Quando il corpo del dottor James Barry venne disteso sul suo letto di morte, nel luglio del 1865, si scoprì una cosa veramente sorprendente: il dottor Barry, stimato professionista da decenni, era in realtà una donna.

Il dottor James Barry era un noto chirurgo militare, che aveva ricoperto la carica di ispettore generale degli ospedali – la seconda carica più alta per un medico, nell’esercito britannico – viaggiando in molti territori dell’impero. Dal carattere notoriamente irascibile, Barry aveva sfidato a duello un compagno d’armi, aveva violentemente rimproverato Florence Nightingale (figura fondamentale nella storia dell’assistenza infermieristica), e aveva resistito a molti provvedimenti disciplinari durante la propria carriera militare.

Era però un ottimo medico, fervente sostenitore di una riforma della sanità pubblica, famoso anche per due particolarità: era vegetariano e astemio, abitudini rarissime all’epoca. Il chirurgo inglese, che aveva eseguito uno dei primi parti cesarei in cui sopravvissero sia la madre sia il neonato, e aveva salvato moltissime vite prestando servizio nell’esercito britannico, era in realtà Margaret Ann Bulkley, identità che aveva abbandonato in giovane età. Margaret Ann Bulkley era nata intorno al 1789 (l’anno non è certo perché la ragazza cercava di giustificare il proprio aspetto femmineo abbassandosi l’età) in Irlanda, in anni in cui non era consentito alle donne studiare medicina, né ovviamente praticarla.

Ann era la seconda figlia di un commerciante irlandese e di Mary-Ann Bulckley. Forse, quando era ancora adolescente, fu violentata da un parente, dando alla luce una bambina, Juliana, che venne fatta passare per la sorella. Quando la famiglia si ritrovò economicamente rovinata, Margaret si trasferì a Londra con la madre, che era la sorella di James Barry, pittore e accademico reale. Qui Margaret conobbe alcuni amici dello zio, che con molta probabilità l’aiutarono a compiere quel passo che avrebbe cambiato la sua vita: intraprendere gli studi di medicina.

Autoritratto del pittore James Barry, Zio di Margaret

Il vero James Barry morì nel 1806, lasciando alla sorella e alla nipote mezzi economici sufficienti per realizzare il sogno di Margaret. Tre anni dopo Margaret Bulckley non esisteva più. Al suo posto c’era un ragazzo che, con qualsiasi clima, indossava un cappotto, scarpe rialzate all’interno di sette centimetri, e si faceva notare per la sua voce acuta: il nipote di James Barry, di cui aveva adottato il nome. Vestiva abiti maschili come la sua collega di qualche decennio dopo Dottoressa Mary Walker, ma la sua identità era quella di un uomo, in tutto e per tutto.

Nel 1809 il giovane Barry si iscrisse alla facoltà di medicina dell’Università di Edimburgo, barando sull’età per giustificare il proprio aspetto da adolescente. La bassa statura, il timbro di voce tipico di una ragazza, l’esile costituzione e la pelle liscia del volto fecero pensare a molti che il ragazzo fosse troppo giovane per poter frequentare una scuola di medicina. Lui non si arrese, ricorrendo anche all’aiuto di personaggi influenti, che convinsero i docenti ad accettare Barry nei loro corsi.

Barry si laureò a 22 anni, e poi si arruolò nell’esercito come assistente chirurgo. Prestò servizio per dieci anni a Città del Capo, in Sudafrica, dove strinse un’amicizia forse un po’ troppo stretta con il governatore, Lord Charles Somerset, tanto che i due furono accusati di coltivare rapporti “scandalosi”, ma poi furono assolti (vale la pena ricordare che in Inghilterra e Galles l’omosessualità è stata considerata un reato fino al 1967).

Le qualità professionali di Barry erano straordinarie: oltre ai suoi compiti di medico, che eseguiva con molto garbo, si occupò delle condizioni igienico-sanitari delle truppe, dei prigionieri e delle popolazioni locali delle numerose colonie dove prestò servizio (Sudafrica – Canada – Malta – Indie Occidentali – Giamaica – Corfù – Sant’Elena – Crimea). Cercò di ottenere, sempre e dovunque, condizioni di vita migliori per le classi più disagiate, e forse per questo era malvisto tra i suoi pari.

Il dottor James Barry morì per dissenteria il 25 luglio 1865. Secondo i propri desideri, doveva essere seppellito direttamente con i vestiti che aveva indosso, ma questo non avvenne. La donna che si occupò di lavare il suo corpo scoprì due cose: il sesso femminile, e i segni di una (presunta) gravidanza, dettagli che mantenne segreti sino al momento dell’inumazione. In seguito alle rivelazioni, avvenute dopo il funerale, furono in molti che dissero di averlo sempre saputo, ma in realtà erano certamente pochi quelli che conoscevano il suo segreto, mentre era ancora in vita.

L’esercito britannico, per coprire lo scandalo, sigillò tutti i documenti per diversi decenni, che vennero scoperti dalla storica Isobel Rae soltanto alla fine degli anni ’50 del ‘900, e grazie alla quale, oggi, conosciamo la verità. Nel corso del tempo venne avanzata un’altra ipotesi, forse plausibile, ovvero che Margaret fosse in realtà un ermafrodita, per la presenza di ernie femorali che probabilmente erano testicoli scesi. Il dottore che firmò il certificato di morte di Barry, sulla definizione del sesso scrisse:

Nessuno che io conosca

Sotto, James Barry con il suo domestico Jamaicano:

La verità rimane sepolta in una tomba di un cimitero di Londra, ma forse non ha molta importanza scoprirla: quello che resta di James Barry, qualunque fosse il suo sesso, è la sua grande determinazione, le ostinate lotte per ottenere migliori condizioni di vita per schiavi, coloni e soldati, e la sua grandissima passione per la medicina.

Categorie: Storia

Annalisa Lo Monaco

Annalisa Lo Monaco

Lettrice compulsiva e blogger “per caso”: ho iniziato a scrivere di fatti che da sempre mi appassionano quasi per scommessa, per trasmettere una sana curiosità verso tempi, luoghi, persone e vicende lontane (e non) che possono avere molto da insegnare.