Lo Ius Primae Noctis è la famigerata espressione che identifica il diritto dei signori del feudo, o dei baroni della contea, o più in generale del signore del villaggio, di deflorare le giovani spose prima della prima notte di nozze con il marito. Questo diritto, secondo una vasta produzione letteraria e cinematografica, era esercitato da numerosissimi signori, che calpestavano così il desiderio degli sposi, più o meno innamorati, di rimanersi fedeli a vita.

Questo diritto in realtà non è mai esistito

Lo afferma ormai da anni, fra gli altri, il Professor Alessandro Barbero, storico e volto noto sui canali Rai, che ha raccontato, in più occasioni, come lo Ius Primae Noctis non sia altro che un’invenzione di epoca cinquecentesca. Afferma lo studioso:

Lo ius primae noctis è una straordinaria fantasia che il medioevo ha creato, che è nata alla fine del medioevo, e a cui hanno creduto così tanto che c’era quasi il rischio che qualcuno volesse metterlo in pratica davvero, anche se non risulta che sia mai successo. In realtà è una fantasia: non è mai esistito

La genesi di questa strana “Fake News” d’epoca medievale è difficile da ricostruire, ma si riesce, mediante l’ausilio di diversi testi medievali, a comprenderne l’inizio. Al Festival della Mente di Sarzana del 2013, Barbero ha svolto una lezione di un’ora volta a confutare questa antica credenza.

Sotto, dipinto di Vasilij Dmitrievič Polenov: Le droit du Seigneur (1874):

Secondo lo storico, un documento del 1247 attesterebbe il diritto di un Signore Francese di esigere una tassa sul matrimonio dal padre di una ragazza quando questa fosse andata in sposa a un ragazzo di un altro villaggio. La tassa fa parte di una serie di diritti che il signore elenca in uno scritto in latino, per dividerli da quelli spettanti invece ai monaci dell’abbazia. Un monaco fra questi si divertì a tradurre in rima e in francese questa serie di diritti del signore.

Giunto alla tassa sul matrimonio, il monaco scrisse:

Oggi si pagano 3 soldi, ma ai contadini va bene, perché nei tempi antichi la tassa era tanto costosa che, piuttosto che dare al Signore un capo di bestiame, il padre gli offriva la verginità della figlia

Come è facile intuire, in questo caso non è il Signore a esigere un diritto, ma il contadino a offrire un compenso pur di non pagare la tassa. Alla fine del ‘400 un avvocato cuneese, il dottor Rebaccini, scrisse una storia della città, e parlò, al passato remoto, dei “Bui vecchi tempi”. Per giustificare la fondazione della città, operata da un gruppo di contadini in fuga da un despotico signore vicino, fra le tantissime cause individua il “privilegio concesso” al signore del villaggio di deflorare le donne, e in particolar modo le giovani spose.

Come l’avvocato Rebaccini, in molte altre città italiane e francesi diversi edotti scrissero delle storia della città fondate da contadini, e lo Ius Primae Noctis diventò una leggenda comune inserita nel contesto di molte altre cause, storicamente verificate, per spiegare l’impossibilità di continuare a servire il signore del villaggio precedente.

Lo Ius Primae Noctis diventò quindi una leggenda per apostrofare un passato buio, da dimenticare

In contemporanea, fra il ‘500 e il ‘600 si diffuse anche la notizia, sempre naturalmente falsa, che i Nativi delle Americhe imponessero questo diritto al popolo soggiogato al potere. I conquistadores usarono, fra le tante fandonie, anche lo “Ius Primae Noctis” per giustificare l’assoggettamento dei popoli americani e il loro annientamento in favore di una civiltà, quella europea, molto più evoluta. Nel ‘500, inoltre, un certo numero di giuristi francesi legittimò la teoria dello Ius Primae Noctis per spiegare una tassa di epoca antica sul matrimonio, una giustificazione plausibile a un balzello applicato altrimenti senza causa naturale.

Questa “Fake news” di epoca tardo medievale avrà una fortuna enorme nei secoli successivi, e sono inelencabili tutte le produzioni letterali, cinematografiche o teatrali nei quali questo diritto, in realtà mai esistito, verrà usato come pretesto per l’inizio di una storia, o per spiegare in modo vivido i soprusi operati dai signorotti ai danni dei propri sottomessi.

Nel video sottostante, del quale vi consiglio la visione completa per la bravura del Professor Barbero nello spiegare nel dettaglio e in modo colorito l’invenzione dello “Ius Primae Noctis”, sono presenti tutte le informazioni riportate sopra, e moltissime altre:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...