Una ragazza vittima dell’ambizione e della brama di potere del suo tutore, dei genitori e del suocero, regnò per soli 9 giorni e finì sul patibolo, completamente innocente, a soli 17 anni.

Jane era nata nel 1537, figlia di Henry Grey, marchese del Dorset e duca di Suffolk e di Frances Brandon, a sua volta figlia di Charles Brandon, duca di Suffolk e di Mary Tudor, sorella minore e prediletta di Enrico VIII. Alla morte di Enrico VIII nel 1547 divenne re il suo unico figlio Edoardo VI, figlio di Jane Seymour, di soli 10 anni.

Sotto, il video racconto dell’articolo sul canale Youtube di Vanilla Magazine:

Enrico VIII aveva stabilito che Mary e Elisabetta, per quanto dichiarate illegittime dopo l’annullamento dei matrimoni con Caterina d’Aragona e Anna Bolena, fossero eredi al trono. Dopo di loro venivano gli eredi della sorella Mary. L’altra sorella Margaret e i suoi figli non erano inseriti nella successione.

Mary Tudor e Charles Brandon, i nonni materni:

Jane risultava terza in linea di successione, dato che sua madre Frances era esclusa per motivi sconosciuti, forse per il forte appoggio dato a Caterina d’Aragona durante la vicenda del divorzio.

L’infanzia di Jane non fu felice, i genitori erano severissimi, testimonianze restate delle confidenze fatte da Jane ai suoi insegnanti riportano veri e propri maltrattamenti e una vita d’inferno. La piccola si era sempre rifugiata nello studio, unica vera consolazione, circostanza che la portò a diventare una giovane molto colta.

Frances Brandon era stata amica dell’ultima moglie di Enrico VIII, Catherine Parr, e aveva introdotto a corte Jane, la maggiore delle sue tre figlie.

Poco dopo la morte di Enrico VIII, Catherine Parr si era risposata con Thomas Seymour, fratello di Jane Seymour e quindi zio del nuovo re Edoardo VI, e aveva portato con sé Elisabetta, figlia di Enrico, e Jane Grey. Elisabetta venne velocemente allontanata perché molestata da Seymour, mentre Jane restò con Seymour anche dopo la morte di Catherine Parr, avvenuta nel 1548 per conseguenze al parto.

Il ritratto Streatham, incerta l’identificazione di Jane Grey:

Thomas Seymour, grazie alla parentela e al matrimonio ‘in famiglia’ cercava di conquistare la fiducia e l’amore del nipote Edoardo VI fomentando l’opposizione per scalzare dalla carica di Lord Governatore suo fratello Edward Seymour e diventare lui stesso il consigliere del giovane re. La sua intenzione era di farlo sposare con Jane Grey, e di manovrare la giovane coppia inesperta con la complicità del padre di Jane.

Le sue manovre però non passarono inosservate ed era controllato a vista. Nel 1548 venne arrestato mentre di notte tentava di entrare armato nella camera del re. Le sue intenzioni non furono mai chiarite: forse tentò di prenderlo e portarlo con sé, forse pensava di eliminarlo e sposare Elisabetta che a lungo fu sospettata di complicità mai provata, ma fu abbastanza per condannarlo a morte per tradimento e cospirazione. La condanna fu eseguita nel 1549.

Thomas Seymour:

Jane tornò a casa dai genitori e il padre, nonostante la ventilata cospirazione con Seymour, se la cavò senza danni, ma l’ambizione dei Grey li portava a studiare un modo redditizio per sfruttare la figlia.

La famiglia riuscì a combinare il matrimonio di Jane con Guildford Dudley, figlio del duca di Northumberland, Lord Presidente del Consiglio del Re, che era in pratica l’uomo più potente d’Inghilterra.

Jane era contraria, ma il suo parere non contava nulla e i due ragazzi si sposarono nel 1553

Guildford Dudley. il marito:

La salute di Edoardo VI declinava velocemente, forse per la tubercolosi, e Thomas Seymour manovrò per fargli cambiare la successione ed evitare che salissero al trono le sue sorellastre ‘illegittime’, una delle quali (Maria), inoltre, era cattolica. Edoardo VI nominò sua erede al trono Jane Grey e i suoi eredi maschi e firmò l’atto il 21 giugno 1553.

La nuova successione firmata da Edoardo VI

Edoardo morì il 6 luglio 1553, Jane Grey venne proclamata regina il 10 luglio, pur contro la sua volontà, non voleva il trono né tantomeno il marito, al quale negò il titolo di re, nominandolo solo Duca di Clarence.

