1969) fu un esploratore, autore e cineasta italiano che esplorò l’Africa nella prima metà del XX secolo. Il suo documentario più conosciuto è Siliva lo Zulu del 1927. Molti suoi libri sono ancor oggi disponibili per l’acquisto su Amazon.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...