Fantasmi. Presenze. Spiriti o “energia”. Comunque li si voglia chiamare, lo scetticismo di fronte all’argomento “paranormale” è la reazione più normale che siamo abituati a mostrare e a vedere negli altri.

Ma la realtà dei fatti è davvero tanto avara di un mondo “altro” rispetto al nostro?

In Italia esiste un team di appassionati, Italian Paranormal Research, che ha deciso di affrontare scientificamente l’argomento, e si reca in antichi manieri alla ricerca di presenze, loro le chiamano “impronte energetiche”, che confermino, o smentiscano, le leggende o gli avvistamenti del posto. Per capire come operano e quali siano i loro obiettivi abbiamo intervistato Carmelo Paparone, fondatore dell’associazione.

Sotto, il Castello di Bardi, famoso per le sue “presenze”, nei pressi di Parma. Fotografia di Filippo Aneli condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Ciao Carmelo, che cos’è un “Team di investigazioni del Paranormale”?

E’ un gruppo di persone che è continuamente alla ricerca di risposte su tutto ciò che non vediamo o udiamo a occhio e orecchio nudo, nutrendo tuttavia la certezza che esista qualcosa intorno a noi.

Sotto, la prima fotografia del “Fantasma” del Castello di Bardi, del 1995. Immagine di Morselli Marco condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

Qual è l’approccio all’esplorazione del vostro Team?

L’approccio è molto distaccato dalle leggende o racconti riguardo i luoghi in cui andiamo a fare le nostre investigazioni. Ho creato il gruppo – Italian Paranormal Research – sul principio del “doppio riscontro”, che consiste nel farci guidare dalle 2 sensitive del gruppo “Ramona e Annika”, che con le loro percezioni ci indicano i percorsi da fare all’interno di una struttura. Se però le sensazioni non sono confermate anche dalle attrezzature, non le consideriamo come prove dell’esistenza di fenomeni paranormali. Al contrario se insieme alle loro percezioni riusciamo a ottenere un riscontro misurabile anche dalle attrezzature, pensiamo di essere di fronte a delle semi-prove vere e proprie, con una percentuale di esattezza dell’analisi che arriva sino al 75%.

Impronta energetica Castello di Bardi – Immagine fornita da Italian Paranormal Research:

Come riuscite a ottenere un risultato misurabile scientificamente durante le vostre investigazioni?

Abbiamo attrezzature che funzionano in un ampio campo visivo e acustico non raggiungibili dall’essere umano (videocamere e fotocamere fullspectrum che riescono a vedere tutto lo spettro visivo dall’infrarosso all’ultravioletto e registratori modificati che riescono a udire le basse frequenze scendendo al di sotto dei 44hz, frequenza della voce umana). Inoltre molti rilevatori di variazioni di campi elettromegnetici ed elettrostatici, bonificando ovviamente la location ed escludendo tutti i fattori che potrebbero produrne in maniera del tutto normale (energia elettrica, cellulari, elettrodomestici etc).

Sotto, la Rocca di Meldola, nei pressi di Forlì – fotografia di Diego Baglieri condivisa con licenza CC BY-SA 4.0 via Wikipedia:

Qual è il caso più spaventoso che avete mai affrontato?

Personalmente ho accettato la sfida di passare 5 giorni e 5 notti nella fortezza di Bardi, nei pressi di Parma, completamente da solo, e non ho difficoltà a negare di aver avuto molta ma molta paura, accentuata dai risultati che già avevamo riscontrato nell’indagine col gruppo.

Esiste qualche caso cui invece non è successo assolutamente nulla?

Sì, in tre occasioni siamo tornati a casa senza alcun risultato.

Sotto, la Rocca di Sasso Corvaro – Fotografia di Sailko condivisa con licenza CC BY-SA 3.0 via Wikipedia:

E’ mai successo che una delle “presenze” vi abbia seguito a casa?

No questa è una leggenda da sfatare, niente ti può seguire a casa, poiché non abbiamo a che fare con anime di defunti o spiriti, ma semplicemente con “impronte energetiche”. Tuttavia le nostre proiezioni mentali dopo un’esperienza fatta in questi posti possono giocarci brutti scherzi, ed è quindi facile pensare che le cose strane che ci succedono successivamente siano collegate all’indagine svolta. Questo è un motivo in più per spiegare perché bisogna essere preparati e non ci si improvvisa ricercatori del paranormale dall’oggi al domani.

Come vi preparate all’investigazione?

Ad ogni indagine c’è una preparazione diversa.

Sotto, il video dell’esplorazione alla Rocca di Sassocorvaro in cui sono stati ottenuti importanti riscontri:

Esiste un rito mentale o una preparazione di gruppo?

Non esiste un rito, ciò che facciamo sempre è immedesimarci nel tempo in cui in queste strutture erano attive con usi e costumi di quelle epoche, l’errore da non fare infatti è pensare di ottenere delle risposte recandosi nelle location, credendo di creare un collegamento con i giorni nostri.

Sotto, immagine di un’anomalia energetica al Monastero di Tredozio, fonte Italian Paranormal Research:

Le vostre investigazioni avvengono spesso in antichi castelli. Come preparate legalmente l’esplorazione?

Quando ci interessa una location, mandiamo attraverso la nostra PEC un progetto di collaborazione che consiste nell’aver autorizzazione di accesso ai locali e scarico di responsabilità (se ci succede qualcosa o facciamo dei danni ci prendiamo tutta la responsabilità, sgravando così il proprietario o l’ente) e successivamente una liberatoria che ci consente di divulgare le immagini raccolte.

Se invece ci viene richiesto un intervento, visto che effettuiamo tutto in maniera gratuita, valutiamo la richiesta e se accettiamo inviamo comunque tramite PEC o mail tutti i moduli necessari alle autorizzazioni.

Le vostre prossime mete quali saranno?

Una delle più importanti nel prossimo futuro, sono le Grotte di Osimo, dove svolgeremo il sopralluogo diurno il 7 dicembre e l’indagine notturna il 10 febbraio 2018.

Sotto, un passaggio delle Grotte di Osimo, nelle Marche – Fotografia di Paul Barker Hemings condivisa con licenza CC BY-SA 2.0 via Flickr:

L’intervista è stata realizzata grazie alla gentilezza (e pazienza) di Carmelo Paparone. Trovate Italian Paranormal Research su Youtube, su Facebook e sul sito ufficiale.

Matteo Rubboli
Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...