Documento firmato da ‘Jane the Quene”:

Come d’uso, venne portata alla Torre di Londra dove i nuovi sovrani attendevano l’incoronazione. Convinta da John Dudley ad accettare la corona per mantenere la fede anglicana nel regno, che con Maria sarebbe tornata cattolica, Jane fu proclamata regina.

Maria (in futuro celebre come “la Sanguinaria”) ovviamente reagì all’estromissione dalla successione convocando i suoi sostenitori, John Dudley radunò le truppe con l’ordine di arrestarla il 14 luglio ma il 19 luglio Maria venne proclamata legittima regina dal consiglio con il sostegno della popolazione.

Frances Brandon, la madre di Jane Grey:

Il duca di Northumberland venne arrestato e condannato a morte e la sentenza fu eseguita il 22 agosto. Jane non era più regina e restò nella torre di Londra, ma come prigioniera, con l’accusa di alto tradimento quale usurpatrice. Anche il marito Guildford venne rinchiuso nella torre. Il processo si svolse nel novembre 1553, i coniugi vennero condannati a morte anche se la nuova regina Mary voleva risparmiare la vita di Jane, e cercò di renderle più leggera la prigionia, dandole una certa libertà e comodità.

John Dudley, il suocero:

Nel gennaio 1554 però il padre e due fratelli di Jane appoggiarono la rivolta contro la regina Mary condotta da Thomas Wyatt portando alla condanna a morte di Jane e del marito. L’esecuzione venne fissata per il 9 febbraio 1554, ma venne rinviata al 12 per concedere a Jane la possibilità di convertirsi al cattolicesimo. La regina Mary le mandò il reverendo John Feckenham, che non riuscì a convertirla, ma le divenne amico e fu lui ad accompagnarla al patibolo.

L’esecuzione di Jane, quadro di Paul Delaroche:

Il 12 mattina venne eseguita la condanna di Guildford e Jane vide passare il corpo decapitato sotto la finestra. Poi toccò a lei. La poverina non sapeva cosa fare, venne bendata e non trovava il ceppo dove appoggiare la testa. La scena suscitò grande commozione nei presenti, e fu infine guidata al tronco raccomandandosi col boia di farla finita in fretta.

La scure si abbatté sul suo collo diafano il 12 Febbraio del 1554

Jane e il marito vennero sepolti nella cappella di San Pietro ad Vincula ma non venne posto alcun segno sulla loro tomba. Nell’800, durante i lavori di risistemazione del pavimento della cappella, non fu possibile quindi identificare i resti di Jane, a differenza di quelli di Anna Bolena e Catherine Howard.

La lapide nella cappella di St. Peter ad Vincula, nella torre di Londra:

Il padre di Jane fu decapitato 11 giorni dopo la figlia, la madre fu perdonata dalla regina, forse per il sostegno dato alla di lei madre Caterina d’Aragona, e continuò a frequentare la corte con le due figlie minori.

Non esistono ritratti certi di Jane. Quello della National Portarit Gallery, a lungo considerato di Jane, è stato invece identificato come quello di Caterina Parr, riconosciuto per una spilla presente nell’inventario dei suoi gioielli. Il ritratto Streatham, dipinto intorno al 1590 e scoperto nel 2005, potrebbe essere una copia di uno contemporaneo di Jane e riporta la scritta Lady Jayne. La giovane donna indossa abito e gioielli indici di una classe elevata e tipici del periodo Tudor, ma sono in molti a ritenere che non sia la giusta identificazione.

Catherine Parr, a lungo erroneamente identificata con Jane Grey:

L’ultimo ritratto che forse mostra Jane è una miniatura, originariamente si ritenne raffigurante Elisabetta, poi identificata con Jane, ma senza certezza. Povera Jane, non è restato nulla di lei, neppure la storia, della quale in fondo non fu protagonista, ma solo una comparsa, e che pagò con la vita l’ambizione degli uomini che le erano vicino.

Possibile miniatura di Jane, contestata però per la foggia del vestito e per l’AN: XVIII’ che lei non arrivò a compiere:

Giovanna Francesconi
Giovanna Francesconi

Amo la storia, e le storie dietro ad ogni persona o oggetto. Amo le cose antiche e non solo perché ormai ne faccio parte pure io, ma perché la verità è la figlia del tempo.