Aprire Google Maps oggi è un’operazione banale, tanto scontata che nessuno ha ormai il pensiero del problema di consultare una cartina geografica. Le mappe sono sul telefono in versione App o sul computer, versione desktop, ma anche sui tanti navigatori integrati nelle automobili moderne. Se oggi programmare il tragitto da una destinazione a un’altra è qualcosa di scontato non lo era durante l’800, tanto che molte guerre, fra le quali la Prima d’Indipendenza Italiana, furono in parte decise anche dalla qualità (o dai difetti, come nel caso del Regno di Sardegna) delle informazioni geografiche a disposizione dei comandi militari.

Un recente progetto di ricerca, condotto dalle istituzioni scientifiche di Austria, Ungheria e Croazia, ha dato vita al progetto “Mapire”, la composizione fra le informazioni delle mappe dell’Impero Asburgico, realizzate durante due indagini militari del 1764-1784 e del 1806-1869, e quelle moderne di Google Maps, ottenendo un risultato sorprendentemente moderno con informazioni antichissime.

Grazie a Mapire possiamo osservare come il Colosseo o il Viminale si trovassero in un’area periferica di Roma, oppure come Porta Sempione e Brera a Milano fossero pochissimo abitate. In tutte le città (l’unica eccezione fra le grandi è Venezia) si nota come il tessuto urbano sia enormemente cambiato, con l’espansione delle zone costruite in quelle che una volta erano aree dedicate all’agricoltura.

Mapire consente di dare uno sguardo a città estere come Londra o Parigi, ma ad esempio sono escluse gli stati di Spagna, Portogallo, Irlanda e molti altri, fuori dalla portata delle ispezioni militari asburgiche.

Sotto, la mappa di Parigi:

La mappa di Atene, del regno di Grecia, era poco dettagliata:

A Milano:

Bologna, racchiusa fra le sue mura:

Sotto un’immagine dell’interessante modalità “Synchronized View”, che consente di visualizzare in un’unica schermata la mappa odierna e quella antica:

Palermo:

Firenze:

Napoli:

Le immagini sono realizzate a partire dal sito Mapire, dove è disponibile lo strumento completo.

Categorie: Storia

Matteo Rubboli

Matteo Rubboli

Sono un editore specializzato nella diffusione della cultura in formato digitale, fondatore di Vanilla Magazine. Non porto la cravatta o capi firmati, e tengo i capelli corti per non doverli pettinare. Non è colpa mia, mi hanno disegnato così...