Nel secondo dopoguerra numerosi fotografi, perlopiù statunitensi, si fermarono a documentare i paesi che avevano visitato durante il periodo bellico. Dall’Italia alla Francia, alla Germania o al Belgio, la documentazione fotografica degli anni ’40/’50 e poi dei ’60 è numerosa, e consente di osservare le nazioni con “occhi” davvero diversi. Fra i tanti che trascorsero dei periodi in Italia è opportuno ricordare Henri Cartier-Bresson e William Klein, ma anche Bruno Barbey, un fotografo francese di origine marocchina che fu parte della scuderia Magnum con reportage in giro per i cinque continenti.

L’Italia del BOOM

Sono gli anni ’60. L’Italia “alza la testa” dopo gli orrori e le miserie della guerra. La borghesia, dopo tanta sofferenza, conosce il boom economico. Per le strade si respira un entusiasmo illusorio, una società nuova che importa mode e comportamenti di tipo statunitense. La musica diventa qualcosa di giovane riservata ai giovani, e anche la moda, ora accessibile a un numero maggiore di persone, cambia e si evolve su modelli occidentali d’importazione. In questo contesto si creano enormi sacche di povertà, in particolare nell’Italia meridionale, che diverranno il fulcro, nei decenni successivi, della divisione netta fra Nord e Sud-Italia.

In quegli anni Bruno Barbey attraversa l’Italia da nord a sud e tenta di immortalare lo spirito di quella nazione che tenta di alzare la testa. La serie, “The Italians”, è stata poi trasformata in un libro, in vendita su Amazon a 150 euro, che racconta il nostro paese in quel momento unico, passato alla storia come del “Miracolo Economico”.

Palermo, 1963:

Genova, 1962:

Alcuni bambini a Napoli con un mendicante

Roma nel 1966:

Una prima comunione a Napoli, nel 1966:

Napoli, residenza privata nel 1963:

Alcuni marinai a Napoli nel 1963:

Alcuni militari di leva nel 1963:

Stadio di Milano nel 1966:

All’opera a Napoli, nel 1966:

Napoli nel 1966:

Roma nel 1966:

Napoli, nel 1966, durante una processione nella città vecchia:

Roma nel 1964:

Toscana nel 1966:

Toscana, nel 1966:

Firenze nel 1964:

Caltanissetta nel 1966:

Milano nel 1966:

Napoli nel 1966:

Il delta del Po nel 1966:

Ufficio postale di Milano, alcuni clienti comprano i gettoni e uno telefona:

Milano nel 1966:

In Calabria nel 1966:

Città di Napoli, 1964:

Spiaggia di Napoli nel 1964:

Città di Napoli nel 1964:

Roma nel 1966:

Roma nel 1964:

A Ostia, Roma, nel 1964:

Roma nel 1964:

Roma nel 1962:

Roma nel 1964:

Roma nel 1964:

Roma nel 1964:

Palermo nel 1964:

Milano nel 1964:

All’opera di Milano, nel 1964:

Roma nel 1966:

Milano nel 1964:

Roma nel 1966:

Napoli nel 1964:

Milano, alla stazione, nel 1964:

A trastevere, nel 1966, al mercato delle pulci:

Negozietto vicino al Vaticano, nel 1966:

A Trapani, nel 1966:

Napoli, 1964:

Trapani nel 1964:

Matera nel 1964:

Matera nel 1964:

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...